RECENSIONI
Simone Sarasso
Confine di Stato
Marsilio, Pag. 414 Euro 18,00
Non sto qui a riportare i perché della posizione del giornalista, mi basta dire che allora fui parzialmente d'accordo, credendo comunque che qualcosa tra il brusco e il lusco si potesse dire sull'avventura del super-eroe.
Ora mi trovo nella sua stessa posizione nel valutare Confine di Stato di Simone Sarasso. Ma il tragico è: a chi chiedere aiuto? Alla politica. No, perché del libro, penso io, ne farebbe cenere. Forse alla tradizione noir, soprattutto italica, che gioca spesso con la realtà, trasformandola a proprio piacimento (e non è sempre un dramma, anzi, basta vedere i risultati di Carlotto).
Insomma qual è il punto? Sarasso racconta tre episodi chiave del nostro passato (in ordine: il caso Montesi, la morte di Enrico Mattei, la strage di Piazza Fontana), camuffandoli a dovere, nel senso che i nomi dei veri protagonisti non sono più gli stessi, e creando un filo sotterraneo che in qualche modo li lega.
E i miei dubbi quali sono? (tra l'altro ampiamente espressi nell'intervista che ho fatto all'autore). Innanzi tutto se è giusta la via del noir per scavare nel nostro passato (tipo: perché sulla strage di Piazza Fontana leggere Confine di Stato e non Piazza Fontana di Giorgio Boatti? Qualcuno obietterà: finalità diverse. Se ne può parlare comunque).
E' giusto altresì quella sorta di precauzionale, asettica, distanziazione dalla vera realtà? Non vorrei che facendo così, per un giovane che legge il libro, il delitto di Ester Conti (nel romanzo, ma, nel vero, il caso di Wilma Montesi) del 1953 rimanga tale senza una vera riconoscibilità storica.
Insomma, mi preoccupa più il rispetto della Storia (con la esse maiuscola) che la sua circonvenzione.
Perché poi il rischio – ed ecco la mia richiesta d'aiuto, come a suo tempo fece il Cosulich – è che la dinamica dell'affronto prenda il sopravvento sulla valutazione letteraria del libro. Che comunque deve esserci (Cosulich invece evitò proprio del tutto di parlare del film Superman).
E qual è, mi si chiederà? Non uso "strillar" come fa Valerio Evangelisti sulla quarta: Attenzione. Siamo di fronte a un libro importante e a un esordio strepitoso. Mi limito (l'uso del verbo, del tutto istintivo, mi riporta però al vero "accidente" della segnalazione) a dire che Sarasso è davvero uno degli scrittori più promettenti della nuova generazione, in grado di tenere l'intreccio con maestria a e grande capacità narrativa (ha "solo" ventinove anni, anche se un precedente di tutto rispetto Turkemar – Effequ -, breve, ma intenso racconto sulla vita di Fred Buscagliene già segnalato sulle nostre pagine). La perizia con cui porta avanti più di quattrocento pagine la dice lunga sulla sua intelligenza e competenza.
Può bastare? Sì se si evitano le sabbie mobili dell'estrema soap-operizzazione (scusate il neologismo) della realtà. Per carità, Sarasso ha operato con estrema ratio, si sarà lungamente documentato sui fatti descritti (non avrebbe potuto fare altrimenti, data l'età), ma il dubbio che accanto all'interesse per la Storia (di nuovo con la esse maiuscola) ci sia un tentativo mercantilistico del far letteratura mi rimane.
Insomma, tornando a monte. A chi posso chiedere aiuto? Forse allo stesso autore. E di una cosa, sì, sono certo: ha talento da vendere.
di Alfredo Ronci
Dello stesso autore

Turkemar
Editrice Effequ, Pag.96 Euro 6,50Si chiede all'autore, a fine romanzo, in una sorta di siparietto ad hoc che assomiglia molto alle interviste sul Paradiso: hai ventotto anni e scrivi di un tizio morto quasi vent'anni prima che nascessi. Che ha fatto una musica che oggi ascoltano in pochi, e nessuno della tua età. Perché?
Già, il perché ce lo chiediamo anche noi. Intanto diciamo che il "tizio morto" è Fred Buscaglione, il celebre cantante che rivoluzionò la nostra stantìa musica fatta di mamme e al più di orgasmiche "tue" all'acqua di rosa.

Settanta
Marsilio, Pag. 693 Euro 21,50Mi chiedo perché.
O forse sono io a non capire.
Chiedevo a Simone, in una intervista apparsa sul Paradiso in occasione dell'uscita del primo volume di questa trilogia 'nazionale', se si rischiava di sminuire le valenze storico-ideologiche (e non solo) del nostro passato romanzando la Storia (sempre quella con la esse maiuscola). Riporto interamente per correttezza la sua risposta: Credo che il tipo di letteratura nera che si fa oggi nel nostro paese abbia una grande valenza socio-politica.
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