ATTUALITA'
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “Il paese del maleficio” di Elley Queen (9).

Sono tante le edizioni realizzate per questo romanzo di Ellery Queen uscito negli Usa nel 1942 durante la seconda guerra mondiale, ma quella che abbiamo curato noi ha veramente del particolare. È, come dicono i curatori di allora de I classici del Giallo illustrati, e cioè Sandrone Dazieri e Igor Longo, annotata (curiosa specifica) da Lorenzo Arruga, Stefano Bartezzaghi, Manlio Brusantin, Antoni Faeti, Fruttero e Lucentini e Andrea Pinketts.
E queste annotazioni compaiono qua e là durante il corso degli eventi ma che, se dovessi proprio esprimere un giudizio sulla operazione, non regalano nulla ai lettori, semmai li deviano da quello che invece è il sentiero dovuto: quello di cercare in qualche modo d’indovinare il responsabile del misfatto, perché, mi pare ovvio, anche qui c’è un responsabile del misfatto.
E a proposito di quest’ultimo problema: è vero che siamo nel 1942 e l’arte dei Queen (lo ricordo che Ellery Queen in realtà sono due scrittori pure cugini, ed esattamente Frederic Dannay e Mandred B.Lee), per quanto già avviata è ancora lontana dai fasti degli anni successivi, ma in questo romanzo gli autori non danno nessuna precisa indicazione su chi ha commesso l’omicidio.
Dico questo anche perché, soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, i due iniziarono a comporre romanzi delittuosi e alla fine, prima della risoluzione del mistero, si diceva che nel corso della storia erano stati apportati tutti gli elementi disponibili per poter risolvere il misfatto.
Ancora… sempre in questa edizione il romanzo è accompagnato da una serie di fotografie (queste sì molto seducenti) sia prese dalla storia trattata, sia da flash anni quaranta-cinquanta di attori che in un modo o nell’altro, erano entrati nel mondo misterioso di Ellery Queen.
Immaginate dunque due scrittori, che nascondono i loro nomi, che si firmano con un nome e cognome, che è lo stesso dell’investigatore privato principale personaggio delle storie poliziesche.
Qualcuno dirà: bella invenzione. Sì certo, erano gli anni quaranta, e pure di fare cassetta in tutti i modi si cercava di accalappiare più gente con tocchi di invenzione che in alcuni casi hanno dimostrato una vera e propria genialità. Ma anche allora c’era chi era in una situazione del tutta diversa.
Raymond Chandler, per esempio: si dice (e qui dobbiamo fidarci di uno degli annotatori, e cioè Stefano Bartezzaghi) che Raymond Chandler abbia inventato il personaggio di Marlowe proprio in odio a Ellery Queen. Ora non so se la cosa sia vera (un dubbio ce l’ha pure Bartezzaghi), ma paragonare i gialli dei due a quelli di Chandler mi sembra una pazzia. L’impostazione del poliziesco si capovolge nelle storie dello scrittore di Chicago. E noi questo problema lo tratteremo più avanti, nel corso di altre letture gialle.
Il paese del maleficio ebbe un grande successo (anche cinematografico) e secondo alcuni (ma mi piacerebbe sapere chi) è ritenuto il capolavoro di Ellery Queen, che tra l’altro non si discosta dalle migliori penne del settore con un uso del linguaggio e del pettegolezzo che avrebbe fatto la fortuna anche di Agatha Christie.
Si tratta di un avvelenamento al cianuro (lo avreste detto?) e di una serie curiosa di sostituzioni che quelle sì hanno fatto la fortuna del libro.
Avvicinatevi a Ellery Queen, non mangia, e a volte è anche un buon cuoco.
E queste annotazioni compaiono qua e là durante il corso degli eventi ma che, se dovessi proprio esprimere un giudizio sulla operazione, non regalano nulla ai lettori, semmai li deviano da quello che invece è il sentiero dovuto: quello di cercare in qualche modo d’indovinare il responsabile del misfatto, perché, mi pare ovvio, anche qui c’è un responsabile del misfatto.
E a proposito di quest’ultimo problema: è vero che siamo nel 1942 e l’arte dei Queen (lo ricordo che Ellery Queen in realtà sono due scrittori pure cugini, ed esattamente Frederic Dannay e Mandred B.Lee), per quanto già avviata è ancora lontana dai fasti degli anni successivi, ma in questo romanzo gli autori non danno nessuna precisa indicazione su chi ha commesso l’omicidio.
Dico questo anche perché, soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, i due iniziarono a comporre romanzi delittuosi e alla fine, prima della risoluzione del mistero, si diceva che nel corso della storia erano stati apportati tutti gli elementi disponibili per poter risolvere il misfatto.
Ancora… sempre in questa edizione il romanzo è accompagnato da una serie di fotografie (queste sì molto seducenti) sia prese dalla storia trattata, sia da flash anni quaranta-cinquanta di attori che in un modo o nell’altro, erano entrati nel mondo misterioso di Ellery Queen.
Immaginate dunque due scrittori, che nascondono i loro nomi, che si firmano con un nome e cognome, che è lo stesso dell’investigatore privato principale personaggio delle storie poliziesche.
Qualcuno dirà: bella invenzione. Sì certo, erano gli anni quaranta, e pure di fare cassetta in tutti i modi si cercava di accalappiare più gente con tocchi di invenzione che in alcuni casi hanno dimostrato una vera e propria genialità. Ma anche allora c’era chi era in una situazione del tutta diversa.
Raymond Chandler, per esempio: si dice (e qui dobbiamo fidarci di uno degli annotatori, e cioè Stefano Bartezzaghi) che Raymond Chandler abbia inventato il personaggio di Marlowe proprio in odio a Ellery Queen. Ora non so se la cosa sia vera (un dubbio ce l’ha pure Bartezzaghi), ma paragonare i gialli dei due a quelli di Chandler mi sembra una pazzia. L’impostazione del poliziesco si capovolge nelle storie dello scrittore di Chicago. E noi questo problema lo tratteremo più avanti, nel corso di altre letture gialle.
Il paese del maleficio ebbe un grande successo (anche cinematografico) e secondo alcuni (ma mi piacerebbe sapere chi) è ritenuto il capolavoro di Ellery Queen, che tra l’altro non si discosta dalle migliori penne del settore con un uso del linguaggio e del pettegolezzo che avrebbe fatto la fortuna anche di Agatha Christie.
Si tratta di un avvelenamento al cianuro (lo avreste detto?) e di una serie curiosa di sostituzioni che quelle sì hanno fatto la fortuna del libro.
Avvicinatevi a Ellery Queen, non mangia, e a volte è anche un buon cuoco.
CERCA
NEWS
-
14.09.2026
Sellerio
Piero Calamandrei - Per la scuola -
14.09.2026
La nave di Teseo
Andrew Sean Greer - Villa Coco -
14.09.2026
Adelphi
Georges Simenon - I tre delitti dei miei amici
RECENSIONI
-
Alessio De Stefano
John Fante tapes
-
Marco Minicangeli
D’amore e morte
-
Franz Bartelt
Il femore di Rimbaud
ATTUALITA'
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “Il paese del maleficio” di Elley Queen (9).
-
Stefano Torossi
Un autore non completamente apprezzato: Kurt Weill – 1900-1950
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “Io sono la vittima” di Nicholas Blake (8).
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Il mondo dopo la fine del mondo.
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
RACCONTI
-
Massimo Allevato
I cinque minuti di Adamo Cova
-
Riccardo Bontae
Vento tra le costole
-
Luca Caddia
Super extra gravity
