RECENSIONI
Michel Bussi
Mai dimenticare.
edizioni e/o, Traduzione di Alberto Bracci Testasecca, Pag. 452 Euro 16,60
Che dire di questo nuovo romanziere d’oltralpe? Ad essere sinceri preferirei evitare qualsiasi tipo di contumelie. Non è una questione di pagine, ma affrontarne quattrocentocinquantadue e poi lasciarsi alle spalle quei (ormai…) mini romanzi di Simenon o Boileau e Narsejac o addirittura di Daeninckx… beh mi sembra di un delitto molto, ma molto poco misterioso.
Quel che non regge non è soltanto la trama (presentata dalla e/o come un non plus ultra dell’efficacia e della genialità!), ma anche il semplice narrare, che lascia il lettore (almeno il lettore quello serio) senza alcun tentativo di rianimarsi. Siamo di fronte, dunque, ad una forzatura del genere noir che vuole, secondo l’autore e secondo anche le migliaia di persone che lo vogliono a tutti i costi, rispolverare i vecchi canoni di una tradizione che ha dato ben altre conclusioni.
Ma al sottoscritto non basta nemmeno il poco appeal narrativo. C’è la mancanza assoluta di stile e di tatto. Facciamo un esempio. Il passo che riporto parla della fase erotica del protagonista: Ero steso sul letto ad ammirarla da dietro. Vista panoramica sulla curva delle reni che si restringeva fino a raggiungere due natiche profonde, poi sulla gamba da sirena che ha fatto voto di rinuncia all’oceano. La luna dipingeva la notte in chiaroscuro. I barlumi della spiaggia deserta danzavano sul corpo di Moana, il rosso neon del casinò, il giallo sabbia delle lampade alogene.
Atmosfera da sottobosco, resina e pineta.
Francamente più che un ragazzo avvinto dal desiderio, mi sembra un falegname che ha anch’esso qualche dubbio di circostanza.
Ma tutto il libro è così, compreso il finale che secondo alcuni è geniale ma secondo altri (per il momento solo io… ma vedrete) è un accozzaglia di luoghi comuni (a volte nemmeno comuni, ma tale da desiderare ben altre conclusioni). Ci credete voi che Le figaro ha scritto: Ritmo sostenuto, intrecci, colpi di scena::: Il meccanismo a orologeria funziona al massimo.?
Non vi parlo nemmeno della trama per non consumare spazio e tempo. Se volete il giallo classico ci sono altri nomi (e che nomi). Se volete invece il noir, quello efferato e comunicativo, beh allora vi posso dare delle indicazioni ben precise.
Ma lontano comunque dai buffoni.
di Alfredo Ronci
Quel che non regge non è soltanto la trama (presentata dalla e/o come un non plus ultra dell’efficacia e della genialità!), ma anche il semplice narrare, che lascia il lettore (almeno il lettore quello serio) senza alcun tentativo di rianimarsi. Siamo di fronte, dunque, ad una forzatura del genere noir che vuole, secondo l’autore e secondo anche le migliaia di persone che lo vogliono a tutti i costi, rispolverare i vecchi canoni di una tradizione che ha dato ben altre conclusioni.
Ma al sottoscritto non basta nemmeno il poco appeal narrativo. C’è la mancanza assoluta di stile e di tatto. Facciamo un esempio. Il passo che riporto parla della fase erotica del protagonista: Ero steso sul letto ad ammirarla da dietro. Vista panoramica sulla curva delle reni che si restringeva fino a raggiungere due natiche profonde, poi sulla gamba da sirena che ha fatto voto di rinuncia all’oceano. La luna dipingeva la notte in chiaroscuro. I barlumi della spiaggia deserta danzavano sul corpo di Moana, il rosso neon del casinò, il giallo sabbia delle lampade alogene.
Atmosfera da sottobosco, resina e pineta.
Francamente più che un ragazzo avvinto dal desiderio, mi sembra un falegname che ha anch’esso qualche dubbio di circostanza.
Ma tutto il libro è così, compreso il finale che secondo alcuni è geniale ma secondo altri (per il momento solo io… ma vedrete) è un accozzaglia di luoghi comuni (a volte nemmeno comuni, ma tale da desiderare ben altre conclusioni). Ci credete voi che Le figaro ha scritto: Ritmo sostenuto, intrecci, colpi di scena::: Il meccanismo a orologeria funziona al massimo.?
Non vi parlo nemmeno della trama per non consumare spazio e tempo. Se volete il giallo classico ci sono altri nomi (e che nomi). Se volete invece il noir, quello efferato e comunicativo, beh allora vi posso dare delle indicazioni ben precise.
Ma lontano comunque dai buffoni.
di Alfredo Ronci
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Michel Bussi
Forse ho sognato troppo
Edizioni e/o, Pag. 429 Euro 17,00Michel Bussi non è stato molto considerato da noi orchi. Per carità, non abbiamo letto tutti i suoi romanzi (perché farlo?), ma quello che finora abbiamo fatto non ci porta a strapparci i capelli (almeno per quelli che ancora ce l’hanno).
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