CINEMA E MUSICA
Alfredo Ronci
Gesummio che luce che fa: 'Maraqopa' di Damien Jurado.

Lo confesso: Damien Jurado fa dischi dal 1997, ma questo è il primo che ascolto, anche se il suo nome già 'vorticava' nei meandri dei miei desideri.
Averlo deciso prima. Perché Maraqopa finora è il mio disco preferito per il 2012. E lui un altro nome di eccellenza da affiancare a Jonathan Wilson.
E credo anche che la bellezza del disco (e la mia preferenza) dipenda da una sorta di appartenenza personale ad un sentire musicale, nient'affatto nostalgico, ma di chiara derivazione 60/70.
Quando Maraqopa apre, il brano 'Nothing is the news' ti sconquassa il cuore (e la testa): all'improvviso ti si riversa addosso un magma psichedelico che pensavi definitivamente sepolto (perché nei dischi contemporanei non si suona più la chitarra a quel modo?).
Ma è l'intero disco (Maraqopa è una città idealmente abitata da due persone) a sommergerti con suggestioni 'antiche' (che ripeto, nulla a che vedere con la nostalgia dei tempi andati): si prenda per esempio 'Life away from the garden' che pare bonus-track di Zuma di Neil Young.
Ma i detrattori non credano che tutto sia omogeneo (anche se il folk è essenzialmente la chiave di lettura dell'intero lavoro), 'Reel to reel' per esempio sembra piuttosto una ballata alla Portishead o 'So on, Nevada' efficace contry-rock adatto anche ad un pubblico meno esigente.
Ma ripeto: l'elemento principe di Maraqopa rimane certa inquietudine west-coast (quando per Jonathan Wilson prevalevano i fantasmi pinkfloydiani), e la familiarità con la grande famiglia Crosby-Stills-Nash & Young (infatti a quest'ultima soprattutto si devono le somiglianze di 'Everyone a star').
E se poi voleste farvi del bene e passare una fine giornata davanti ad un tramonto marino, sparatevi nelle cuffiette 'Mountain still asleep', che parlerà pure di montagne ancora addormentate, ma pur sempre d'amore e di 'sentirsi liberi di perdersi'.
Dunque occhio fratelli, Damien va seguito e qualcuno vi assicuro potrebbe perderci la testa, e non sarebbe niente di male. Anzi.
Damien Jurado
Maraqopa
Secretly Canadian - 2012
Averlo deciso prima. Perché Maraqopa finora è il mio disco preferito per il 2012. E lui un altro nome di eccellenza da affiancare a Jonathan Wilson.
E credo anche che la bellezza del disco (e la mia preferenza) dipenda da una sorta di appartenenza personale ad un sentire musicale, nient'affatto nostalgico, ma di chiara derivazione 60/70.
Quando Maraqopa apre, il brano 'Nothing is the news' ti sconquassa il cuore (e la testa): all'improvviso ti si riversa addosso un magma psichedelico che pensavi definitivamente sepolto (perché nei dischi contemporanei non si suona più la chitarra a quel modo?).
Ma è l'intero disco (Maraqopa è una città idealmente abitata da due persone) a sommergerti con suggestioni 'antiche' (che ripeto, nulla a che vedere con la nostalgia dei tempi andati): si prenda per esempio 'Life away from the garden' che pare bonus-track di Zuma di Neil Young.
Ma i detrattori non credano che tutto sia omogeneo (anche se il folk è essenzialmente la chiave di lettura dell'intero lavoro), 'Reel to reel' per esempio sembra piuttosto una ballata alla Portishead o 'So on, Nevada' efficace contry-rock adatto anche ad un pubblico meno esigente.
Ma ripeto: l'elemento principe di Maraqopa rimane certa inquietudine west-coast (quando per Jonathan Wilson prevalevano i fantasmi pinkfloydiani), e la familiarità con la grande famiglia Crosby-Stills-Nash & Young (infatti a quest'ultima soprattutto si devono le somiglianze di 'Everyone a star').
E se poi voleste farvi del bene e passare una fine giornata davanti ad un tramonto marino, sparatevi nelle cuffiette 'Mountain still asleep', che parlerà pure di montagne ancora addormentate, ma pur sempre d'amore e di 'sentirsi liberi di perdersi'.
Dunque occhio fratelli, Damien va seguito e qualcuno vi assicuro potrebbe perderci la testa, e non sarebbe niente di male. Anzi.
Damien Jurado
Maraqopa
Secretly Canadian - 2012
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