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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Shalom Auslander

A Dio spiacendo

Guanda, Pag. 173 Euro 13,30
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A Dio Spiacendo, vi può capitare di tutto. Ma non "di tutto", bensì DI TUTTO. Perché Egli è ovunque, onnisciente, onnisclerante e onnipresente.

Insomma per Shalom Auslander non si può sfuggire al volere divino, che lungi dall'essere comprensivo dimostra soltanto evidenti stati egotici in cui l'IO sovrasta tutto il resto.

Già nel suo splendido Il lamento del prepuzio, Auslander si lasciava andare a dissertazioni circa la qualità del giusto e dell'ingiusto del buon vecchio che si diverte a guardare di sotto per vedere le sue piccole formiche cosa fanno, e nel caso non stessero facendo niente, sputacchiare sopra di esse qualche simpatico impedimento per animare la sua visione, e aveva centrato in pieno il problema, con il suo stile agro dolce: non si può discernere quello che Lui vuole. Perché Lui è così: un po' rompiballe, un po' "so tutto io", un po' "Non avrai altro Dio all'infuori di me e attento a te che quella bionda che ho creato per te la devi guardare ma non toccare e non voglio sentire storie sul fatto di toccarsi pensando a lei o sul fatto che l'ho creata per te, perché tanto sempre nel torto sarai".

E allora cosa fare? Bah, forse niente, o forse tornare a battere dove il dente duole, stavolta attraverso una raccolta di racconti che racchiudono tutta la genialità che soltanto i comuni mortali, a volte, possono tirare fuori dal loro cilindro. Una genialità creativa condita da sale, pepe e peperoncino, ma anche cipolla. Una ricetta che non riesce a non convincere, una ricetta gustosa che apre il palato e fa assaporare tutto quello che si pensa nella bocca del nostro silenzio. Una genialità masticabile.

Ecco quindi i Bernstein, moglie e marito, lei viva, lui vivo nelle antiche scritture, lei vegeta, lui vegetale nell'osservanza, lei sul mondo presente, lui concentrato su quello a venire, coppia che scoppia o che accoppa? Oppure il povero Bloom che riesce a scampare alla sua ultima ora talmente tante volte da richiedere l'intervento del Boss in persona, che scende sulla terra con Morte e Lucifero per farlo fuori con le sue mani, o ancora Stanley Fisher che, ritrovate delle antiche tavole, scopre cosa vuol dire portare alla luce verità nascoste e assopite. Il mondo con le sue paure apocalittiche viene fuori quando un gruppo di cabalisti sancisce la fine di tutto con la morte di 100 persone, 100 anime da non far uccidere e addirittura Ovidio viene preso e omaggiato con il giovane Motty che si risveglia nel suo letto con la sua testa ma il corpo di un goy, ovvero un non-ebreo gentile, ovvero un muscoloso e tatuato american man, che ora dovrà fare i conti con la giustizia e l'ingiustizia di essere ebreo, ma in realtà non ebreo... insomma "forma o sostanza?".

Auslander ne ha davvero per tutti e per tutto, dal bigotto osservante al caustico critico, dalle piccole inezie su vita e morte alle grandi sfide dell'esasperazione quotidiana ed è davvero unico nel momento in cui si lascia andare a temi filosofici e teologici con gli animali, come in Bobo lo scimpanzé che si odiava o Aspettando Joe, con i due criceti che discutono di dogma o non dogma, con insostenibile bravura.

A parte tutto, la grande verve di questo scrittore risiede semplicemente nella sua mano chirurgica, capace di mettere a nudo la nervatura della religione e del rispetto di essa, recidendo, cauterizzando, isolando il grottesco che la costituisce, per renderla attraverso il ridicolo motivo di riflessione. Di seria, dura, riflessione.

E Lui? A Dio Spiacendo ci toccherà vederlo anche dopo...





di Alex Pietrogiacomi


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Gustoso


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