RECENSIONI
H.E.Bates
Tripla eco
Piccola Biblioteca Adelphi, Traduzione di Giovanna Granato, Pag.98 Euro 12.00
Non me ne voglia nessuno ma credo che questo H.E.Bates sia stato pubblicato in Italia solo negli anni sessanta e settanta e poi il silenzio più assoluto.
C’ha pensato la casa editrice Adelphi a farlo ritornare in vita con in più una dedica di un grande della letteratura inglese Graham Green: Dopo sessant’anni di scrittura e di lettura, metterei H.E.Bates tra i migliori autori di racconti del mio tempo.
Ora, non è che con un racconto di novantotto pagine si possa dare un giudizio definitivo, certo però che la verve e l’inquietudine di questo scritto lascia intendere che il nostro si sia potuto esprimere al meglio anche in altre situazioni.
Qui la storia è semplice: durante la seconda guerra mondiale un giovane soldato in licenza irrompe all’improvviso in un minuscolo centro abitato dove trova accoglienza presso una donna, che vive un’esistenza ai limiti del civile, e che tra l’altro ha un marito perso nei campi di prigionia giapponese.
Tra i due nasce un affetto concreto e quando il ragazzo decide, in virtù anche della sua bellezza eterea e quasi femminile, di disertare il servizio militare, la donna non esita un attimo a travestirlo in modo da farlo passare per la sorella agli occhi di eventuali curiosi.
E i curiosi ci sono, impegnati fino alla fine a riportare il ragazzo tra i ranghi militari e a fargli pagare la sua assenza.
Non dico altro per non togliere il finale ai lettori. Ma francamente non ci sarebbe null’altro da aggiungere, nel senso che la storia ha una sua conclusione, semmai è da riportare alla cronaca il modo con cui i due protagonisti s’impegnano sentimentalmente e di come poi possa funzionare, con annessi e connessi, il fatto che lui è semplicemente una lei. Anche se poi viene scoperto.
Noi italiani una storia così non l’abbiamo mai raccontata.
di Alfredo Ronci
C’ha pensato la casa editrice Adelphi a farlo ritornare in vita con in più una dedica di un grande della letteratura inglese Graham Green: Dopo sessant’anni di scrittura e di lettura, metterei H.E.Bates tra i migliori autori di racconti del mio tempo.
Ora, non è che con un racconto di novantotto pagine si possa dare un giudizio definitivo, certo però che la verve e l’inquietudine di questo scritto lascia intendere che il nostro si sia potuto esprimere al meglio anche in altre situazioni.
Qui la storia è semplice: durante la seconda guerra mondiale un giovane soldato in licenza irrompe all’improvviso in un minuscolo centro abitato dove trova accoglienza presso una donna, che vive un’esistenza ai limiti del civile, e che tra l’altro ha un marito perso nei campi di prigionia giapponese.
Tra i due nasce un affetto concreto e quando il ragazzo decide, in virtù anche della sua bellezza eterea e quasi femminile, di disertare il servizio militare, la donna non esita un attimo a travestirlo in modo da farlo passare per la sorella agli occhi di eventuali curiosi.
E i curiosi ci sono, impegnati fino alla fine a riportare il ragazzo tra i ranghi militari e a fargli pagare la sua assenza.
Non dico altro per non togliere il finale ai lettori. Ma francamente non ci sarebbe null’altro da aggiungere, nel senso che la storia ha una sua conclusione, semmai è da riportare alla cronaca il modo con cui i due protagonisti s’impegnano sentimentalmente e di come poi possa funzionare, con annessi e connessi, il fatto che lui è semplicemente una lei. Anche se poi viene scoperto.
Noi italiani una storia così non l’abbiamo mai raccontata.
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