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CINEMA E MUSICA

Alfredo Ronci

E chi si lamenta: 'Chimes Of Freedom: The Songs of Bob Dylan'.

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Per i cinquant'anni di attività Amnesty International ha raccolto un fottìo di artisti per omaggiare uno degli ultimi grandi del panorama musicale: Bob Dylan. Settantadue canzoni spalmate in 4 cd che non possono davvero annoiare, anzi rassicurano e divertono.

L'offerta è spaventosa: stars più o meno venerate e più o meno in tiro. Ma il gioco vale la candela.

Non potendo per questioni di spazio ospitare la settantina e più di melodie, ci si permette d'indicare una manciata di cover che ci sembrano, nel bene e nel male, le più meritevoli di attenzione e critica.

Dunque... CD 1

Patti Smith – 'Drifter's escape': c'è poco da dire, la sacerdotessa con quella voce splendidamente irregolare può cantare ciò che vuole (e come canta, pensiamo anche al figurone che ha fatto a Sanremo!).

Bettye Lavette – 'Most of the time': altra ugola non criticabile. Può, la più grande soul singer del secolo sbagliare una cover? Giammai!

Diana Krall – 'Simple twist of fate' : Madama Pompadour fa le fusa, come le conviene, e scatta pure l'abbiocco.

Ziggy Marley – 'Blowin' in the wind' : Ci si può emozionare con l'ennesima cover di un classicissimo? Si può.

CD 2

Elvis Costello - 'License to Kill': il nostro amico non s'è sforzato, qualcuno lo prenderebbe a padellate. Strano però.

Jackson Browne - 'Love Minus Zero/No Limit': perso nelle sue stanche produzioni, qui fa molto meglio e la voce, rimasta sempre affascinante, fa il resto.

Joan Baez - 'Seven Curses (Live)': poteva nostra signora dell'ugola, che sembra un gessetto sulla lavagna, mancare all'appuntamento con la storia? No. Poi lei è rocciosa e sempre convincente.

Adele - 'Make You Feel My Love' (Recorded Live at WXPN): la cicciottella in testa alle classifiche ha resuscitato 'sto pezzo, già proposto anni fa da Billy Joel, e lo interpreta con grazia. Voce adatta la sera per una bella nenia.

CD 3

Bryan Ferry - 'Bob Dylan's Dream': immarcescibile (ma non è nuovo ad omaggi dylaniani), rimane anche un po' stucchevole dopo un po'. Poi 'sta storia della 'classe' ha un po' rotto le palle.

Carly Simon - 'Just Like a Woman' – trasforma un Dylan d'annata in una torch song. Ma la voce – per una che da giovane poteva vantare un inusitato stacco di coscia – è irriconoscibile. Sembra vecchia.

Sinéad O'Connor - 'Property of Jesus': lei è matta come un cavallo, ma quando si mette davanti ad un microfono fa il suo figurone. E smuove i sentimenti.

Kronos Quartet - 'Don't Think Twice, It's All Right': a modo loro (e che modo!). Qualsiasi cosa facciano sembra sempre una colonna sonora per i film di Jane Campion.

CD 4

Maroon 5 - 'I Shall Be Released' : il bonazzo dei Maroon 5 va sul sicuro, cantando una delle canzone più emozionanti del catalogo dylaniano (e della Band).

Mick Hucknall - 'One Of Us Must Know (Sooner Or Later)': sorprende la straordinaria imitazione dylaniana del leader dei Simply Red (una delle ugole più entusiasmanti del panorama musicale mondiale).

Lucinda Williams - 'Tryin' To Get To Heaven': è una delle mie preferite. Sempre perfetta. Impossibile resisterle.

Eric Burdon - 'Gotta Serve Somebody': l'animalaccio sorprende. E' redivivo. Azzo che prestazione!

Chiudono il disco un appropriato Pete Seeger (ormai vicino ai cento anni!!) e naturalmente il signor Zinneman in persona ('Chimes of freedom'... ovviamente).



A.A.V.V.

Chimes Of Freedom: The Songs of Bob Dylan.

Ims Fontana - 2012





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