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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Andrea Mauri

Due secondi di troppo

Il Seme Bianco, Pag. 132 Euro 13,90
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Mauri è uno scrittore che lascia il segno. Dove tocca graffia. Stimola, disturba, costringe a riflettere su interrogativi fatti per rimanere aperti. In Mickeymouse03, recensito a suo tempo sul Paradiso, si trattava di una relazione fra due uomini stritolati dalla pressione congiunta di Chiesa e famiglia e tormentati dai loro stessi dubbi. Qui il tema principale è quello della dipendenza fra madre e figlio, in una fase della vita in cui la dipendenza è particolarmente penosa. Lei giunta al capolinea e avviata a una progressiva demenza senile, lui incapace di affrancarsi e di costruirsi un presente attraverso scelte mature. Una specie di incantesimo li tiene imprigionati nella stessa rete, tanto più che la madre vanta doti paranormali, espresse con la lettura dei tarocchi. È facile che un bambino attribuisca alla propria madre doti di chiaroveggenza, ma è un guaio se nel passaggio all’età adulta il mito persiste.
   Un mito, mai smentito e mai dimostrato, di cui madre e figlio fanno un gioco, un’arma, uno strumento di ricatto, un legame e un imbroglio. Così come il rito dell’immaginazione, che dovrebbe avere la funzione di mantenere vigili in lei l’attenzione e la memoria. Immaginare scenari inesistenti a occhi chiusi o aperti, davanti a vetrate o a schermi di obsoleti televisori è un esercizio che di fatto serve a cementare fra i due un’irriducibile complicità. Anche quando la dipendenza diventa pretesa e la necessità diventa capriccio, anche quando un no sarebbe liberatorio, il gioco continua con la perversità di una follia a due.
   Mascherato da fattucchiera, devo aver riportato mia madre al passato (…) E come davanti a una santa, mi inginocchio al suo cospetto, mentre lei mi accarezza la chioma soffice e posticcia. L’effetto serra nella stanza è soffocante. Ci siamo chiusi dentro perché nessuno si intrufolasse in questo rito. Così in ginocchio assomiglio a una pia donna implorante. Poi realizzo che mia madre ha assunto le sembianze della Papessa dei tarocchi…
   La presenza della cugina Silvia, disposta ad assumere su di sé il dono inquietante della cartomanzia per continuare la tradizione di famiglia, non allevia la schiavitù di Antonello. E nemmeno ci riesce l’affascinante dottor Gabriele, che risveglia l’interesse di Antonello lasciando indugiare due secondi di troppo su di lui lo sguardo dei magnetici occhi verdi. Qui l’autore lascia intravedere la possibilità di iniziare una relazione nuova, forse portatrice di un proficuo scambio culturale e umano, dopo tante relazioni deludenti o squallide. Ma è sempre la relazione con la madre a rubare la scena, costringendo Antonello a un continuo rinvio che forse in definitiva è funzionale a una sua inguaribile incapacità di definirsi. Fino a quando?
   Il ritratto che Mauri tratteggia della madre cartomante, con le sue bizzarrie, i garruli, capricci, le furie impreviste, Il soffocante profumo con cui avvolge se stessa e gli altri, non è tale da farsi dimenticare facilmente. Il comico e il tragico si fondono in una maschera grottesca non priva di spunti commoventi. È l’immagine della madre fata e strega che tutti noi vorremmo esorcizzare ma che resta ancorata nel profondo.
   Tutto il resto rimane compresso sullo sfondo, come la storia richiede. Però il lettore, dopo una lettura dai toni drammatici come il citato Mickeymouse03, può sentirsi un po’ deprivato. La vita di Antonello è stata, sì, segnata da qualche esperienza a tinte forti che egli si decide infine a raccontare, ma anche il momento della catarsi viene interrotto e ricondotto allo stato di sospensione in quell’acquario stregato che è la sua quotidianità. Di momento in momento si spasima nell’attesa di un gesto liberatorio che segni una svolta, ma ogni movimento sembra ripiegare verso il punto di partenza. Un percorso esasperante, in un certo senso, e però sostenuto da una scrittura elegante e incisiva, rapida nei dialoghi e acuta nella definizione dei personaggi, così da mantenere sempre vivo l’interesse.

di Giovanna Repetto


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Gustoso


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Andrea Mauri

Mickeymuse03

Alter Ego, Pag. 232 Euro 14,00

Raramente un romanzo intimista, fatto di emozioni e sentimenti e incentrato su una relazione a due, raggiunge un tale livello di pathos da tenere avvinto il lettore pagina dopo pagina, dall’inizio alla fine.

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