RECENSIONI
Nino Martino
A love supreme
CS_ Libri, Pag. 129 Euro 9,99
Il libro dunque comprende due racconti il primo dei quali, più lungo, dà alla raccolta quel titolo mutuato da un brano di John Coltrane. Le due storie sono apparentemente slegate, benché le unisca un’assoluta omogeneità di ambientazione e stile, e il capriccio di collocarvi una coppia di amici che si chiamano Roberto e Carlo, che potrebbero essere gli stessi oppure altri due. Nell’una è protagonista Roberto, ed è Carlo a fare da spalla. Nell’altra si scambiano i ruoli. Sono uomini single che fanno tenerezza nella loro semplicità: la spesa, il panino, la birra, e qualche amore perduto o vagheggiato che rischiara la solitudine. E ci sono tanti piccoli dettagli naturalistici a fare da sfondo in una Milano quieta: il cielo, le nubi, il vento, gli umori del clima, le ore che passano. In uno scenario così normale e dimesso, sono ancora più inquietanti i segnali di una tecnologia in rapido sviluppo, che rischia di diventare incomprensibile, di sfuggire di mano, di attirare il curioso per poi scattare su di lui come una trappola.
La prima storia affronta un tema ormai attuale. La rete che interagisce con noi, che sembra conoscere la nostra vita e i nostri gusti fin nei minimi particolari. Che c’è dietro tutto questo: algoritmi o persone? O qualcosa di ancora più inquietante?
Fuori si alzava il vento, insolito per Milano. Nuvole correvano veloci. Roberto guardò attentamente, avvicinandosi allo schermo. Dietro ad Alessandra c’era la finestra. Si vedevano gli alberi del giardino. Le foglie erano ferme.
- Che fai? Cosa vuoi vedere? – chiese Alessandra e si portò la mano al seno. Alessandra era arrossita.
- No, scusami, era che… Non c’è vento da te?
Alessandra lo fissò. Si era irrigidita?
- Qua c’è un vento pazzesco – disse Roberto – sta cambiando il clima. Mai stato un vento così a Milano.
Alessandra si voltò verso la finestra alle sue spalle.
- Vero. C’è vento.
Adesso le foglie degli alberi del giardino al di là della finestra di Alessandra si muovevano violentemente.
Cresce, nel corso del racconto, la sensazione di non potersi più fidare delle apparenze per avere certezza della realtà circostante.
Nel secondo racconto un tocco esotico irrompe nel grigiore quotidiano, per mezzo di un paio di occhiali del tutto particolari. Si entra subito in un clima fiabesco, perché nella narrativa per ragazzi abbonda il tema degli “occhiali magici”. Questa volta però il taglio è diverso (l’ottica è diversa, direi, ma il gioco di parole è troppo facile). Come nel racconto precedente, infatti, l’autore di avvale di concetti fantascientifici per supportare il fenomeno che descrive.
Due sono le impressioni che permangono dopo la lettura di questi gustosi racconti, e come nella faccenda del mezzo bicchiere tutto dipende dall’ordine in cui le si vogliono enunciare. L’una è l’inquietudine per una tecnologia che sembra sfuggire di mano fino a conseguenze imprevedibili, l’altra è la permanenza di certi fattori umani fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e la ricerca dell’amore.
di Giovanna Repetto
Dello stesso autore

Errore di prospettiva
Delos Digital, Pag. 224 Euro 15,00Ecco che la fantascienza italiana ci regala un bel classico del genere, perfettamente in linea con la tradizione più collaudata. È una bella sorpresa scoprire che qualcuno ha voglia di mettersi in gioco così, senza dannarsi per trovare nuove vie e nuovi linguaggi. Lo dico con tutto il rispetto per gli innovatori e gli sperimentatori, che sono preziosi. Ma è una gioia anche questa: un uomo di scienza (perché questa è la formazione dell’autore) che si applica al mandato fondamentale della fantascienza, mettere insieme scienza e fantasia.

Irene
Delos Digital, Pag. 192 Euro 14,00Fino a che punto siamo disposti a fidarci di un essere artificiale? Questa la domanda che fa da sottotitolo e che infatti permea tutto il romanzo. Nino Martino non risparmia nessuna fatica al suo protagonista: lo getta allo sbaraglio in una posizione scomoda, scomodissima, fra due fuochi. E poi sta a vedere come se la cava.
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