RECENSIONI
Giulia Funiciello
L’Eletta. La leggenda di Alice Tempesta.
Book Road, Pag. 224 Euro !6.90
Il Paradiso, molto gentilmente, mi ha invitata a fare una recensione a questo libro. I motivi? Perché, non interessandoci alla fantasy, facendola dimostriamo che invece quelle vicende, che sembrano interessare milioni di giovani, alla fine prendono anche quei lettori che normalmente hanno un appeal un pochino diverso.
Dunque la facciamo perché? Perché, nel nostro piccolo, tentiamo di dare una spiegazione a quello che si dovrebbe leggere e a quello che invece va assolutamente evitato.
Cosa ci dice Giulia Funiciello con la sua prima opera e che secondo noi è alla base del nostro interessamento? Che vanno bene le storie fantasy, vanno bene le ambientazioni mostruose, vanno bene il destino dell’universo e il mondo in collasso, ma quello che non può mai esulare da queste storie è l’ambiente che ci circonda e quello di cui noi siamo fatti.
Tanto per capirci, non abbiamo nulla in contrario che Alice, la protagonista, risulti essere un’Eletta, e meno che mai che il suo ecosistema sia frequentato da personaggi, chiamiamoli, alieni. No nulla in contrario. Quello che invece si apprezza in questa storia, e non lo dico perché non sono una fan del fantasy, è che appunto l’ecosistema della protagonista sia assolutamente presente ed attivo.
Nel senso che sì, ci sono elementi perturbanti (altroché se ci sono) ma non si disconoscono affatto le problematiche generazionali: la scuola, le amicizie e il sesso. E a proposito di quest’ultimo interessante notare come quelle che una volta potevano sembrare delle disfunzioni ora sembrano appartenere ad un universo comprensibile. Anzi, si prova a dare anche una spiegazione che non sembra poi molto distante da certe intuizioni psicoterapeutiche (importante per esempio, ad un certo punto del romanzo, del perché si debba parlare di asessualità e di come venga affrontata).
Quindi vanno bene i tradimenti, le antiche leggende e le varie creature mostruose che aleggiano nella storia (credetemi, non lo dico per piaggeria), ma quello che è stimolante è la presenza di un quid giovanile non per niente scontato.
Un’ultima cosa: il libro è scritto benissimo e a questo punto mi chiedo perché, dopo tanti serial americani non si faccia finalmente giustizia e si proponga una storia tutta italiana. Che cade a cecio.
di Adelina Seymour
Dunque la facciamo perché? Perché, nel nostro piccolo, tentiamo di dare una spiegazione a quello che si dovrebbe leggere e a quello che invece va assolutamente evitato.
Cosa ci dice Giulia Funiciello con la sua prima opera e che secondo noi è alla base del nostro interessamento? Che vanno bene le storie fantasy, vanno bene le ambientazioni mostruose, vanno bene il destino dell’universo e il mondo in collasso, ma quello che non può mai esulare da queste storie è l’ambiente che ci circonda e quello di cui noi siamo fatti.
Tanto per capirci, non abbiamo nulla in contrario che Alice, la protagonista, risulti essere un’Eletta, e meno che mai che il suo ecosistema sia frequentato da personaggi, chiamiamoli, alieni. No nulla in contrario. Quello che invece si apprezza in questa storia, e non lo dico perché non sono una fan del fantasy, è che appunto l’ecosistema della protagonista sia assolutamente presente ed attivo.
Nel senso che sì, ci sono elementi perturbanti (altroché se ci sono) ma non si disconoscono affatto le problematiche generazionali: la scuola, le amicizie e il sesso. E a proposito di quest’ultimo interessante notare come quelle che una volta potevano sembrare delle disfunzioni ora sembrano appartenere ad un universo comprensibile. Anzi, si prova a dare anche una spiegazione che non sembra poi molto distante da certe intuizioni psicoterapeutiche (importante per esempio, ad un certo punto del romanzo, del perché si debba parlare di asessualità e di come venga affrontata).
Quindi vanno bene i tradimenti, le antiche leggende e le varie creature mostruose che aleggiano nella storia (credetemi, non lo dico per piaggeria), ma quello che è stimolante è la presenza di un quid giovanile non per niente scontato.
Un’ultima cosa: il libro è scritto benissimo e a questo punto mi chiedo perché, dopo tanti serial americani non si faccia finalmente giustizia e si proponga una storia tutta italiana. Che cade a cecio.
di Adelina Seymour
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