ATTUALITA'
Alfredo Ronci
Un'intervista mancata

Il sol dell'avvenire è un prezioso documento (visivo e di cronaca) sulla nascita delle BR. Sul perché, per tanti anni, si è voluto nascondere l'assunto che i terroristi venissero quasi tutti dalle fila della sinistra storica. E' il resoconto di un film osteggiato, a destra e a sinistra (dall'editto censorio del ministro-poeta Bondi che se l'è presa con chi 'esalta' personaggi che dovrebbero conoscere l'oblio della memoria, agli imbarazzi ipocriti di molti vecchi 'comunisti'... ma non mi pare che quelli giovani, o quel qualcosa che vi è rimasto, siano tanto più brillanti e consapevoli), e del perché sia stato visto 'ufficialmente' solo al festival di Locarno e giudicato in modo molto positivo dai presenti.
E questo è un pezzo a metà, nel senso che nelle mie intenzioni vi era l'intervista a Giovanni Fasanella, uno dei due autori del libro-cd. Il giornalista prima ha accettato, poi si è 'misteriosamente' tirato indietro. Avrà avuto i suoi motivi e le sue incombenze. Terenzio diceva Nihil est dictu facilius (niente è più facile che parlare). A volte niente è più facile del non rispondere.
A seguire quelle che sarebbero state (e sono!) le mie domande (e che fanno capire, più di qualsiasi altra aggiunta, cosa esattamente sia Il sol dell'avvenire.
1 – A proposito del film. Perché secondo lei il ministro Bondi, piuttosto che approfittare della tematica della pellicola e quindi, come si dice anche nel libro, far sì che fosse strumentalizzata dalla destra per una campagna contro la sinistra, preferisce, col suo 'editto', battere la retorica (mi si passi il termine) delle 'vittime' e della famiglia?
2 – Fa un po' impressione la scritta iniziale del film dove si dichiara che molti dirigenti politici e molti sindacalisti non hanno voluto parlare...
3 – Personalmente ritengo che il film dia un'immagine sentita e 'politicamente corretta' della città di Reggio Emilia, ed è proprio per questo che non capisco le resistenze dei vecchi dirigenti del PCI a non parlare, quando sono gli stessi protagonisti della pellicola a dire che in realtà gli avversari politici da combattere per la loro deriva reazionaria erano proprio i comunisti.
4 – C'è un passo del libro ed uno del film che mi hanno inquietato, e riguardano l'episodio del ristorante a Costaferrata. Nel primo caso: quando la polizia chiese ai proprietari del locale l'elenco dei partecipanti al convegno e nel secondo: l'intervista ad un dirigente del PCI dell'epoca che già il giorno dopo 'l'evento' sapeva della riunione. Ma stai a vedere che gli unici che non avevano capito di aver formato le BR erano gli stessi brigatisti.
5 – Insisto ancora su un punto: non capisco le resistenze della sinistra nei confronti della vostra indagine. E' vero che tutti i brigatisti venivano chi più chi meno dalle file del PCI, o come dite voi, da una parte della sinistra storica, ma è vero anche che al di là delle dichiarazioni dei protagonisti sulla 'identificazione' del nemico da combattere c'è la confessione di Franceschini che ad un certo punto afferma che se le Br fossero andate al potere avrebbero fatto peggio di PolPot. Mi chiedo appunto: che a che fare tutto questo con la linea democratica del vecchio PCI?
6 – La scena in cui Tonino Loris Paroli scoppia a piangere secondo me ha una sua valenza storica: si difende dall'accusa che le BR erano terroristi (curioso: afferma che i terroristi sono quelli che mettono le bombe, come i fascisti, non quelli che ammazzano...), ma nello stesso tempo cede allo strazio del ricordo di come fu soppresso un presunto 'collaboratore' e quello che disse prima di essere massacrato: cercate di farmi meno male possibile. Non è che alla base dell'azione terroristica (e uso il termine senza tema di smentita) ci fosse una schizofrenia di fondo?
