CINEMA E MUSICA
Alfredo Ronci
Per me è 'ni': 'Vamp' di Nada.

Ero rimasto a Tutto l'amore che mi manca, album soddisfacente, con qualche pezzo gagliardo, e che aveva visto la produzione di John Parish ed il contributo di Howe Gelb (che chi ci segue sa con quanto amore lo teniamo in considerazione). Certo Nada non è una che si dissangua nella produzione discografica: sembra una tipa accorta e centellina con certosina coerenza le sue incisioni. Tomo tomo cacchio cacchio e silenziosamente è arrivato Vamp, che di materia gossip è privo, ma non privo di spunti.
Siamo comunque alle solite: si dirà che Nada ha una bella voce (vero), che fa delle scelte musicali non commercialissime (vero), che si fa produrre da persone che hanno un pedigree non indifferente (vero) e che in campo nazionale è luce che brilla (vero). Ma ci vuol poco ad ingigantire la sostanza. Nel senso che il prodotto è buono, ma la noia è sempre in agguato: la PJ Harvey de noantri (ma è bastato John Parish perché le venisse affibbiato 'sto nomignolo?) è come l'alunno che ha delle potenzialità, ma che non si sottrae (per pigrizia?) a copiare gli altri.
Tutto nel disco è un po' risaputo: dal brano che apre il disco 'Sirena' che ha un ritornello che farebbe a gara con le riprese alla Battiato (Nel ritmo lunatico cosmico della virtù...), da 'La febbre della sera' che, non me ne voglia la cantante, è cosa che i Krisma facevano trent'anni fa. Da 'L'elettricità', che sembra prelevata para para dal repertorio dei Depeche Mode; da 'La canzone per dormire' e soprattutto 'Chiodi' (con 'l'incipit' ululato) che proprio per non 'sfatare la leggenda' sembrano figliocci di madre PJ Harvey.
Si differenziano in questa partitura fotocopiata il single che ha lanciato il disco 'Il comandante perfetto' che è sì brutta canzone, ma che d'attualità si nutre... Vuole bene alla gente, ma pensa solo per sé (ça va sans dire), 'Sarebbe una serenata' che non avrebbe stonato nel vecchio repertorio (hai voglia a dire: per i cinquantenni come me, nonostante non sia di primissimo pelo, Nada rimane ancora quella di 'Ma che freddo fa') e soprattutto 'Stagioni' secondo il sottoscritto una spanna abbondante sopra tutto il resto.
Insomma il discorso è semplice ed onesto: se confrontiamo Nada col resto dell'indigena mestizia musicale... beh ci fa bella ed elegante figura. Se dovessimo giudicare indipendentemente da quel che accade in genere Vamp non ci fa strappare i capelli (per chi ancora ce l'ha).
A riguardo mi comporterò come ho già fatto col precedente Tutto l'amore che mi manca: estrapolo quelle poche cose che mi garbano, il resto lo metto nel dimenticatoio. Risurrezioni improvvise permettendo.
Nada
Vamp
Edel - 2011
Siamo comunque alle solite: si dirà che Nada ha una bella voce (vero), che fa delle scelte musicali non commercialissime (vero), che si fa produrre da persone che hanno un pedigree non indifferente (vero) e che in campo nazionale è luce che brilla (vero). Ma ci vuol poco ad ingigantire la sostanza. Nel senso che il prodotto è buono, ma la noia è sempre in agguato: la PJ Harvey de noantri (ma è bastato John Parish perché le venisse affibbiato 'sto nomignolo?) è come l'alunno che ha delle potenzialità, ma che non si sottrae (per pigrizia?) a copiare gli altri.
Tutto nel disco è un po' risaputo: dal brano che apre il disco 'Sirena' che ha un ritornello che farebbe a gara con le riprese alla Battiato (Nel ritmo lunatico cosmico della virtù...), da 'La febbre della sera' che, non me ne voglia la cantante, è cosa che i Krisma facevano trent'anni fa. Da 'L'elettricità', che sembra prelevata para para dal repertorio dei Depeche Mode; da 'La canzone per dormire' e soprattutto 'Chiodi' (con 'l'incipit' ululato) che proprio per non 'sfatare la leggenda' sembrano figliocci di madre PJ Harvey.
Si differenziano in questa partitura fotocopiata il single che ha lanciato il disco 'Il comandante perfetto' che è sì brutta canzone, ma che d'attualità si nutre... Vuole bene alla gente, ma pensa solo per sé (ça va sans dire), 'Sarebbe una serenata' che non avrebbe stonato nel vecchio repertorio (hai voglia a dire: per i cinquantenni come me, nonostante non sia di primissimo pelo, Nada rimane ancora quella di 'Ma che freddo fa') e soprattutto 'Stagioni' secondo il sottoscritto una spanna abbondante sopra tutto il resto.
Insomma il discorso è semplice ed onesto: se confrontiamo Nada col resto dell'indigena mestizia musicale... beh ci fa bella ed elegante figura. Se dovessimo giudicare indipendentemente da quel che accade in genere Vamp non ci fa strappare i capelli (per chi ancora ce l'ha).
A riguardo mi comporterò come ho già fatto col precedente Tutto l'amore che mi manca: estrapolo quelle poche cose che mi garbano, il resto lo metto nel dimenticatoio. Risurrezioni improvvise permettendo.
Nada
Vamp
Edel - 2011
CERCA
NEWS
RECENSIONI
-
Matteo Auciello
Tecniche miste di trasformazione.
-
Luca Giommoni
Nero
-
Matsumoto Seicho
Vangelo nero
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
GEORGE ANTHEIL 1900 – 1959
-
Stefano Torossi
I FRATELLI MARCELLO. Benedetto Marcello 1686 – 1739 Alessandro Marcello 1673 – 1747
-
Stefano Torossi
Carl Maria von Weber 1786 - 1826
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Lorenzo Lombardi/Marco Minicangeli
28 anni dopo – Il tempio delle ossa.
-
Marco Minicangeli
La mia famiglia a Taipei
-
Marco Minicangeli
To a Land Unknow
RACCONTI
-
Pietro Poltronieri
Sumud Flotilla
-
Eugenio Flajani Galli
Ciro e il Miracolo di S. Gennaro
-
Massimo Grisafi
Dondola dondola
