RECENSIONI
José Ovejero
Donne che viaggiano da sole
Voland, Pag.205 Euro 13,00
Vi è mai capitato, in un locale, per strada, in treno, fra gente sconosciuta, di cogliere un brandello di dialogo, l'immediatezza di una scena? Uno squarcio su altre vite, breve ma intenso, che inizia e finisce con la stessa rapidità? E' la sensazione che si ha leggendo i racconti di J.Ovejero. Entra in una storia in un momento qualsiasi, come aprendo una finestra, indiscreto, come sbagliando porta in albergo, e ti verrebbe voglia di dire sorry o pardon, non sai bene in che lingua perché da un momento all'altro puoi trovarti in Africa, in Europa o in America Latina. Si tratta quasi sempre di racconti di viaggio. Episodi a volte drammatici, altre volte apparentemente banali, ma la sensazione è sempre quella di essere investiti da un soffio di vita che esce da una scatola. Si entra per un attimo in una storia dove ciò che non è detto è comunque presente, e nel frammento semplice si intuisce la complessità. Sarà perché sono intensamente brevi, sarà perché si tratta di episodi raccolti dall'esperienza propria o altrui anche se, come spiega l'Autore in una nota "si può distorcere maggiormente la verità raccontando fatti reali che inventando avvenimenti immaginari". Il titolo del libro, preso da uno dei racconti, non tragga in inganno: vi è sì attenzione al mondo femminile, ma anche gli uomini hanno la loro parte. Molto riuscito è il racconto del funerale (Donne in lutto) articolato su piani di crescente drammaticità intrecciando in poche righe vite profondamente diverse. Al lutto doloroso ma inserito nei rassicuranti schemi del quotidiano si sovrappone inaspettato il lutto di un atroce teatro di guerra. Di grande impatto anche Paradisi artificiali, da cui si evince quanto siano davvero artificiali le illusioni dei turisti in cerca di esotismo in Madagascar. Ma non è niente in confronto alla sorpresa che riserva il racconto-shock I compagni di viaggio, che ci traghetta dalla calma all'orrore nello spazio di una riga. Solo per citarne alcuni. Dall'ironia alla crudezza, ogni racconto ha il giusto impasto di ingredienti per essere godibile.
di Giovanna Repetto
di Giovanna Repetto
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