INTERVISTE
Gianluca Colloca

Vorrei che ti presentassi ai nostri lettori dicendo cosa fai e cosa hai pubblicato.
Prima di tutto ne approfitto per confermare una doppia scuola di pensiero circa il mio cognome: ho origini calabresi, e i miei parenti di giù dicono Collòca, ma qui a Roma sono abituato da sempre a Còlloca. Quindi per me è buona la seconda ma in famiglia, sotto le feste, a battesimi, comunioni e matrimoni, se ne discute sempre.
Per il resto, brevemente, ho 30 anni, ho fatto tanti lavori in passato, e attualmente scrivo per la televisione (sitcom, quando va bene). Ho pubblicato un po' di racconti su riviste cartacee e in rete, e in alcune antologie. A fine novembre esce un mio romanzo, Pork soda, per RGB/Scrittomisto, e già che ci sono ne approfitto per farmi pubblicità. Si tratterà comunque di qualcosa di completamente diverso rispetto a La vita sessuale di Alessandro Baricco.
Siccome noi orchi non riusciamo a digerire Baricco scrittore giustifica la frase: "Di Baricco ho letto una volta mezza pagina, anche se pesante come fossero state seicento." Ma davvero credi che lo scrittore torinese sia così difficile?
In effetti voi orchi avete ragione. Diciamo che in quel punto mi sono lasciato prendere la mano dalla battuta facile. Poi in verità devo ammettere che ho letto più di mezza pagina di Baricco, tipo due libri, terminati con una discreta fatica. Non che Baricco sia pesante, appunto, ma non è proprio il mio genere. La sua scelta per il mio racconto è stata comunque più dovuta alla sovraesposizione mediatica che non a un giudizio sulla scrittura, che è una cosa molto personale (a parte Dostoevskij, forse). Magari se riscrivessi oggi il racconto al posto di Baricco ci metterei Roberto Saviano.
Ci è molto piaciuta l'idea di accomunare sessualità e letteratura. Potremmo fare un gioco e divertirci a creare qualche altro accoppiamento.
Ma altri accoppiamenti per la sessualità o per la letteratura? Per quanto mi riguarda, sono due ambiti che stanno bene con tutto.
Comunque la letteratura è piena di sessualità e sensualità. Per esempio la Micol de Il giardino dei Finzi-Contini a me faceva proprio sangue, anche se non ho mai trovato analoghi pensieri in altri lettori.
Quasi tutti gli scrittori della tua età si sentono figli di Tondelli. Tu come stai messo?
In questo sono abbastanza standardizzato. Tondelli mi piace parecchio e l'ho letto tanto, non quanto Bret Easton Ellis però. Certo, fra Tondelli, Ellis, Pazienza, Coupland, Welsh, Carver, mi sa che rientro proprio nello stereotipo del trentenne che scrive.
Ma in generale sono abbastanza preso da tutto quello che riguarda gli anni a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta. Saranno rimandi e ricordi inconsci, o forse perché è l'unico periodo in cui sono stato felice, non so.
Nel racconto oltre ovviamente a Baricco citi anche altri numi tutelari della letteratura (sempre molto ironicamente e con l'intento della "comunione" di cui sopra): Salman Rushdie per esempio o il gruppo del Wu Ming. O libri come "Il codice da Vinci" o "Il Signore degli Anelli". Ma non hai qualche autore di nicchia che ti rallegra le giornate?
La mia passione degli ultimi tempi, che molto mi rallegra le giornate, è David Sedaris. Però forse non è molto di nicchia. E immagino lo stesso si possa dire per Tibor Fischer, Etgar Keret e Alexandr Ikonnikov. Ma mi piace leggere anche gente come Simone Marcuzzi, Peppe Fiore e Saverio Fattori, tanto per citare tre autori italiani che secondo me meriterebbero di essere conosciuti e apprezzati in lungo e largo nella penisola.
Ti prego, anche se è vero, raccontami una sciocchezza. Mica hai frequentato scuole di scrittura creativa, vero?
No, anche se una volta andando appresso a una ragazza ho frequentato un corso di teatro, ma la cosa non ha avuto nessun aspetto positivo: con la tipa non è successo niente e io non ho acquisito alcuna qualità recitativa, come può testimoniare chiunque abbia la disgrazia di sentirmi leggere in pubblico.
Comunque io sono un ragazzo all'antica, e penso che per imparare a scrivere, e per migliorare, siano solo due le cose da fare: scrivere -appunto- e leggere.
