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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Stanislaw Lem

L'indagine del tenente Gregory

Oscar Mondadori, Traduzione di Vera Verdiani, Pag. 201 Euro 12,50
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C’era da aspettarselo. Mica potevamo sopravvivere rigirandoci tra le mani Solaris o Eden. I cultori di Lem, in tutto il mondo, sono tanti… e anche in Italia. A dir la verità, personalmente, ritengo che una delle migliori cose scritte dallo scrittore polacco (visto che è nato a Leopoli dobbiamo dire ucraino) è una sorta di divertissement che va sotto il titolo di Vuoto assoluto, che in Italia vide la luce nel 1990 per gli Editori Riuniti. Un libro che praticamente non c’era perché Lem si divertiva a fare recensioni di volumi che non esistevano, immaginate voi con quale grado di comicità.
Ma riprendiamo il discorso iniziale. Certo nessuno di noi poteva sopravvivere all’idea che Solaris (anche grande film di Tarkovsky e che qualcuno definì la risposta a 2001 odissea nello spazio) o Eden potessero soddisfare le esigenze dei più. Ci voleva altro. Qualcosa di sfizioso ma che non spostasse di una virgola l’interesse rivolto allo scrittore ucraino.
Credo sia stato Piergiorgio Nicolazzini a decidere i titoli da pubblicare nelle edizioni Oscar con la dicitura “prima edizione”. In realtà c’è un errore. Non so gli altri libri, ma quello che stiamo esaminando noi ha avuto una precedente pubblicazione italiana, ma con un titolo diverso: L’indagine editato da Rusconi.
Figuriamoci, niente di che, ma per noi orchi certe cose vanno chiarite. E di cosa parla questa indagine? In una Londra di fine anni cinquanta che assomiglia molto, per atmosfera, a quella holmesiana (anche se qui ci sono le automobili e tutto il resto) all’improvviso cominciano a sparire morti. E’ una sorta di redenzione? E’ un trucco di improvvisati maghi? E se nessuno invece li ruba? Siamo davanti all’opera di un perverso maniaco o si tratta di resurrezioni?
Se avete letto altre volte Lem capite subito che una soluzione definitiva al caso non c’è. Se avete letto altre volte Lem capite subito che la definizione del problema del romanzo vi soddisferà.
Siamo in presenza di un piccolo classico dell’epoca (uscì nel 1959) e che una traduzione più efficace e risoluta di quella che uscì per Rusconi rende tutto più fattibile e leggibile. Che altro volere?

di Eleonora del Poggio


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Gustoso


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Stanislaw Lem

Il castello alto

Bollati Boringhieri, Pag. 139 Euro15,00

Checché se ne dica, stimo Lem non per Solaris e L'invincibile (non perché siano brutti, anzi), ma per due 'operine' minori che invece hanno la statura dei classici e che andrebbero consigliati a chi ha un'idea stantia della letteratura: Il congresso di futurologia (che Marcos y Marcos con una di quelle operazioni che andrebbero benedette, ripubblicò, dopo molti anni, nel 2003. Personalmente conservo del romanzo addirittura un'edizione del Club del libro!) e Vuoto assoluto, capolavoro inarrivabile

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Stanislaw Lem

La Voce del Padrone

Bollati Boringhieri, Pag, 243 Euro 16,00

Preparate un astuccio di Pocket Coffee ed una sporta di pazienza. Sì perché Lem, stavolta, mette a dura prova il lettore con un romanzo complesso, ma che richiama nella sua struttura portante opere fondamentali e 'inclassificabili' come Il congresso di futurologia e Vuoto assoluto.
Pubblicato nel 1968 e inedito finora per l'Italia racconta di un segnale captato nello spazio e il susseguente progetto (chiamato La Voce del Padrone), composto non solo da scienziati,

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