DE FALSU CREDITU
Jason Levy
Aggattone
Biscuit press, Pag.140 Euro 15,80
E' la sceneggiatura, adattata per il mercato natalizio, del nuovo film della Pixar che vedrà la luce, appunto, sui nostri schermi a partire dal diciannove dicembre.
Intanto mi preme sottolineare il curioso titolo adottato dai nostri distributori. Se l'autore, un ebreo newyorkese di trentacinque anni, ha mantenuto il titolo originale Accattone (già, proprio così, con una sorta di debito ed omaggio al film di Pasolini del quale segue pedissequamente la trama) specificando però che si tratta di un'espressione (a cat tone = una tonalità del gatto = miagolìo)e non di un attributo, come nel caso del film, gli italiani hanno preferito, dal momento che è una storia di felini, scommettere su un pregevole gioco di parole.
Perché poi la storia è veramente quella del bellissimo lungometraggio di Pasolini: il gatto Romeo (che non è quello de Gli Aristogatti), detto Accattone, vive nella periferia romana e trascorre il suo tempo tra le catapecchie della borgata e la macelleria nella quale si ritrovano spesso gli affamati felini del quartiere. Non lavora e per sopravvivere si fa mantenere da Maddalena, una micia dai facili costumi. Maddalena finisce in un gattile e Accattone si ritrova a soffrire la fame. Un giorno recandosi sul posto di lavoro della compagna, incontra una giovane gatta: Stella. Tenta di portarla alla prostituzione; ma, innamoratosi di lei, si convince a trovare un lavoro onesto. Purtroppo il tentativo dura poco, Accattone non riesce ad adattarsi ad una vita normale e ricomincia a rubare. Durante un furto fuggendo dalla polizia veterinaria, ha un incidente con una motocicletta e...
Qui, nel film di Pasolini, Sergio Citti faceva una brutta fine. E' ovvio che un prodotto Pixar, ma in genere un cartoon, sia per esigenze di mercato che per una propria scrupolosità morale, non può offrire un finale drammatico. Non possiamo svelare la fine della storia per evidenti motivi, ci preme sottolineare che, pur ribaltando l'eticità della pellicola pasoliniana, Aggattone mantiene una sua dignitosa rettitudine offrendo alla fine uno spettacolo adatto a palati fini, ma anche adeguato a quello meno esigente dei bambini.
Un plauso particolare ai doppiatori italiani: Fiorello da la voce a Romeo ed è estremamente convincente , così come una smorfiosetta Asia Argento è perfetta nel ruolo della peripatetica Maddalena. Un po' più contrita invece ci sembra Margherita Buy nel ruolo di Stella.
Intanto mi preme sottolineare il curioso titolo adottato dai nostri distributori. Se l'autore, un ebreo newyorkese di trentacinque anni, ha mantenuto il titolo originale Accattone (già, proprio così, con una sorta di debito ed omaggio al film di Pasolini del quale segue pedissequamente la trama) specificando però che si tratta di un'espressione (a cat tone = una tonalità del gatto = miagolìo)e non di un attributo, come nel caso del film, gli italiani hanno preferito, dal momento che è una storia di felini, scommettere su un pregevole gioco di parole.
Perché poi la storia è veramente quella del bellissimo lungometraggio di Pasolini: il gatto Romeo (che non è quello de Gli Aristogatti), detto Accattone, vive nella periferia romana e trascorre il suo tempo tra le catapecchie della borgata e la macelleria nella quale si ritrovano spesso gli affamati felini del quartiere. Non lavora e per sopravvivere si fa mantenere da Maddalena, una micia dai facili costumi. Maddalena finisce in un gattile e Accattone si ritrova a soffrire la fame. Un giorno recandosi sul posto di lavoro della compagna, incontra una giovane gatta: Stella. Tenta di portarla alla prostituzione; ma, innamoratosi di lei, si convince a trovare un lavoro onesto. Purtroppo il tentativo dura poco, Accattone non riesce ad adattarsi ad una vita normale e ricomincia a rubare. Durante un furto fuggendo dalla polizia veterinaria, ha un incidente con una motocicletta e...
Qui, nel film di Pasolini, Sergio Citti faceva una brutta fine. E' ovvio che un prodotto Pixar, ma in genere un cartoon, sia per esigenze di mercato che per una propria scrupolosità morale, non può offrire un finale drammatico. Non possiamo svelare la fine della storia per evidenti motivi, ci preme sottolineare che, pur ribaltando l'eticità della pellicola pasoliniana, Aggattone mantiene una sua dignitosa rettitudine offrendo alla fine uno spettacolo adatto a palati fini, ma anche adeguato a quello meno esigente dei bambini.
Un plauso particolare ai doppiatori italiani: Fiorello da la voce a Romeo ed è estremamente convincente , così come una smorfiosetta Asia Argento è perfetta nel ruolo della peripatetica Maddalena. Un po' più contrita invece ci sembra Margherita Buy nel ruolo di Stella.
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