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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Dario Tonani

Naila di Mondo9

Mondadori, Pag. 312 Euro 14,00
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Per lasciare il segno bisogna essere innovatori, e l’innovazione passa sempre attraverso qualche forma di scandalo. Nel caso di Tonani l’aspetto scandaloso sta nella commistione tra carne e metallo, ruggine e sangue. Ne deriva un gesto potente, uno sguardo che si apre su una sorta di inferno dantesco in perenne divenire.
   Da dove nasce un simile mondo allucinato? La saga di Mondo9 va esplorata storicamente partendo dagli inizi, dove si scopre che l’insieme del primo volume (Cronache di Mondo9, Urania Millemondi 72) è nato dall’aggregazione di storie frammentarie, non del tutto omogenee fra loro. L’autore stesso forse ha iniziato questa avventura senza sapere che dalle prime felici invenzioni stava per avviarsi la creazione di un intero mondo, intrinsecamente coerente nelle sue logiche pazzesche e destinato a durare nel tempo. Chi lo ha seguito dagli esordi non può che apprezzare l’evoluzione della saga in un continuum più omogeneo. E, nel caso di Naila, perfino più umano. Aspetto, quest’ultimo, che sacrifica un po’ dell’impatto crudelmente geniale delle origini. Ma non si creda che ci sia modo di adagiarsi, perché l’adrenalina scorre a fiumi.
   Le invenzioni di Tonani uniscono una grande originalità a una insolita potenza suggestiva. Tanto da contagiare stuoli di scrittori e illustratori, che hanno chiesto cittadinanza a Mondo9 per ambientarvi immagini e storie. Fra i tanti è da annoverare Franco Brambilla, fascinoso illustratore di Urania, che ha continuato a ispirarsi alla saga per produrre una miriade di immagini che vanno ben oltre le copertine d’ordinanza. A lui fra l’altro si devono le illustrazioni interne, riunite in appendice a formare una specie di compendio enciclopedico attribuito a un fantomatico Gran Maestro della Gilda dei Cartografi. Lì troviamo riunita una parte delle creature che popolano Mondo9. Aliquadre dalle ali romboidali, cardi mangiaruggine, cetacei dalle strane fogge, lumigechi fluorescenti che vivono sotto le navi, rugginatti che si auto assemblano con rimasugli di metallo per diventare improbabili mascotte. E ci sono inquietanti figure umane come gli Avvelenatori, capaci di curare le navi ma anche di ucciderle. Ma l’apice dello strano (rappresentato appunto dal connubio di sangue e ruggine) si raggiunge con i mechardionici, uomini che un misterioso Morbo ha trasformato in creature di metallo, tenute in vita da un serbatoio in cui essi conservano uno o più cuori, spesso strappati ad altri esseri viventi. Qui si congiungono con stridore i più contrastanti elementi della sfera umana, dal grottesco al patetico, non escluse sfumature di tenerezza e di crudeltà. 
   Una menzione a parte meritano i luoghi mitici come Mecharatt, affascinante e dannata come può esserlo solo una città portuale di Mondo9.
   … “Mecharatt, la Lurida”, l’immensa megalopoli del deserto: metallo infuocato dal sole, isole flottanti, un labirinto di rotaie marce, moli e banchine stipati di merci, un crogiuolo di razze e di idiomi, ruggine cancerosa su ogni superficie.
   Ricordiamo che si tratta di un pianeta coperto da sabbie micidiali perennemente solcate da navi a ruote, che sono vive e dotate di un cuore e, nella stagione degli amori, anche di un sesso. I comandanti devono avere una tempra particolare, che unisce le doti del navigatore a quelle del domatore di destrieri. E una tempra speciale ce l’ha, Naila, che possiede forza e femminilità, e anche la sensibilità particolare di chi sta diventando madre. Il personaggio è nato nel libro precedente, in cui la si è vista ragazzina, ma già piena di iniziativa e determinazione. Ora la sua personalità di arricchisce di un nuovo spessore.
   Dare un’idea precisa del romanzo non si può, ma vale la pena di immergersi direttamente tra le sabbie del pianeta. Consiglierei di cominciare da Cronache di Mondo9, ormai reperibile solo in ebook, salvo riedizioni.
   Naila di Mondo9 è un romanzo potente, ma non privo di difetti. C’è molta carne al fuoco, e questa è un’arma a doppio taglio. Certi mechardionici, a furia di scambiarsi i cuori, rischiano di essere confusi l’uno con l’altro, cosa pericolosissima perché ce ne sono di buoni e di cattivi (sempre che queste parole abbiano senso in un mondo così). Alcuni elementi, importati dal romanzo precedente, trovano in questo la giusta considerazione, mentre altri sono dati per scontati e un po’ trascurati. Ad esempio gli Interni, che vivono nel ventre delle navi e contribuiscono alle loro attività: in questo romanzo vengono nominati, ma tenuti del tutto in disparte. Tanto valeva allora non farne più menzione. La storia è piena di personaggi e di colpi di scena, e al lettore non è consentito distrarsi se non vuole finire in un labirinto. C’è molta azione, e per il mio gusto anche troppa: a volte non si ha il tempo di indugiare a contemplare certi scenari dal fascino splendidamente apocalittico. Sembra che Tonani sia spinto dal timore di lasciarci annoiare. Ma vorrei invitarlo a stare tranquillo: se c’è un luogo in cui è impossibile annoiarsi è proprio il suo Mondo9.
   Già in fase di impaginazione mi colpisce un pensiero. In Cronache di Mondo9 Naila era una ragazzina impubere. Qui è una giovane donna sbocciata, che ha superato l’adolescenza e ha conosciuto l’amore e il sesso, fino al compimento del suo desiderio di maternità. E tutto quello che c’è in mezzo? Allora mi dico: o mi è sfuggito qualcosa o nella testa di Dario Tonani c’è un intero romanzo, tutto ancora da scrivere. E dunque, Dario, che aspetti?

di Giovanna Repetto


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