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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Francesco Pecoraro

La fine del mondo

Ponte alle Grazie, Pag. 356 Euro 20.00
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Lo confesso: di Francesco Pecoraro, nonostante stia sempre attento alle uscite, non avevo praticamente letto nulla. E tra l’altro mi sorprende che in questo libro, nella quarta di copertina, nella sezione ‘Hanno scritto di F.P.’ leggo: Con la sua scrittura travolgente riesce a catturare, nella filigrana delle ossessioni del singolo, il trauma storico di quel groviglio che chiamiamo Italia. Andrea Cortellessa – Tutto libri – La Stampa. Ma non chiedetemi perché mi ha sorpreso. Affari miei.
Però una cosa debbo dirla: fanno bene certi ‘critici’ a lamentarsi dei finalisti del premio Strega in cui Pecoraro non c’è. Viva la sincerità!
Quindi di questo, per me, nuovo autore mi ritrovo a confrontarmi con La fine del mondo, e soprattutto sulle sue considerazioni degli anni duemilaventi e anche sul genere umano perché c’entra sempre. Lui, l’autore, vive ‘nell’ipotassi Cetomedioide’ roccaforte piccolo borghese (cioè Roma), e nelle quattrocento pagine del libro, ci suggerisce perché il mondo non va e soprattutto come sopravvivere a questo iniquo sistema.
Precisa però… Perché non approvo il mondo com’è e nemmeno come vorrebbe essere e come pensa di essere stato. Quindi dovrei oppormi al presente, ma anche al passato, e soprattutto al futuro. Invece penso che, se il mondo non può essere approvato nemmeno per un istante, può almeno essere accettato e, nell’accettazione, persino goduto. Quindi, anche da comunista, accetto.
Ma l’accettazione del presente, e soprattutto di quello che sarà il futuro è molto relativa… la presenza di queste persone in genere, mi dà ansia, perché non so come comportarmi e, non potendo dire ciò che penso, non so cosa dire, perché ciò che vorrei dire è indicibile e suonerebbe sostanzialmente come un triste Fanculo tutti.
Quindi la teoria di questo mondo destinato alla sparizione consiste in un mediocre vaffanculismo generalizzato? Sarebbe troppo complicato rispondere positivamente e lo stesso autore (ma lo ha già detto in precedenza… vedi prima citazione) ci dice che potrebbe (il mondo) anche essere goduto. E ci elenca alcuni moventi in proposito come… Instagram mi ha profilato per bene, come fa con tutti. Ha capito che mi piacciono molto i video dove si congelano bolle di sapone. Me ne propone a sufficienza.
Oppure disegnare pesci ‘normali’ e anche tropicali, tipo il melanouri che… lo ritrassi dal vero nell’89, una mattina presto che non riuscivo a dormire.
Al di là delle citazioni La fine del mondo ci sembra un buon lavoro (e capisco anche la rabbia di chi avrebbe voluto per l’autore un’occasione diversa), ma su Pecoraro mi vien da fare un confronto con Busi (che c’entra? Nulla, solo un confronto appunto): tutti e due gli scrittori hanno una capacità narrativa indiscutibile, ma nell’uno e nell’altro caso, la ripetitività delle idee spesso non giova.
Giorni fa ho sognato Pecoraro (non lo conosco nemmeno di faccia!) che mi diceva quali erano le cose da conservare nel mondo di oggi e quelle da ‘maledire’. Dopo un po’, cioè dopo ripetute e neanche troppo condivise considerazioni, l’ho mandato a fanculo. Che dire? Non mi sembra che giochi a suo favore.



di Alfredo Ronci


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