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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Matsumoto Seicho

Vangelo nero

Adelphi, Alessandro Passarella, Pag. 413 Euro 22.00
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Adelphi ha deciso di farci un bel regalo e il regalo è proprio Matsumoto. Infatti la casa editrice milanese ‘insiste’ col presentarci nuove avventure partorite dallo scrittore giapponese, scrittore che, ormai credo d’averlo ripetuto una decina di volte, proprio per questa sua frenetica disposizione alla scrittura, era chiamato il Simenon orientale. E considerando che fino ai nostri giorni (soprattutto i giorni di Adelphi) di Matsumoto erano usciti non più di cinque o sei libri, il fatto che venga riconsiderato (sì, è vero, ma anche Adelphi va dietro al mercato editoriale ormai stracolmo di avventure poliziesche) non può che farci piacere soprattutto per il suo valore non solo editoriale.
Vangelo nero si discosta un po’ dai precedenti casi e nessuno può togliermi dalla mente che l’autore abbia voluto mettere un po’ di benzina sul fuoco e affrontare il discorso della presenza occidentale sul suolo del Giapponese, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.
La trama la si può affrontare in due righe: Charles Tolbecque, giovane prete della chiesa cristiana di Musashino, è costretto a compiere un efferato delitto (ancora più efferato se si considera che la vittima è la donna con cui ha una relazione affettiva) per evitare che si sappiano alcune cose sui componenti della gerarchia ecclesiastica esistente.
Le autorità del luogo, soprattutto il detective Fujisawa Rokuro, dopo una serie di situazioni in cui capisce che tutto gli viene negato e che non può procedere a nessun’altra iniziativa, abbandona il caso e soprattutto abbandona il caso della giovane ragazza del luogo.
Un appunto: considero questo Vangelo nero una delle migliori storie affrontate da Matsumoto (considerando quanto ha scritto, sicuramente ce ne saranno altre), ma la lunghezza del testo a volte mi ha procurato una serie di sbadigli. Nel senso che di quattrocento pagine oltre la metà era assolutamente inutile. Il giallo poteva benissimo, con tutti i personaggi principali, iniziare da pagina duecentocinquanta senza pregiudicare nulla.
Detto ciò però torno a dire che eventuali altre storie di Matsumoto saranno da noi (da me) ben accette perché del Giappone a volte si sa tutto, ma il tutto equivale a nulla.
Provare per credere.

di Alfredo Ronci


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Gustoso


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