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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Michel Faber

I gemelli Fahrenheit

Einaudi, Pag.260 Euro 14,80
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Se c'è qualcosa che accomuna i racconti di questa raccolta non è certamente il genere. Si va dal realismo al surreale (non senza spunti simbolici), fino all'horror, strizzando l'occhio alla fiaba e alla fantascienza (genere in cui Faber sa muoversi perfettamente, e lo dimostra l'agghiacciante Sotto la pelle - Einaudi 2004). C'è ben altro che ha l'effetto di cementare insieme queste storie. E' lo sguardo attento a scoprire la follia del quotidiano, a mostrare come la vita di tutti i giorni sia un filo di rasoio su cui si può solo camminare in bilico tra la felicità e l'orrore, tra la lucidità e la demenza. La chiave emotiva è quella dell'inquietudine. C'è inquietudine nei rapporti familiari, perché troppo poco li separa dal rapporto tra vittima e carnefice. C'è inquietudine nel rapporto con gli animali, perché la nostra pelle è troppo sottile per trattenere quanto c'è in noi di animalesco e feroce. I comuni punti fermi appaiono d'un tratto inaffidabili, e la realtà diventa materia così cedevole che si finisce per aggrapparsi a piccole certezze, come la sopravvivenza di un topolino o un paio di fari accesi nel dilagare delle tenebre. Ma nell'insostenibile fragilità del presente è possibile cogliere qualche raro attimo di felicità. Questo accade ad esempio nel delicatissimo "Vaniglia sgargiante come Eminem". Ugualmente delicata e penetrante in "Nuotatori veri" è la cronaca di una giornata in cui una mamma e il suo bambino lavorano con fatica e timore alla ricostruzione del loro fragile rapporto. Faber sa muoversi bene nei labirinti delle relazioni familiari, e osa addentrarsi nei punti oscuri da cui non si torna indietro. Basta leggere "Un gesto di poco conto" con il suo sconvolgente incipit: "Un mercoledì mattina, in un momento di distrazione, Christine fece cadere il suo bambino in terra e lo ruppe." Il gesto di poco conto è ovviamente un tassello in una storia di lucida follia e di devastante solitudine. Ma, mi domando, si tratta di una storia surreale o, come si potrebbe concludere dopo un'occhiata alla cronaca, un rappresentazione iperrealista? Il racconto più lungo e articolato è quello che dà il titolo alla raccolta, "I gemelli Fahrenheit". Strutturato come una fiaba, sul genere di Hansel e Gretel, proprio come una fiaba rappresenta un rito di passaggio dall'età beata, ma più che beata ignara, verso una perigliosa adolescenza, inutilmente esorcizzata con riti ingenuamente crudeli. La scenografia è straordinaria, perché la famiglia Fahrenheit, composta dai genitori e dai due gemelli, maschio e femmina, vive in una deserta zona artica, in una grande casa che sembra una navicella spaziale abbandonata sulla luna. Ma pur essendo un mostro di cemento con il tetto a cupola e i doppi vetri nasconde contrasti dall'effetto straniante: L'interno era arredato e decorato secondo lo stile bavarese più lezioso, con orologi a cucù dagli elaborati intarsi... Quale immagine possono farsi del mondo i due bambini, lasciati a lungo da soli a scorrazzare per la tundra ghiacciata con i loro cani da slitta? Come una sparuta umanità delle origini, vivono di piccole osservazioni e di grandi congetture, raccogliendo in un Libro del sapere i pochi indizi distrattamente sfuggiti dalla bocca della madre. Ben poca cosa, quando dovranno affrontare da soli il mistero della morte, avvicinandosi inconsapevolmente a quello delle loro origini, in cerca di un segnale dall'universo. Scopriranno invece che tutte le cose e gli esseri viventi che un tempo li rassicuravano nascondono ora insidie mortali. Nell'impossibilità di fidarsi della famiglia, della bussola, e perfino degli amati husky, saranno costretti ad abbandonare ogni certezza e a riconoscere che l'unica autentica risorsa è il loro essere in due. Si tratta in tutto di diciassette racconti, in cui è racchiusa una miniera di significati a diversi livelli di lettura. Più ancora delle parole le immagini evocate rimangono a lungo nella memoria, rivelando strati sovrapposti dalla superficie ad insospettate profondità.

di Giovanna Repetto


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Einaudi, Pag. 272 Euro 16,50

Come spesso accade, quando un Autore ha successo, si finisce per raschiare il fondo del barile. Per fortuna, trattandosi di Faber, il barile contiene sempre qualcosa di buono. Questo libro uscito da noi nel 2008 è infatti il suo libro d'esordio pubblicato nel 1998. E' un'antologia di racconti, di cui alcuni premiati, ma chi ha letto I gemelli Fahrenheit ha conosciuto già il meglio. Anche qui si spazia da un livello intimista al gusto del paradossale, senza trascurare la fantascienza, in quindici racconti che hanno in comune un punto di vista pieno di ironia e disincanto.

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