RECENSIONI
Jan Mohnhaupt
Bestiario nazista
Bollati Boringhieri, traduzione di Claudia Acher Marinelli, Pag. 200 Euro 20,00
I più informati del settore sanno che alcuni anni fa uscì un libro di Robert Proctor, esattamente La guerra di Hitler al cancro, in cui si mettevano in luce le direttive del Terzo Reich a proposito della famosa malattia, con considerazioni che fecero un po’ scalpore, dal momento che proprio Hitler, ma soprattutto i suoi seguaci, alimentarono un’informazione così decisa ed attenta da risultare la Germania di allora uno fra i paesi più avanzati nella ricerca di settore.
Quando è uscito questo libro ho pensato personalmente che anche la questione animalesca potesse in qualche modo farci cambiare opinione su come il potere nazista esercitasse compiutamente tale questione.
Allora, dal momento che questo saggio, per quanto attento e preparato, non fa che riportare vecchie diatribe e problematiche sulla vicenda, e questo dà da pensare su certe scelte editoriali e di settore, ritengo che quel poco che si ha da aggiungere lo prenderei da certe citazioni riportate sul libro e su alcuni capisaldi della problema.
Già in precedenza Hermann Goring, nella sua funzione di primo ministro di Prussia, aveva tuonato contro ogni forma di esperimento sugli animali e minacciava di mandare i vivisezionisti in campo di concentramento (pag.14).
Darré si serve del maiale per dimostrare la superiorità razziale e culturale dei “popolo nordici” rispetto a ebrei e musulmani; insomma l’ariano si riconoscerebbe dal maiale. Le setole come prova di arianità, se vogliamo. (pag.50)
Il diritto di avere animali da compagnia è un altro passo sulla strada della completa privazione di diritti per gli ebrei tedeschi. (pag. 85)
A differenza dei cani, i gatti – così inculca nel figlioletto Bernward – non mostrano alcun carattere “umano” da sviluppare. Sono autentiche creature di città: perfide, false e asociali, insomma “gli ebrei tra gli animali”. (pag. 86)
Hitler non ha una grande opinione della caccia. Per lui non è altro che uno sport per vigliacchi. Nella cerchia dei suoi intimi di tanto in tanto si lascia scappare qualche commento sulla passione di Goring: “Se almeno fosse ancora collegata a qualche pericolo, come ai tempi in cui si affrontava la selvaggina con la lancia… (pag.111).
Potrei andare ancora avanti. Ma qualcuno mi può indicare una luce in più in questo terreno di flebili luminarie?
di Alfredo Ronci
Quando è uscito questo libro ho pensato personalmente che anche la questione animalesca potesse in qualche modo farci cambiare opinione su come il potere nazista esercitasse compiutamente tale questione.
Allora, dal momento che questo saggio, per quanto attento e preparato, non fa che riportare vecchie diatribe e problematiche sulla vicenda, e questo dà da pensare su certe scelte editoriali e di settore, ritengo che quel poco che si ha da aggiungere lo prenderei da certe citazioni riportate sul libro e su alcuni capisaldi della problema.
Già in precedenza Hermann Goring, nella sua funzione di primo ministro di Prussia, aveva tuonato contro ogni forma di esperimento sugli animali e minacciava di mandare i vivisezionisti in campo di concentramento (pag.14).
Darré si serve del maiale per dimostrare la superiorità razziale e culturale dei “popolo nordici” rispetto a ebrei e musulmani; insomma l’ariano si riconoscerebbe dal maiale. Le setole come prova di arianità, se vogliamo. (pag.50)
Il diritto di avere animali da compagnia è un altro passo sulla strada della completa privazione di diritti per gli ebrei tedeschi. (pag. 85)
A differenza dei cani, i gatti – così inculca nel figlioletto Bernward – non mostrano alcun carattere “umano” da sviluppare. Sono autentiche creature di città: perfide, false e asociali, insomma “gli ebrei tra gli animali”. (pag. 86)
Hitler non ha una grande opinione della caccia. Per lui non è altro che uno sport per vigliacchi. Nella cerchia dei suoi intimi di tanto in tanto si lascia scappare qualche commento sulla passione di Goring: “Se almeno fosse ancora collegata a qualche pericolo, come ai tempi in cui si affrontava la selvaggina con la lancia… (pag.111).
Potrei andare ancora avanti. Ma qualcuno mi può indicare una luce in più in questo terreno di flebili luminarie?
di Alfredo Ronci
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