RECENSIONI
Augusto Frassineti
Misteri dei ministeri
Einaudi, Pag. 368 Euro 21.00
Mescolanza al fulmicotone di Villaggio, Campanile, Malerba, Cavazzoni, ma la prima edizione di questo capolavoro risale al 1952 (Guanda) e fu solo l'inizio di un lungo percorso.
O la Ministerialità, come suggerisce a più riprese l'autore che, adottando un topos letterario, immagina che un dattiloscritto sia arrivato a casa sua, inviato da un certo Signor 55 (In verità, non credo che vi possano essere dei dubbi sulla identificazione del signor 55 in una delle tante figure apparentemente sbiadite che si confondono nella grigia e sterminata famiglia dei piccoli impiegati di Stato, alla quale egli dedica i fiori più delicati e le spine più amare del suo repertorio) e da questi definito 'il primo trattato di Ministerialità generale e comparata, arricchito di nuove rivelazioni, ipotesi, esempi e controprove in tre libri compiutamente ordinato'.
Il primo libro costituisce una sorta di esegesi del concetto indicato e dei suoi 'affiliati': si va dall'esame di una predisposizione ereditaria, alla vera e propria anamnesi dell'occupato che si distingue in 'passivo' (impiegato semplice) e 'attivo' (dirigente) ma che dal punto di vista propriamente psichiatrico sembra avere una sospetta comunanza e che nei casi estremi sembra mostrare un'assoluta mancanza intellettiva: L'insufficienza delle mie annotazioni (...) è determinata (...) anche e soprattutto da una lamentevole improduttività dei cervelli impiegatizî più ministerializzati: di quei cervelli, proprio, che maggiormente interessano lo studioso. Gran parte di essi pensa pochissimo, taluni non pensano affatto.
Dunque questo Mistero dei ministeri è un trattato per far conoscere, il potere della 'pratica' sull'uomo: e in effetti il secondo libro della triade ('Summa Ministerialis') è esemplificativo dell'attitudine tutta italica di pensare e scrivere una lingua che fa morire dal ridere ma che esagera un difetto molto diffuso tra gli uomini, quello di parlare per luoghi comuni e che abbandona la verità e persino il buonsenso.
Tale 'Summa' oltre a contenere 'fatti della vita di un capitano a riposo dallo stesso narrati in una supplica rimasta incompiuta per sopravvenuta morte di lui' e che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Frassineti (notare che lo scrittore nel 1963 pubblicò per Feltrinelli Un capitano a riposo con un procedimento narrativo assai simile al suo capolavoro) mostra una serie di esempi pratici (addirittura frammentari, come fossero 'campioni' di una prototicità tutta da studiare, come i classici) e che lo stesso Calvino, ironicamente, indicava come genere letterario negletto agli studiosi: il ricorso, l'esposto, il pro-memoria all'autorità competente (... la Ministerialità non conosce limiti alla propria espansione possibile. Dal suo profondo esprime parole e fioriscono universi dal nulla).
Il terzo libro è un trattato paradossale sull'Utopia della burocrazia: con un linguaggio pericolosamente kafkiano ad esso si contrappone con un progetto 'illuminante' di Amministrazione all'aperto, dunque senza strutture architettoniche per una gestione del lavoro in fieri, tutto per evitare la riduzione del cittadino ad una quantità semplice ed inerte.
Insomma: Misteri dei Ministeri fu un evento al suo apparire, continuò ad esserlo nella successiva ristampa Longanesi del 1959 (col titolo Misteri dei ministeri e altri misteri) ed ebbe definitiva e 'secolare' gloria con l'edizione einaudiana (e cospicue aggiunte) del 1973. E infine quella dei nostri giorni.
di Alfredo Ronci
O la Ministerialità, come suggerisce a più riprese l'autore che, adottando un topos letterario, immagina che un dattiloscritto sia arrivato a casa sua, inviato da un certo Signor 55 (In verità, non credo che vi possano essere dei dubbi sulla identificazione del signor 55 in una delle tante figure apparentemente sbiadite che si confondono nella grigia e sterminata famiglia dei piccoli impiegati di Stato, alla quale egli dedica i fiori più delicati e le spine più amare del suo repertorio) e da questi definito 'il primo trattato di Ministerialità generale e comparata, arricchito di nuove rivelazioni, ipotesi, esempi e controprove in tre libri compiutamente ordinato'.
