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Il Paradiso degli Orchi
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RACCONTI

Gianluca Massimini

Stanchi

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  Rientrati in fretta, senza dir nulla, avevano raggiunto insieme la camera da letto. Lei aveva lasciato cadere la giacca sul divano, mentre lui aveva acceso le luci. Sicché, stanchi per la serata trascorsa, ora stavano spogliandosi. Angela tornava a dare un’ultima spazzolata ai capelli davanti allo specchio, prima di coricarsi. Si guardava con cura in viso, osservando bene gli occhi e il contorno delle labbra, il profilo un po' smagrito e pallido del volto. Al che, notando lui al bordo del letto, disse:
  Non è stata una gran serata, vero? - come se fosse interessata al suo parere, in realtà volendo solo parlare, dire qualcosa. Nel frattempo, posata la spazzola tra i ninnoli sotto lo specchio, si sfilò un po' alla volta la gonna e la lasciò cadere a terra. Poi, senza aggiungere nulla, si sfilò anche gli slip, allontanando il tutto coi piedi dal tappeto.
  Serate come queste mi snervano, - fece lui senza guardarla, e poi lo sai che non amo stare tanto insieme agli altri, per lo meno non tutti i santi giorni… Quei discorsi mi annoiano, non mi interessano... - disse, e si buttò indietro sul letto, stirandosi un poco e allungando le gambe rimaste fuori. La vide così andare in bagno e accendere la luce, sentì l’acqua del bidet che scorreva copiosa e dopo un po’ la porta che si chiudeva, lei che rientrava e sedeva un'altra volta allo specchio, come poc'anzi.
  Mi sembravi divertito invece, almeno fino a un certo punto...  - aggiunse lei allungando un sorriso, e continuò a spazzolarsi i capelli, tornando a guardarsi in volto.
  Lui, intanto, fattosi in su per sfilarsi i pantaloni, si fermò ad osservare lei che, giunta ben oltre i trenta, stava forse un po’ ingrassando sui fianchi e sulle natiche, conservando però un’aria ancora giovane, fatta di estrosità ed entusiasmo, di partecipazione e buona presenza, di una vitalità non ancora del tutto esausta. Pensò allora a quando la maturità ne avrebbe fatta, come spesso vedeva in giro, una matrona annoiata e assorta. E cominciò a sbottonarsi la camicia con calma.
  Al che lei, notato lo sguardo indagatore di lui, fece corta:
  Sto invecchiando, lo so. - E aggiunse: Ho sempre in mente il giorno in cui mi tradirai per una più giovane...
  Non dire sciocchezze… - fece lui d'un fiato. E infilò quindi il pigiama, cercando poi le ciabatte sotto il letto.
  Fu in quel mentre che, dopo essersi seduta anch'ella, lei tirò su la maglia sul capo prima per una manica poi per l’altra e per un attimo la sottoveste si alzò, mettendo in bella mostra le gambe e il pube, lasciandola così, ben fatta, alla mercé del marito.
  Lui fu preso da un fremito, da un desiderio inaspettato per quella carne ancor giovane, e appetibile, che gli si offriva in quel momento senza neanche troppi complimenti, e contemplò ancora una volta quel corpo che aveva tante volte accarezzato e amato negli anni.
  Fermati, - le disse, stai ferma… - aggiunse, e le si avvicinò d'un tratto portando la mano tra le sue gambe fino in fondo, fino alla peluria folta che sentì umida tra le dita, mentre con un gesto nervoso cercò di affondare queste ultime tra le due labbra.
Ehi! - sbottò allora Angela ribellandosi, e provò a ritrarsi di scatto, mentre non riusciva ancora a sfilarsi la veste di dosso. Ma le sfuggì un mugolio che forse non era un lamento.
  Continua, continua… - aggiunse ridendo, mi piace... - disse, quasi desistendo dalla lotta, quando agli occhi di lui si profilarono a un tratto il viso e gli occhi di lei, ch’era riuscita a fatica ad averla vinta sulla maglia, che si era sfilata.
  Lui indugiò ancora con le dita per qualche istante, e le sorrise. Guardò quel volto amico, che si fermava su di lui con affetto e lo contemplava orante.
  Bene, dai... - disse allora lui, tirando indietro il braccio, fino a tornare subito a distendersi sul letto, più discosto e inaccessibile di prima, volgendo via lo sguardo. Non riesco, - disse, sono stanco. - e prese come scusa il fatto di aver voglia di dormire, di voler riposare, perché stava sveglio a stento. Vedremo di farlo domani… - aggiunse, e tirò su la coperta.
  Domani ti alzi presto. - chiuse allora, severa, il discorso lei, che apparve offesa.
  Mentre la moglie adesso si rialzava a cercar il pigiama che non trovava, e per togliersi stizzita le calze, lui tornò in silenzio a contemplare quella donna nuda, quelle natiche bianche e tonde, quel pezzo di carne che senza volere aveva ancora davanti.



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