Sia benedetto (nota dell'intervistatore).
Prima di tutto ne approfitto per confermare una doppia scuola di pensiero circa il mio cognome: ho origini calabresi, e i miei parenti di giù dicono Collòca, ma qui a Roma sono abituato da sempre a Còlloca. Quindi per me è buona la seconda ma in famiglia, sotto le feste, a battesimi, comunioni e matrimoni, se ne discute sempre.
Per il resto, brevemente, ho 30 anni, ho fatto tanti lavori in passato, e attualmente scrivo per la televisione (sitcom, quando va bene). Ho pubblicato un po' di racconti su riviste cartacee e in rete, e in alcune antologie. A fine novembre esce un mio romanzo, Pork soda, per RGB/Scrittomisto, e già che ci sono ne approfitto per farmi pubblicità. Si tratterà comunque di qualcosa di completamente diverso rispetto a La vita sessuale di Alessandro Baricco.
Siccome noi orchi non riusciamo a digerire Baricco scrittore giustifica la frase: "Di Baricco ho letto una volta mezza pagina, anche se pesante come fossero state seicento." Ma davvero credi che lo scrittore torinese sia così difficile?
In effetti voi orchi avete ragione. Diciamo che in quel punto mi sono lasciato prendere la mano dalla battuta facile. Poi in verità devo ammettere che ho letto più di mezza pagina di Baricco, tipo due libri, terminati con una discreta fatica. Non che Baricco sia pesante, appunto, ma non è proprio il mio genere. La sua scelta per il mio racconto è stata comunque più dovuta alla sovraesposizione mediatica che non a un giudizio sulla scrittura, che è una cosa molto personale (a parte Dostoevskij, forse). Magari se riscrivessi oggi il racconto al posto di Baricco ci metterei Roberto Saviano.
Ci è molto piaciuta l'idea di accomunare sessualità e letteratura. Potremmo fare un gioco e divertirci a creare qualche altro accoppiamento.
Ma altri accoppiamenti per la sessualità o per la letteratura? Per quanto mi riguarda, sono due ambiti che stanno bene con tutto.
Comunque la letteratura è piena di sessualità e sensualità. Per esempio la Micol de Il giardino dei Finzi-Contini a me faceva proprio sangue, anche se non ho mai trovato analoghi pensieri in altri lettori.
Quasi tutti gli scrittori della tua età si sentono figli di Tondelli. Tu come stai messo?
In questo sono abbastanza standardizzato. Tondelli mi piace parecchio e l'ho letto tanto, non quanto Bret Easton Ellis però. Certo, fra Tondelli, Ellis, Pazienza, Coupland, Welsh, Carver, mi sa che rientro proprio nello stereotipo del trentenne che scrive.
Ma in generale sono abbastanza preso da tutto quello che riguarda gli anni a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta. Saranno rimandi e ricordi inconsci, o forse perché è l'unico periodo in cui sono stato felice, non so.
Nel racconto oltre ovviamente a Baricco citi anche altri numi tutelari della letteratura (sempre molto ironicamente e con l'intento della "comunione" di cui sopra): Salman Rushdie per esempio o il gruppo del Wu Ming. O libri come "Il codice da Vinci" o "Il Signore degli Anelli". Ma non hai qualche autore di nicchia che ti rallegra le giornate?
La mia passione degli ultimi tempi, che molto mi rallegra le giornate, è David Sedaris. Però forse non è molto di nicchia. E immagino lo stesso si possa dire per Tibor Fischer, Etgar Keret e Alexandr Ikonnikov. Ma mi piace leggere anche gente come Simone Marcuzzi, Peppe Fiore e Saverio Fattori, tanto per citare tre autori italiani che secondo me meriterebbero di essere conosciuti e apprezzati in lungo e largo nella penisola.
Ti prego, anche se è vero, raccontami una sciocchezza. Mica hai frequentato scuole di scrittura creativa, vero?
No, anche se una volta andando appresso a una ragazza ho frequentato un corso di teatro, ma la cosa non ha avuto nessun aspetto positivo: con la tipa non è successo niente e io non ho acquisito alcuna qualità recitativa, come può testimoniare chiunque abbia la disgrazia di sentirmi leggere in pubblico.
Comunque io sono un ragazzo all'antica, e penso che per imparare a scrivere, e per migliorare, siano solo due le cose da fare: scrivere -appunto- e leggere.
Sia benedetto (nota dell'intervistatore).
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