7 – Mi ha fatto piacere sapere che uno dei pochi che vi ha detto di tener duro sulla vicenda del film sia stato Vittorio De Seta, un maestro dimenticato del cinema italiano.
8- Con tutta onestà: cosa ancora non è stato detto sulle BR? Personalmente ritengo che molto ci sia ancora da 'confessare' sulle infiltrazione all'interno del gruppo e che lo stesso Franceschini non ha mai smentito.
Giovanni Fasanella- Gianfranco Pannone
Il sol dell'avvenire
Chiarelettere
Pag. 127 + CD Euro 19,00
E questo è un pezzo a metà, nel senso che nelle mie intenzioni vi era l'intervista a Giovanni Fasanella, uno dei due autori del libro-cd. Il giornalista prima ha accettato, poi si è 'misteriosamente' tirato indietro. Avrà avuto i suoi motivi e le sue incombenze. Terenzio diceva Nihil est dictu facilius (niente è più facile che parlare). A volte niente è più facile del non rispondere.
A seguire quelle che sarebbero state (e sono!) le mie domande (e che fanno capire, più di qualsiasi altra aggiunta, cosa esattamente sia Il sol dell'avvenire.
1 – A proposito del film. Perché secondo lei il ministro Bondi, piuttosto che approfittare della tematica della pellicola e quindi, come si dice anche nel libro, far sì che fosse strumentalizzata dalla destra per una campagna contro la sinistra, preferisce, col suo 'editto', battere la retorica (mi si passi il termine) delle 'vittime' e della famiglia?
2 – Fa un po' impressione la scritta iniziale del film dove si dichiara che molti dirigenti politici e molti sindacalisti non hanno voluto parlare...
3 – Personalmente ritengo che il film dia un'immagine sentita e 'politicamente corretta' della città di Reggio Emilia, ed è proprio per questo che non capisco le resistenze dei vecchi dirigenti del PCI a non parlare, quando sono gli stessi protagonisti della pellicola a dire che in realtà gli avversari politici da combattere per la loro deriva reazionaria erano proprio i comunisti.
4 – C'è un passo del libro ed uno del film che mi hanno inquietato, e riguardano l'episodio del ristorante a Costaferrata. Nel primo caso: quando la polizia chiese ai proprietari del locale l'elenco dei partecipanti al convegno e nel secondo: l'intervista ad un dirigente del PCI dell'epoca che già il giorno dopo 'l'evento' sapeva della riunione. Ma stai a vedere che gli unici che non avevano capito di aver formato le BR erano gli stessi brigatisti.
5 – Insisto ancora su un punto: non capisco le resistenze della sinistra nei confronti della vostra indagine. E' vero che tutti i brigatisti venivano chi più chi meno dalle file del PCI, o come dite voi, da una parte della sinistra storica, ma è vero anche che al di là delle dichiarazioni dei protagonisti sulla 'identificazione' del nemico da combattere c'è la confessione di Franceschini che ad un certo punto afferma che se le Br fossero andate al potere avrebbero fatto peggio di PolPot. Mi chiedo appunto: che a che fare tutto questo con la linea democratica del vecchio PCI?
6 – La scena in cui Tonino Loris Paroli scoppia a piangere secondo me ha una sua valenza storica: si difende dall'accusa che le BR erano terroristi (curioso: afferma che i terroristi sono quelli che mettono le bombe, come i fascisti, non quelli che ammazzano...), ma nello stesso tempo cede allo strazio del ricordo di come fu soppresso un presunto 'collaboratore' e quello che disse prima di essere massacrato: cercate di farmi meno male possibile. Non è che alla base dell'azione terroristica (e uso il termine senza tema di smentita) ci fosse una schizofrenia di fondo?
7 – Mi ha fatto piacere sapere che uno dei pochi che vi ha detto di tener duro sulla vicenda del film sia stato Vittorio De Seta, un maestro dimenticato del cinema italiano.
8- Con tutta onestà: cosa ancora non è stato detto sulle BR? Personalmente ritengo che molto ci sia ancora da 'confessare' sulle infiltrazione all'interno del gruppo e che lo stesso Franceschini non ha mai smentito.
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