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Giovanna Repetto

Il pianeta della felicità: Stranimondi 2019

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Immaginate un piccolo pianeta, con un’orbita che lo porti, solo una volta all’anno, a essere raggiungibile dalla Terra. E immaginate che si tratti di una specie di paese dei balocchi, un luogo di sorprese e delizie, dove poter ritrovare persone (compagni di gioco) che non si possono incontrare altrimenti, e conoscerne di nuovi.  Qualcosa come Shangri-là (ma noi, più fortunati, non dobbiamo aspettare cent’anni).
   Questo per me è Stranimondi, che si svolge ogni anno a Milano (stavolta in data 12-13 ottobre) presso la Casa dei Giochi di via Sant’Uguzzone. Un imprevisto delle ultime ore avrebbe potuto causare seri disagi, perché i locali abitualmente utilizzati non erano al momento agibili. Ci voleva una persona come Silvio Sosio, che con il suo sorriso quasi timido scala le montagne, oppure le abbatte, secondo la necessità. (Mi sorprende sempre constatare come un atteggiamento così naturale e privo di enfasi nasconda una passione dalle proporzioni gigantesche). Dunque tutto si è risolto con una sistemazione alternativa, che nulla ha tolto al piacere della manifestazione.
   Come al solito, accanto alla sala espositiva che consentiva di scoprire le ultime novità ma anche di recuperare le chicche precedentemente sfuggite, c’erano due sale conferenze dedicate a incontri e presentazioni, e lì c’è da rimpiangere di non avere il dono dell’ubiquità. Il rimpianto fa parte delle regole del gioco: non puoi fare tutto e vedere tutto, in un contesto così ricco di offerte. Il rimpianto ti accompagna quando riparti, e subito diventa nostalgia, e la nostalgia è la molla che già si prepara a catapultarti di nuovo lì l’anno successivo.
   Per dovere di informazione, ma senza pretesa di completezza, ecco qualche cenno sugli ospiti italiani e stranieri, rappresentativi di diversi generi del fantastico. Jasper FForde, autore di distopie e ucronie, fra cui il romanzo Il caso Jane Eyre, in cui realtà e letteratura agiscono come due vasi comunicanti. Cecilia Randall, autrice di fantasy. Anders Fager, scrittore horror svedese. Claude Lalumière, la cui letteratura è definita dark fantasy. Leonardo Patrignani, autore versatile ormai piuttosto conosciuto. Zang Ran, giornalista e scrittore cinese scoperto da Francesco Verso, che oltre a scrivere in prima persona è curatore della collana Future Fiction in cui ospita fantascienza proveniente da diverse parti del mondo. A sorpresa, fra gli ospiti, anche Maurizio Nichetti, persona amabile e tuttora frizzante, che ha presentato un’autobiografia piena di inediti retroscena sul cinema e la tv.
   La presenza di Tullio Avoledo (autore fra l’altro di Furland) ha dato luogo a interessanti discussioni sul futuro che ci aspetta. Il suo eloquio brillante ci ha permesso di non deprimerci troppo nemmeno quando, in un confronto con Roberto Paura, Elisabetta Di Minico, Elena Di Fazio e Giulia Abbate, si è arrivati a riscontrare nel presente i prodromi di un futuro distopico non troppo lontano.
   Altro ospite immancabile era Franco Brambilla, ormai mitico illustratore di Urania (e non solo) che a un certo punto si è sistemato a un tavolo insieme a Tiziano Cremonini per disegnare insieme. Facevano tenerezza, come due bambini dell’asilo che giocano con le loro matite. Con la differenza che dal loro gioco scaturiscono meraviglie e sogni da mozzare il fiato.
   Questa volta c’è stata anche una nota triste, quando si è svolto un incontro per ricordare Giuseppe Lippi, storico curatore di Urania recentemente scomparso.
   Quest’anno era particolarmente attesa la presenza di Franco Forte, attuale curatore di Urania. Non perché la sua partecipazione fosse una novità ma perché, ormai tutti lo sanno, in questo momento è portatore di una lieta novella. La fantascienza italiana è stata sdoganata e può trovare una degna collocazione presso case editrici come Mondadori. Non solo per il vincitore del Premio Urania (concorso annuale che è nato nel 1989 e che si conclude con la pubblicazione del romanzo selezionato) ma anche per altri validi autori. E oltre alle edicole, assicura Franco Forte, saranno un punto d’arrivo gli scaffali delle librerie. Il primo segno della svolta è stata la pubblicazione a luglio di un Millemondi tutto italiano, iniziativa destinata a ripetersi. Davvero di buon auspicio è stata la premiazione dei vincitori di quest’anno. Oltre ai tre giovani finalisti dell’Urania Short, che verranno pubblicati nel numero di novembre e sottoposti al giudizio dei lettori, è salita sul palco la seconda donna in assoluto (dopo Nicoletta Vallorani, e dopo tanti anni) vincitrice del Premio Urania con un romanzo. Francesca Cavallero, ancora un po’ frastornata per la sorpresa, è stata festeggiatissima. Quasi un simbolo di riscatto per la fantascienza femminile italiana, che già da tempo sta dando ottimi segnali.
   Che altro c’è da dire? Tutto, tanto da riempire un libro. Gli incontri, gli abbracci, gli scambi di idee, l’allegria, i progetti, le scoperte, le birre scolate insieme. Ma queste sono esperienze che ognuno deve fare da sé.



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