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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

George Pelecanos

Il circo delle anime

Piemme, Pag. 381 Euro 6,50
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E' una gran bella gatta da pelare 'sto Pelecanos. Per carità, non siamo dalla parte del giallo Mondadori che lo "bollò", presentandocelo la prima volta, come autore tendenzialmente "pericoloso". No, è scomodo perché ci disegna un personaggio, il solito Derek Strange, contraddittorio ed inusuale.

Per quelli che non lo sanno: Derek Strange è un investigatore nero, ex poliziotto, che ama la musica soul (il gruppo degli Stylistics in particolare, e questo già non depone a suo favore), le colonne sonore di Morricone (e qui, francamente, va assai meglio) e che oltre alla sua attività indagatoria tra i quartieri malfamati di Washington, si preoccupa di recuperare i bambini che finiscono in strada per prostituzione o spaccio di droga.

Un santo insomma, penserà qualcuno. Macché. E' uno che, poco poco fosse in mano a Thomas Harris, sarebbe peggio di Lecter: squarta, tagliuzza, mena, scazzotta, incendia e sturba. Insomma, non certo un epigone di Madre Teresa di Calcutta, anche se le sue intenzioni umanitarie sono ragguardevoli e civilissime. Ha anche un animo di burro: adora la sua vita famigliare, la moglie Janine che gli fa da segretaria e un figlio che adora.

Quadretto domestico mastelliano/casiniano se non fosse per il vizietto, tutt'altro che raro, di farsi saltare la mosca al naso.

Ne Il circo delle anime (titolo stavolta tradotto quasi di sana pianta) disquisisce argutamente su pena di morte: Io non credo che un governo debba condannare a morte i propri cittadini. Qui nel Distretto di Columbia abbiamo votato contro la pena di morte e questi fanno gli affari loro senza tener conto della nostra volontà e lo condannano a morte. Non è giusto (pag.205) e sull'uso sconsiderato, tutto americano, dell'uso delle armi: Le persone favorevoli alla pena di morte sono anche quelle che difendono il diritto dei fabbricanti di armi perché possano venderle nelle città. Abbiamo un Procuratore Generale favorevole alle esecuzioni capitali che ha in tasca la tessera della National Rifle Association (pag.206). Roba da far ingrigire ancora di più i capelli a Bush e farli perdere del tutto al fascista Chalton Heston.

Ma il romanzo com'è? Forse meno brillante di altre avventure (che noi orchi abbiamo segnalato sia nelle recensioni che nel mio saggio La geografia del noir nell'America che delinque. Rapido giro turistico alla ricerca d'improbabili incontri), per un eccessivo numero di comprimari che ingolfa la trama, ma l'autore ha dalla sua però una formidabile capacità di trasformare la scena. Pelecanos, permettetemi il paragone, è una sorta di Brachetti del noir contemporaneo. La rapidità con cui tratteggia i quadri e poi li trasforma e li stravolge ha del sensazionale. Se fosse un film Il circo delle anime sarebbe anche un musical di successo: rapido ed essenziale, brutale ma realista.

In definitiva i romanzi di questo figlio di immigrati greci raccontano una metropoli invivibile e dannata: la città non è da cartolina, ma come potrebbe poi esserlo Washington sede centrale della più potente nazione al mondo?

S'impara qualcosa anche qui. Ma noi l'abbiamo sempre detto: se il noir ha un pregio è proprio quello di raccogliere pezzi per strada, ma non ha la presunzione di rimetterli necessariamente a posto. E' una bella filosofia di vita, lontano da quella ecumenica che condanna senza appelli il relativismo. Chi vuol capire capisca.



di Eleonora del Poggio


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George Pelecanos

Strade di sangue

Piemme, Pag.364 Euro 5,90

Quando fu presentato in Italia, una famosa casa editrice scriveva: George Pelecanos è una brutta gatta da pelare. In un primo momento, noi del Giallo Mondatori abbiamo avuto qualche incertezza a pubblicarlo, perché nei suoi romanzi la violenza è tanta e molto reale. Ma non è che lo specchio della violenza che fa parte della vita quotidiana di una metropoli come Washington. Inoltre, il nostro (sic!!...n.d.a.) George riscuote un vasto consenso tra i critici e gli appassionati statunitensi. (Quarta di copertina del Giallo Mondatori n.2700 – George Pelecanos – Una dolce eternità).
Roba da sbellicarsi dal ridere (...)

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George Pelecanos

Il giardiniere notturno

Piemme, Pag.380 Euro 6,50

Stavolta Pelecanos è orfano di Derek Strange, o meglio, Pelecanos ha fatto a meno del suo investigatore privato preferito, quello che a volte sembra Madre Teresa da Calcutta e a volte sembra Hannibal Lecter per la violenza di cui è protagonista.
Il giardiniere notturno è storia di serial killer, di un criminale che se la prende coi bambini che hanno l'unica disgrazia di avere il nome che è un palindromo (cioè che lo leggi allo stesso modo sia da destra verso sinistra che viceversa).

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