RECENSIONI
José Cardoso Pires
Gli scarafaggi
le nubi edizioni, Pag.63 Euro 8,00
, in cui la sua stessa identità si sfuma e si perde, schiacciata da rigidi meccanismi difensivi.
Si sa, o è facile supporre, che talvolta il cacciatore, focalizzato sulla sua preda al punto di non curarsi d'altro, finisca per inseguirla imitandone le movenza, per studiarne i comportamenti fino all'immedesimazione, per inoltrarsi in un processo mimetico che lo conduce ad assumerne le sembianze.
Si sa infine che un male temuto, quando diventa fissazione e ossessione, spesso finisce paradossalmente per auto determinarsi.
Questi gli ingredienti ben dosati da Cardoso Pires nel racconto tratto da A Repùblica dos Corvos e tradotto dal portoghese a cura di Federico Bertolazzi, con gli studenti dell'Università di Tor Vergata a Roma. Il lavoro a più mani nulla toglie all'omogeneità della traduzione (fedele al testo portoghese che si può leggere a fronte) che consente di apprezzare il linguaggio asciutto ed essenziale, vibrante di echi drammatici che tengono il filo del racconto in tensione costante. Come la radio, che gracida minacciosa o disperata, unica compagna dell'ingegner K. durante la sua febbrile attività nel chiuso della miniera. Eco di un mondo con cui egli ha perso ogni contatto durante la battaglia che conduce senza tregua contro un esercito di scarafaggi.
... scoprì per sua disgrazia che la Blatta, questa grigia creatura, resisteva diabolicamente all'acqua grazie al suo guscio impermeabile e per questo poteva entrare nella quiete domestica del cittadino attraverso tubi o attraverso le fognature più fetide; che nell'atto di morire le femmine liberavano le uova per prolungare la specie e che ogni uovo veniva immunizzato contro i veleni che avevano ucciso la madre; che erano migliaia per femmina...
Un breve scritto scritto di A. A. Avella sulla lingua portoghese "patria di molte patrie" conclude il libro.
di Giovanna Repetto
Si sa, o è facile supporre, che talvolta il cacciatore, focalizzato sulla sua preda al punto di non curarsi d'altro, finisca per inseguirla imitandone le movenza, per studiarne i comportamenti fino all'immedesimazione, per inoltrarsi in un processo mimetico che lo conduce ad assumerne le sembianze.
Si sa infine che un male temuto, quando diventa fissazione e ossessione, spesso finisce paradossalmente per auto determinarsi.
Questi gli ingredienti ben dosati da Cardoso Pires nel racconto tratto da A Repùblica dos Corvos e tradotto dal portoghese a cura di Federico Bertolazzi, con gli studenti dell'Università di Tor Vergata a Roma. Il lavoro a più mani nulla toglie all'omogeneità della traduzione (fedele al testo portoghese che si può leggere a fronte) che consente di apprezzare il linguaggio asciutto ed essenziale, vibrante di echi drammatici che tengono il filo del racconto in tensione costante. Come la radio, che gracida minacciosa o disperata, unica compagna dell'ingegner K. durante la sua febbrile attività nel chiuso della miniera. Eco di un mondo con cui egli ha perso ogni contatto durante la battaglia che conduce senza tregua contro un esercito di scarafaggi.
... scoprì per sua disgrazia che la Blatta, questa grigia creatura, resisteva diabolicamente all'acqua grazie al suo guscio impermeabile e per questo poteva entrare nella quiete domestica del cittadino attraverso tubi o attraverso le fognature più fetide; che nell'atto di morire le femmine liberavano le uova per prolungare la specie e che ogni uovo veniva immunizzato contro i veleni che avevano ucciso la madre; che erano migliaia per femmina...
Un breve scritto scritto di A. A. Avella sulla lingua portoghese "patria di molte patrie" conclude il libro.
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