RECENSIONI
Zerocalcare
Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia
Bao, Pag. 219 Euro 18.00
Zerocalcare è un’anima pia.
Nella parte finale del libro si legge: Mm, questo libro è un po’ meno riuscito. Bell’oggetto però. Copertina rigida. La uso come tagliere per il lonzino. Lui poi è sempre caruccio. Una volta mi ha tenuto la porta quando avevo le buste della spesa.
Mettiamogli tre stellette. Bello de zia.
Credo che se anche noi scrivessimo così, non andremmo molto lontano dal vero. Ma nello stesso tempo sì. Lasciamo perdere quello che quel tristo individuo televisivo, Capezzone, di antichi fasti radicali, ha dello di Zerocalcare. E’ tutta invidia (aspetto tutt’ora un buon comico o cartoonista di destra), ma manca soprattutto di morale.
Zerocalcare è un’anima pia.
Ci regala un libro che è quasi una summa del suo pensiero e soprattutto della trasformazione del suo pensiero. Sia che si tratti della questione di Rebibbia, sia che si tratti di questioni sanitarie, sia che si vada ad incocciare su questioni lessicali e di sostanza, la materia del percorso è quello di non rifiutare il confronto, ma buttarcisi in mezzo e cercare di risolverlo nel migliore dei modi.
Zerocalcare lo fa anche (e soprattutto) quando si mette alla prova riguardo alla sua prima (perché crediamo ce ne saranno altre) serie su Netflix. La questione è (o sarebbe): è tutto tecnicamente e moralmente ineccepibile, o un cartoonista come lui dovrebbe disegnare per pochi (anche se poi così non è) e limitarsi a qualche centinaio di estimatori? (Anche se poi così non è).
La sua coscienza fa uscire fuori a) la protervia o del fare tutto io (ci mette poco a capire che se vuoi riuscire a fare bene delle cose non è mai la forza di uno) b) che è appunto un lavoro collettivo, c) che la censura è un problema che si supera (quando ci sono le condizioni) d) che la purezza politica è un cavallo di battaglia dei puri di cuore e) e che la paura di fallire serve anche e soprattutto per poter sopravvivere.
Zerocalcare è un’anima pia.
E soprattutto andatevi a vedere Strappare lungo i bordi, su Netflix. Un commovente episodio dell’anima.
di Alfredo Ronci
Nella parte finale del libro si legge: Mm, questo libro è un po’ meno riuscito. Bell’oggetto però. Copertina rigida. La uso come tagliere per il lonzino. Lui poi è sempre caruccio. Una volta mi ha tenuto la porta quando avevo le buste della spesa.
Mettiamogli tre stellette. Bello de zia.
Credo che se anche noi scrivessimo così, non andremmo molto lontano dal vero. Ma nello stesso tempo sì. Lasciamo perdere quello che quel tristo individuo televisivo, Capezzone, di antichi fasti radicali, ha dello di Zerocalcare. E’ tutta invidia (aspetto tutt’ora un buon comico o cartoonista di destra), ma manca soprattutto di morale.
Zerocalcare è un’anima pia.
Ci regala un libro che è quasi una summa del suo pensiero e soprattutto della trasformazione del suo pensiero. Sia che si tratti della questione di Rebibbia, sia che si tratti di questioni sanitarie, sia che si vada ad incocciare su questioni lessicali e di sostanza, la materia del percorso è quello di non rifiutare il confronto, ma buttarcisi in mezzo e cercare di risolverlo nel migliore dei modi.
Zerocalcare lo fa anche (e soprattutto) quando si mette alla prova riguardo alla sua prima (perché crediamo ce ne saranno altre) serie su Netflix. La questione è (o sarebbe): è tutto tecnicamente e moralmente ineccepibile, o un cartoonista come lui dovrebbe disegnare per pochi (anche se poi così non è) e limitarsi a qualche centinaio di estimatori? (Anche se poi così non è).
La sua coscienza fa uscire fuori a) la protervia o del fare tutto io (ci mette poco a capire che se vuoi riuscire a fare bene delle cose non è mai la forza di uno) b) che è appunto un lavoro collettivo, c) che la censura è un problema che si supera (quando ci sono le condizioni) d) che la purezza politica è un cavallo di battaglia dei puri di cuore e) e che la paura di fallire serve anche e soprattutto per poter sopravvivere.
Zerocalcare è un’anima pia.
E soprattutto andatevi a vedere Strappare lungo i bordi, su Netflix. Un commovente episodio dell’anima.
di Alfredo Ronci
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