RECENSIONI
Massimo Torre
La giustizia di Pulcinella
e/o, Pag. 213 Euro 16,00
A ‘sto punto appuntato e buono ancora ve lo addimandate addimandatamente oggi e dimane addò andate addò site addore ‘e mare addore ‘e rosa addurosa addore e ‘sta maschera ammascherata che ammaschera ‘a maschera da verità pe’ smascherà la mascherata de le faccie senza maschera ammascherate, ma maje da Pulecenella che abballa e zompa sì ma sta maschera non se la po’ mai levà pecché nun è ‘na maschera ma ‘a verità d’a faccia soja… facitevene na raggione D’Aniello Puccio bello… Na vota che site Pulecenella Cetrulo vi dovete accetrullare senza raggione che cu’ la raggione nun se cagna ‘o munno ma solo li sordi a la banca. Mo’ nun me facite venì a uallera, faciteme ‘o piacere, schiattatele n’cuorpo a ‘sti schiatta muorto! Sempre servo vostro. Vi saluto e sieste vuje propetamente Pulecenella Cetrulo e sempre lo sareto…
Tranquilli, non è un improvviso malessere, tanto meno una mia schizofrenia di fondo. Quello che ho riportato fedelmente è un passaggio di un intervento di Pulcinella Cetrulo, personaggio principe dei noir di Torre.
Intendiamoci, Pulcinella non è una novità, anzi… e per di più è nemico degli inermi, degli onesti, dei generosi, dei solidali con i diseredati.
Ma insomma chi è? Secondo me è un tentativo brillante di rendere ancora credibile il noir napoletano e il noir in genere. E siccome sono un disgraziato (colui che raccoglie disgrazie) mi interesso anche all’autore, Massimo Torre. E cosa scopro? Che è sceneggiatore di film e serie televisive di successo.
Allora faccio due conti e dico che Pulcinella, pur richiamando la teatralità e il modus vivendi della tradizione napoletana (fra tutti mi preme sottolineare l’importanza della citazione della Matilde Serao all’inizio del romanzo), in realtà tenta di offrire una carta diversa del poliziesco.
Ricordate gli anni sessanta e l’avvicendarsi (nei film di serie A e soprattutto di serie B) di diversi agenti, piò o meno segreti, e delle loro azioni mirabolanti? Ecco, se si esclude qualche contemporaneità di facciata, le imprese di Pulcinella mi ricordano tanto quegli eroi di fondo.
Questo, come ho detto già in precedenza, per salvare il noir da altre angosciose situazioni. Perché diciamolo tra di noi, di situazioni angoscianti se ne trovano a iosa.
di Alfredo Ronci
Tranquilli, non è un improvviso malessere, tanto meno una mia schizofrenia di fondo. Quello che ho riportato fedelmente è un passaggio di un intervento di Pulcinella Cetrulo, personaggio principe dei noir di Torre.
Intendiamoci, Pulcinella non è una novità, anzi… e per di più è nemico degli inermi, degli onesti, dei generosi, dei solidali con i diseredati.
Ma insomma chi è? Secondo me è un tentativo brillante di rendere ancora credibile il noir napoletano e il noir in genere. E siccome sono un disgraziato (colui che raccoglie disgrazie) mi interesso anche all’autore, Massimo Torre. E cosa scopro? Che è sceneggiatore di film e serie televisive di successo.
Allora faccio due conti e dico che Pulcinella, pur richiamando la teatralità e il modus vivendi della tradizione napoletana (fra tutti mi preme sottolineare l’importanza della citazione della Matilde Serao all’inizio del romanzo), in realtà tenta di offrire una carta diversa del poliziesco.
Ricordate gli anni sessanta e l’avvicendarsi (nei film di serie A e soprattutto di serie B) di diversi agenti, piò o meno segreti, e delle loro azioni mirabolanti? Ecco, se si esclude qualche contemporaneità di facciata, le imprese di Pulcinella mi ricordano tanto quegli eroi di fondo.
Questo, come ho detto già in precedenza, per salvare il noir da altre angosciose situazioni. Perché diciamolo tra di noi, di situazioni angoscianti se ne trovano a iosa.
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