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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

James Frey

Buongiorno Los Angeles

Tea, Pag. 553 Euro 16,60
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Cos'hanno in comune Esperanza, bimba messicana nata pochi metri dentro il confine americano, e Amberton Parker e sua moglie Casey, famosissimi attori hollywoodiani con un matrimonio di facciata e una famiglia con prole a coprire le rispettive omosessualità? E Old Man Joe, un barbone che vive nel cesso di un fast food su Venice beach e Dylan e Maddie, la giovane coppietta approdata nella città degli angeli dall'Ohio in cerca di una vita migliore sintetizzata dal sogno di una casetta sul mare con steccato bianco? Nulla, verrebbe da rispondere, e probabilmente è anche vero. Li unisce la loro residenza in quella grande mirabilandia occidentale che è Los Angeles; non si incontreranno mai ma, così come le tante automobili che solcano le highway della megalopoli californiana, anche loro sono lì per percorrerle; o forse, sono lì perché il loro destino ha deciso di imboccare quelle strade, e di riservare loro specifiche prove. A Esperanza ha deciso di donarle un paio di cosce mostruosamente grandi e una brillante intelligenza da studiosa (e uomini che la deridono per il suo difetto). Per Amberton e Casey fama, gloria, denaro e protervia ma tanta psicopatica infelicità da possesso, anzi, da impossibilità di possesso di ragazzi e ragazze che non ameranno mai se non nell'atto fuggente di una copulazione. Per Maddie e Dylan lavoretti umili e malpagati, motel squattrinati, qualche colpo di fortuna, una serie di esperienze on the road nella tipica tradizione stelle e strisce. Per Old Man Joe una ragazzina tossica ritrovata sulla spiaggia da accudire come un bene prezioso prima che ricada nelle mani di chi è solito violarli e deturparli beni del genere. Come ha scritto il New York Times «Frey è diventato terribilmente bravo, è sceso in campo e li ha fatti fuori tutti». E in questo senso Buongiorno Los Angeles è un romanzo ambizioso e per certi versi spiazzante. Ed è anche un saggetto: ci fa sapere che accanto alle cosce di Esperanza e alla sua sottomissione a Mrs Campbell, la sua padrona di casa e datrice di lavoro, la nascita di Los Angeles è retrodatata al 1781 ad opera di 40 uomini, per lo più schiavi africani e latini, che la battezzarono col nome di El Pueblo de Nostra Señora la Reina Los Angeles de Porciúncula. Accanto al massacro perpetrato nei confronti del datore di lavoro di Dylan, un motociclista di una gang losangelina, ci dice che Bel Air (il quartiere dei ricchi attori e professionisti bianchi) venne fondato dal costruttore Alphonso Bell Sr nel 1923 o che Venice venne costruita dal barone del tabacco Abbot Kinney nel 1904 che con un sistema di canali in riva al mare voleva ricreare la città della laguna veneta. E poi, da rimarcare, è come lo dice. Suono e senso, velocità e ritmo, armonia ed iperbole. E' lo stesso ritmo della città, lo stesso frastuono, rombo, lo stesso sciabordio delle onde, le stesse lacrime, gli stessi sorrisi che si infrangono sull'impietosità della realtà così come le lettere sul muro bianco del foglio che le imprigiona. Un capolavoro.





di Adriano Angelini


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James Frey

L'ultimo testamento della Sacra Bibbia

Guanda, Pag. 319 Euro 18,00

È tornato James Frey.
Il controverso autore di Un milione di piccoli pezzi che lasciò scandalizzati gli americani all'Oprah Show, confermando le voci che volevano la sua biografia sui suoi primi vent'anni di droghe e disintossicazione come un libro molto "rimaneggiato", diciamo "truccato" da qualche esagerazione qui e là, dopo aver colpito duro con Buongiorno Los Angeles (affresco corale della città degli angeli) torna con un nuovo best seller L'ultimo testamento della Sacra Bibbia.

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