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ATTUALITA'

Stefano Torossi

Carl Maria von Weber 1786 - 1826

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Essere cugino (di secondo grado) di Mozart per un musicista può sembrare una bella fortuna. Purtroppo il padre di Carl Maria von Weber è solo fratello del padre di Constanze Weber, la moglie di Wolfgang Amadeus, quindi la parentela è acquisita; così i cromosomi non funzionano.
Questo padre, che è un provetto violinista, un po’ vanitoso, tanto è vero che aggiunge il von al suo cognome per darsi delle arie da nobile anche se non lo è, parte con il progetto di fare di Carl Maria un bambino prodigio, un po’ come il secondo cugino Wolfgang Amadeus. Non è che al piccolo manchi il talento, ma il poveretto è nato con un difetto congenito dell’anca, non riesce a camminare fino a quattro anni e questo può essere un problema per una futura star (soprattutto se in erba) del palcoscenico.
Comunque papà si preoccupa di dare una buona educazione al figlio, e ci riesce, malgrado la difficoltà di fargli seguire studi regolari per i continui spostamenti della compagnia teatrale di famiglia, che dirige e che si esibisce in commedie popolari e singspiel in giro per le città della regione.
A 14 anni Carl Maria compone la sua prima opera “La Silente Fanciulla del Bosco”, che viene regolarmente rappresentata a Friburgo, Vienna, Praga e San Pietroburgo; e nello stesso periodo comincia a scrivere articoli di critica musicale per vari giornali. Un giovanetto davvero precoce.

 Diventa un grande virtuoso, amato da Meyerbeer, Berlioz e Stravinskij, il quale nel 1928 compone il “Capriccio” ispirandosi a lui. È autore di musica per pianoforte particolarmente innovativa e difficile, spesso inserita da Liszt nei suoi concerti; è un altrettanto grande e rivoluzionario direttore d’orchestra. In più è un abile chitarrista e, tanto per assegnargli un altro punto, è particolarmente competente, e anche qui innovativo, nella scrittura per il clarinetto.
Un paio di sue composizioni per pianoforte piacciono così tanto ai colleghi, che Berlioz decide di orchestrare il suo “Invito alla Danza” e Liszt arrangia per piano e orchestra la “Polacca Brillante”.
In seguito Carl Maria deciderà di affrontare anche la professione di litografo, andando a fare pratica nella bottega di Alois Senefelder, l’inventore di quella tecnica. Riuscirà a diventarne maestro e questo gli servirà per realizzare in casa la stampa delle sue musiche.

A un certo punto lo troviamo a fare il segretario di Ludwig, fratello del re Frederick del Wurttemberg, e qui, strozzato dai debiti, finisce in un giro di compravendita di illecite esenzioni dal servizio militare che fa capo al suo datore di lavoro. Per salvare il reale fratello scaricano su di lui l’accusa di appropriazione indebita, finisce in galera e viene espulso dal paese.
Nel 1816 è nominato kapellmeister alla corte di Dresda dove ha non pochi contrasti con il collega Francesco Morlacchi, sostenitore dell’Opera Italiana, che si scandalizza per la sua modernità. Qui comincia a comporre il “Franco Cacciatore” che debutta a Berlino con un successo clamoroso, si diffonde come un fulmine in tutta l’Europa, messaggero del romanticismo musicale germanico e diventa un insostituibile caposaldo del repertorio dei teatri d’opera di tutto il mondo.

In questo periodo Von Weber comincia a perdere la salute e deve spesso interrompere il suo lavoro per riposarsi alle terme: Marienbad, Ems, ma senza benefici, anche perché non riesce a star fermo a seguire le cure. Un contratto che ha firmato lo obbliga a partire per Londra per dirigere dodici rappresentazioni, che saranno tutte sold out (ormai è un nome che tira), del suo “Oberon”.
Qui la tubercolosi che già da un po’ rodeva i suoi polmoni esplode in tutta la sua cattiveria e il 5 giugno 1826, a casa del suo amico inglese George Smart, von Weber muore nel sonno, neanche due mesi dopo la trionfale prima dell’”Oberon”, all’età di 39 anni.
E in questi trentanove anni ne hanno fatta di strada, lui e la sua musica.

Contravvenendo alla propria fama di egocentrico supremo, nel 1844 Wagner, che è da sempre un suo ammiratore, riesce a far traslare le sue ceneri da Londra a Dresda.
Così Carl Maria torna a casa.





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