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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Sholem Aleykhem

Storie di uomini e animali

Adelphi, Pag.115 Euro 9,00
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Scriveva, nell'ormai lontano 1990, Monsignor Canciani (lo ricordate? Era il prete che benediva gli animali in Chiesa in occasione di feste particolari) sul suo Nell'Arca di Noè, religioni ed animali (Edizioni Carroccio), a proposito del terzo libro del Pentateuco, il Levitico: Il libro, vero manuale di macelleria, illustra come uccidere, scorticare, lavare la vittima. In questo sacrificio ritenuto il più nobile, tutto veniva bruciato e distrutto (...) Per avere solo un'idea di questa immane ecatombe biblica si pensi che Salomone, al tempo dell'epopea di Israele, fece i seguenti sacrifici: per la sua incoronazione ci fu il sacrificio di mille giovenchi, mille arieti, mille agnelli (...) nella festa della dedicazione al tempio immolò al Signore, "in sacrificio di comunione", ventuduemila buoi e centoventimila pecore...

Sholem Aleykhem, un ebreo di origine ucraine che visse e morì a New York, non offre un panorama così grandguignol, ma i racconti che fanno parte di questo libriccino affrontano, in modo evidente e calzante, il problema della crudeltà a cui erano sottoposti gli animali (Aleykhem nacque a metà dell'ottocento) e ci piace pensare che il messaggio valga anche per gli animali dei nostri giorni.

Già dalla prima storia Kapures si intuiscono le intenzioni: un gruppo di galli e galline decide di ribellarsi perché stanchi dell'antica usanza del Kapures appunto. Cerimonia dove si pensava che i peccati di una persona venissero trasferiti su un gallo (per l'uomo) o su una gallina (per la donna) e in conseguenza di ciò gli animali venivano fatti roteare tre volte sulla testa della persona che doveva espiare e poi uccisi.

Insomma il gesto dei poveri animali ricorda, seppure con le debite differenze, il cartoon disneyano Galline in fuga, anche se in questo caso, come spesso in tutti i cartoons che si vedono, l'eccessiva antropomorfizzazione riduce l'eventuale messaggio animalista in un divertente passatempo natalizio.

Ne La coppia due tacchini subiscono inermi, in occasione della "Pesakh" (Pasqua ebraica), la forzata alimentazione per l'ingrasso (curioso come il tacchino tenti fino alla fine di convincere la tacchina che tutte quelle preparazioni non riguardano il loro sacrificio, un po' come faceva Benigni ne La vita è bella nel convincere il figlio che quello a cui assisteva era in realtà un gioco).

Il libro si chiude con Pietà per gli esseri viventi. Pensieri di un bambino stupido dove appunto un bambino è angosciato quotidianamente dalle violenze sugli animali e alla crudeltà anche dei suoi coetanei non riesce a far altro che opporre semplici parole che però non gli impediscono di essere offeso, umiliato e malmenato.

Pensiero poco orchesco ma pregnante: Pasqua è appena passata, l'ecatombe di agnelli anche quest'anno si è consumata. Forse bastava un libro come questo per rinunciare ad una tradizione barbara ed incomprensibile.



di Alfredo Ronci


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