RECENSIONI
Giuliano Gramigna
L'empio Enea
Il ramo e la foglia, Pag. 195 Euro 17.00
Non so se questa cosa già l’ho detta, ma sapere che una piccola casa editrice si metta a ri-pubblicare i migliori romanzi di uno scrittore per lo più ignorato da molti, non può che fare bene. Perché, al di là di tutto, Gramigna è stato uno scrittore abbastanza trascurato, per quanto sia stato partecipe degli avvenimenti culturali della sua epoca (diciamo, in linea di massima, tra gli anni sessanta e gli anni settanta), pensiamo, chessò, all’esperienza del Gruppo ’63, per esempio.
L’empio Enea viene dopo quell’altro suo robusto romanzo Marcel ritrovato e proprio come quest’ultimo, non è di facile assimilazione. Nel parlare, a suo tempo, di Marcel ritrovato, dicevamo che essendo Gramigna uno studioso di letteratura, abbia voluto condensare un po’ degli elementi che secondo lui erano necessari per un’opera.
L’empio Enea è la storia frammentata di un padre e di un figlio che vivono nello stesso appartamento, un appartamento che sembra un’invenzione fantastica… a quest’ora la Cordigliera comincia. Blu frigidi a disanimarsi a stremare il disordine geologico della notte, e grigi pennacchi si smarriscono e canaloni spolpati a mano a mano. Ma già arde il vicino Ucaligonte. Come sarà la Cordigliera?
In realtà è un’abitazione al centro di Milano, ma questo ci fa capire, sin dalle prime battute del romanzo, il modo di concepire le cose, ma soprattutto il modo di scriverle.
E a proposito di questo, mi preme sottolineare come il modo d’essere di una storia, per quanto, come abbiamo detto, imparentata anche con le migliori istanze letterarie (pensiamo alla letteratura del Gruppo ’63, anche se Gramigna è sempre stato un pochino al di là dei programmi rivoluzionari dello stesso) faccia pensare ad una sorta di scala elettiva. Cioè a dire (soprattutto in considerazione degli scrittori contemporanei): Con poche eccezioni (Siti, Mari, Trevisan, Sinigaglia, Vasta, Mozzi, Tuena) nessuna delle uscite letterarie del pur vivace panorama romanzesco nazionale del nuovo millennio regge nemmeno lontanamente il confronto con L’empio Enea, né con gli altri romanzi maggiori di Gramiglia.
Così ci dice la post-fazione al libro di Luigi Weber. Sono considerazioni fuori contesto e che difficilmente possiamo condividere, resta il fatto che L’empio Enea, è un romanzo riuscito e perfettamente adattabile ai suoi tempi (ma bene che Il ramo e la foglia edizioni lo abbia riproposto).
di Alfredo Ronci
L’empio Enea viene dopo quell’altro suo robusto romanzo Marcel ritrovato e proprio come quest’ultimo, non è di facile assimilazione. Nel parlare, a suo tempo, di Marcel ritrovato, dicevamo che essendo Gramigna uno studioso di letteratura, abbia voluto condensare un po’ degli elementi che secondo lui erano necessari per un’opera.
L’empio Enea è la storia frammentata di un padre e di un figlio che vivono nello stesso appartamento, un appartamento che sembra un’invenzione fantastica… a quest’ora la Cordigliera comincia. Blu frigidi a disanimarsi a stremare il disordine geologico della notte, e grigi pennacchi si smarriscono e canaloni spolpati a mano a mano. Ma già arde il vicino Ucaligonte. Come sarà la Cordigliera?
In realtà è un’abitazione al centro di Milano, ma questo ci fa capire, sin dalle prime battute del romanzo, il modo di concepire le cose, ma soprattutto il modo di scriverle.
E a proposito di questo, mi preme sottolineare come il modo d’essere di una storia, per quanto, come abbiamo detto, imparentata anche con le migliori istanze letterarie (pensiamo alla letteratura del Gruppo ’63, anche se Gramigna è sempre stato un pochino al di là dei programmi rivoluzionari dello stesso) faccia pensare ad una sorta di scala elettiva. Cioè a dire (soprattutto in considerazione degli scrittori contemporanei): Con poche eccezioni (Siti, Mari, Trevisan, Sinigaglia, Vasta, Mozzi, Tuena) nessuna delle uscite letterarie del pur vivace panorama romanzesco nazionale del nuovo millennio regge nemmeno lontanamente il confronto con L’empio Enea, né con gli altri romanzi maggiori di Gramiglia.
Così ci dice la post-fazione al libro di Luigi Weber. Sono considerazioni fuori contesto e che difficilmente possiamo condividere, resta il fatto che L’empio Enea, è un romanzo riuscito e perfettamente adattabile ai suoi tempi (ma bene che Il ramo e la foglia edizioni lo abbia riproposto).
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