Il primo libro costituisce una sorta di esegesi del concetto indicato e dei suoi 'affiliati': si va dall'esame di una predisposizione ereditaria, alla vera e propria anamnesi dell'occupato che si distingue in 'passivo' (impiegato semplice) e 'attivo' (dirigente) ma che dal punto di vista propriamente psichiatrico sembra avere una sospetta comunanza e che nei casi estremi sembra mostrare un'assoluta mancanza intellettiva: L'insufficienza delle mie annotazioni (...) è determinata (...) anche e soprattutto da una lamentevole improduttività dei cervelli impiegatizî più ministerializzati: di quei cervelli, proprio, che maggiormente interessano lo studioso. Gran parte di essi pensa pochissimo, taluni non pensano affatto.
Dunque questo Mistero dei ministeri è un trattato per far conoscere, il potere della 'pratica' sull'uomo: e in effetti il secondo libro della triade ('Summa Ministerialis') è esemplificativo dell'attitudine tutta italica di pensare e scrivere una lingua che fa morire dal ridere ma che esagera un difetto molto diffuso tra gli uomini, quello di parlare per luoghi comuni e che abbandona la verità e persino il buonsenso.
Tale 'Summa' oltre a contenere 'fatti della vita di un capitano a riposo dallo stesso narrati in una supplica rimasta incompiuta per sopravvenuta morte di lui' e che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Frassineti (notare che lo scrittore nel 1963 pubblicò per Feltrinelli Un capitano a riposo con un procedimento narrativo assai simile al suo capolavoro) mostra una serie di esempi pratici (addirittura frammentari, come fossero 'campioni' di una prototicità tutta da studiare, come i classici) e che lo stesso Calvino, ironicamente, indicava come genere letterario negletto agli studiosi: il ricorso, l'esposto, il pro-memoria all'autorità competente (... la Ministerialità non conosce limiti alla propria espansione possibile. Dal suo profondo esprime parole e fioriscono universi dal nulla).
Il terzo libro è un trattato paradossale sull'Utopia della burocrazia: con un linguaggio pericolosamente kafkiano ad esso si contrappone con un progetto 'illuminante' di Amministrazione all'aperto, dunque senza strutture architettoniche per una gestione del lavoro in fieri, tutto per evitare la riduzione del cittadino ad una quantità semplice ed inerte.
Insomma: Misteri dei Ministeri fu un evento al suo apparire, continuò ad esserlo nella successiva ristampa Longanesi del 1959 (col titolo Misteri dei ministeri e altri misteri) ed ebbe definitiva e 'secolare' gloria con l'edizione einaudiana (e cospicue aggiunte) del 1973. E infine quella dei nostri giorni.
di Alfredo Ronci
CERCA
NEWS
-
25.09.2026
Einaudi
Colm Toibin - Un ospite alla festa -
25.09.2026
La nave di Teseo
Giovanni Comisso - Il bello chiama il bello -
25.09.2026
Adelphi
Rachel Cockerell -Sion, Texas
RECENSIONI
-
Guido Morselli
Mi sono conosciuto nel sogno. Diario.
-
Alessio De Stefano
John Fante tapes
-
Marco Minicangeli
D’amore e morte
ATTUALITA'
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “L’angelo nero” di Cornell Woolrich (10)
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “Il paese del maleficio” di Elley Queen (9).
-
Stefano Torossi
Un autore non completamente apprezzato: Kurt Weill – 1900-1950
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Il mondo dopo la fine del mondo.
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
RACCONTI
-
Massimo Allevato
I cinque minuti di Adamo Cova
-
Riccardo Bontae
Vento tra le costole
-
Luca Caddia
Super extra gravity
