I Classici

Santa e poco realista: “I gioielli rubati” di Orsola Nemi.
Conservo ancora, dopo tanti anni, un ritaglio di un giornale, e precisamente Sette del Corriere della Sera, in cui Maurizio Serra, chissà poi per quali reconditi motivi, dedica due paginette della rivista a Orsola Nemi,

Un onesto raccontare: “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern.
E questo sarei io: Rigoni Mario di GioBatta, n.15454 di matricola, sergente maggiore del 6° reggimento alpini, battaglione Vestone, cinquantacinquesima compagnia, plotone mitraglieri.

Quale diversità! “La grande vacanza” di Goffredo Parise.
Qualcuno potrebbe obiettare: perché il recensore ha preferito il secondo libro di Parise al posto del primo (tanto per intenderci: ll ragazzo morto e le comete)? La risposta è molto semplice...

Un romanzo per niente facile: “Marcel ritrovato” di Giuliano Gramigna.
Come dico nella presentazione, un romanzo per niente facile. E i motivi sono tanti, ma credo che quello più importante è che Gramigna...

Le gelosie fan sempre male: “Genus” di Franco Cordero.
Su Cordero bisogna fare anzitutto un po’ di insinuazioni (tanto per non prendersi troppo sul serio): ma era davvero uno scrittore o si divertiva a romanzare mentre il suo “vero” lavoro era quello di esperto di filosofia del diritto?

Cos’è questo buco nel muro? “L’Oblò” di Adriano Spatola.
Recentemente, leggendo un libro “contemporaneo” sono incappato in questa frase: Avrei voluto fare un buco nel muro per vedere se anche loro erano seduti a tavola come noi, a cenare in silenzio.

Puzzle impazzito?: “Tristano” di Nanni Balestrini.
Questo romanzo finisce così: A che pensi. Senza il punto interrogativo. Ed effettivamente ci andrebbe da pensare, dopo la lettura di Tristano.

Un bel romanzo: Gli inganni” di Sandro De Feo.
Questo è un discorso che, credo, ho affrontato anche in un’altra occasione. Della serie: cosa bisogna dire quando, per necessità o, meno schizofrenicamente, per diletto, si fa conoscenza con un autore e soprattutto con un romanzo che in qualche modo ha toccato la nostra sensibilità?

Esempio di fantascienza particolare: “Fine del viaggio” di Alessandro Sily.
Leggendo, come a volte faccio, romanzi o storie di fantascienza (prediligo quelle scritte nel periodo che va dagli anni ’50 a gli anni ’70) spesso mi chiedo: ma come mai nella materia non esistono scrittori fondamentali come, chessò, Proust, Joyce, Celine, Gadda e via dicendo?

Un amico dei reietti e dei disperati: “I vàgeri” di Lorenzo Viani.
La vita è un correre alla morte. E’ la seconda volta che ci interessiamo a questo scrittore molto particolare e di caratura. Nella prima si diceva: Andiamo sullo scrittore
CERCA
NEWS
-
8.03.2026
Mattioli 1885
Thomas Wolfe- "Angelo, guarda il passato". -
8.03.2026
Adelphi
Giorgio Manganelli - "Laboriose inezie". -
8.03.2026
Ponte alle Grazie
Francesco Pecoraro - "La fine del mondo".
RECENSIONI
-
Simone De Beauvoir
Le inseparabili
-
Louis-Ferdinand Celine
Londra
-
William Sloane
La porta dell’alba
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
Gustav Holst 1874 - 1934
-
Stefano Torossi
Giovanni Bottesini 1821 - 1889
-
Stefano Torossi
GEORGE ANTHEIL 1900 – 1959
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Jastimari
-
Marco Minicangeli
The Dangers in My Heart
-
Lorenzo Lombardi/Marco Minicangeli
28 anni dopo – Il tempio delle ossa.
RACCONTI
-
Dauphine Potter
Summer, estate, summer summer.
-
Pietro Poltronieri
Sumud Flotilla
-
Eugenio Flajani Galli
Ciro e il Miracolo di S. Gennaro
