RECENSIONI
Eowyn Ivey
La bambina di neve
Einaudi, Pag. 409 Euro 19,00
Ci sono libri che fanno uno strano effetto. Non vedi l'ora di arrivare all'ultima pagina per vedere come va a finire la vicenda che l'autore ti sta raccontando, ma allo stesso tempo vorresti che non finissero mai. Troppo bella la storia, troppo coinvolgente, per passare al libro successivo. Insomma, avrete capito che Pruina m'è rimasta nel cuore. Pruina è la protagonista de La bambina di neve (The Snow Child, 2009, trad. di Monica Pareschi), romanzo da poco arrivato nelle librerie italiane, opera prima di Eowyn Ivey.
Un romanzo fantasy, eppure terribilmente realistico: fantasy fin dal nome dell'autrice (Eowyn è un omaggio ad un personaggio del Signore degli Anelli), eppure realistico perché racconta le dure condizioni dei coloni nelle terre selvagge del Nord America.
Siamo in Alaska e l'anno è il 1920. La casa in cui vivono Jack e Mabel è poco più di una capanna di tronchi. La vita scorre difficile, dura, ripetitiva. Quello che manca a questa coppia di mezza età, che si sforza di far germogliare una terra selvaggia e bellissima, è un figlio, arrivato e subito morto molti anni prima. Ormai è troppo tardi per Jack e Mabel, ma la cicogna prende le sembianze di un libro che cambierà per sempre la loro esistenza: un vecchio libro illeggibile (è scritto in cirillico) che molti anni prima il padre di Mabel le "raccontava" guardando le figure, la favola della "Bambina di neve". Si tratta di una vecchia fiaba russa dove una coppia di anziani ormai soli e stanchi fanno un pupazzo di neve per vincere la loro solitudine. Solo che una notte, per incanto, il pupazzo si anima e diventa una bambina in carne ed ossa.
Può una favola tramutarsi in realtà? No, forse no, ma chi se ne importa se le favole generano altre favole e se questo ci aiuta a vivere. E così Jack e Mabel faranno il loro personale pupazzo di neve e verranno "graziati" dalla nascita della Bambina che cambierà, una volta e per sempre, la loro vita portando speranza là dove c'era solo tristezza. Di più sulla storia — densa di significati simbolici, molti mediati dal cristianesimo — non vi dico. Quello che vi dico è che siamo di fronte ad un romanzo magistrale, scritto in stato di grazia da un'autrice che nell'Alaska ci vive davvero. Narrazione potente, evocativa. Da leggere.
di Marco Minicangeli
Un romanzo fantasy, eppure terribilmente realistico: fantasy fin dal nome dell'autrice (Eowyn è un omaggio ad un personaggio del Signore degli Anelli), eppure realistico perché racconta le dure condizioni dei coloni nelle terre selvagge del Nord America.
Siamo in Alaska e l'anno è il 1920. La casa in cui vivono Jack e Mabel è poco più di una capanna di tronchi. La vita scorre difficile, dura, ripetitiva. Quello che manca a questa coppia di mezza età, che si sforza di far germogliare una terra selvaggia e bellissima, è un figlio, arrivato e subito morto molti anni prima. Ormai è troppo tardi per Jack e Mabel, ma la cicogna prende le sembianze di un libro che cambierà per sempre la loro esistenza: un vecchio libro illeggibile (è scritto in cirillico) che molti anni prima il padre di Mabel le "raccontava" guardando le figure, la favola della "Bambina di neve". Si tratta di una vecchia fiaba russa dove una coppia di anziani ormai soli e stanchi fanno un pupazzo di neve per vincere la loro solitudine. Solo che una notte, per incanto, il pupazzo si anima e diventa una bambina in carne ed ossa.
Può una favola tramutarsi in realtà? No, forse no, ma chi se ne importa se le favole generano altre favole e se questo ci aiuta a vivere. E così Jack e Mabel faranno il loro personale pupazzo di neve e verranno "graziati" dalla nascita della Bambina che cambierà, una volta e per sempre, la loro vita portando speranza là dove c'era solo tristezza. Di più sulla storia — densa di significati simbolici, molti mediati dal cristianesimo — non vi dico. Quello che vi dico è che siamo di fronte ad un romanzo magistrale, scritto in stato di grazia da un'autrice che nell'Alaska ci vive davvero. Narrazione potente, evocativa. Da leggere.
di Marco Minicangeli
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