Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Il Paradiso degli Orchi
Home » Recensioni » Prove per un incendio

Pagina dei contenuti


RECENSIONI

Shalom Auslander

Prove per un incendio

Guanda, Pag. 320 Euro 18,00
immagine
Solomon Kugel pensava spesso alla morte perché era un ottimista. Meglio, perché era troppo attaccato alla vita, questo almeno a detta del professor Jove, "suo consigliere di fiducia". Kugel tende a credergli, ne ha bisogno, "drogato di vita" com'è, d'accordo, ma terribilmente inquieto, ossessivo, pieno di paure. Con la madre che si ritrova peraltro sarebbe stato difficile immaginare il contrario. Specie se continui a portatela dietro nonostante tu abbia già da fare con una moglie e un figlio. Specie se questa vecchia madre ebrea pretende di sentirsi una perseguitata dai nazisti nonostante sia vissuta sempre in America e un campo di concentramento l'abbia visto solo da turista. Così che se Kugel, cui pure il senso dell'umorismo non mancherebbe, spera cambiando città di alleggerire la sua vita popolata di apparenze sinistre, manie di persecuzione, terrore di lasciarci la pelle da un momento all'altro per qualsiasi banale, incidentale motivo, ecco seppure ci prova, fa dannatamente fatica a riuscirci. Anzi, a un certo punto succede che i fantasmi che abitano le menti più irrequiete come la sua possono materializzarsi: nella nuova casa di Kugel, le voci "strane" arriveranno dalla soffitta, invaderanno l'abitazione e la testa di Kugel e finiranno per rendere tragicomicamente assurda la sua vita. Anche perché l'ospite dice di essere Anne Franke – e non è che a una del genere te ne stai lì a dirle buongiorno e morta lì.

Difatti il nostro è assalito dal panico.

Spero di aver dato un'idea del clima che si respira nel libro di Shalom Auslander, Prove per un incendio, suo primo romanzo, dopo il memoir Il lamento del prepuzio di cui parlammo a suo tempo sul Paradiso e il libro di racconti A Dio spiacendo (tutti ben tradotti per Guanda da Elettra Caporello). Ora, sarà lecito dire che l'argomento del peso che grava sugli ebrei sopravvissuti all'Olocausto, compresi quelli che il peso in qualche maniera se lo inventano avendo vissuto una storia o in una geografia dislocate altrove, comincia a venire a noia? Ecco, ci si può salvare dall'incombenza e in certi casi dal legittimo sospetto di sfruttare banalmente un fin troppo ricco filone d'oro solo scrivendo libri come questo. Ci era piaciuto Auslander di più al suo esordio, ché la svolta surreale impressa a questo romanzo è scivolosa di suo, ma la verve ironico-umoristica è la stessa di allora. Non per rendere leggero quel che leggero non può essere – ci evita stupide lezioni sull'ironia, Auslander, benché ne faccia uso massiccio – ma per riportare i posteri a una realtà che è ora si faccia carico non di essere sopravvissuta, ma di dover vivere, qui e ora, senza colpe residue - almeno letterariamente residue - ma nella responsabilità condivisa con chiunque. Peraltro, sospetta Kugel, "forse per avere una vita felice, basta essere un figlio di puttana". Era una delle tre pre-condizioni previste anche da Flaubert - la chiamava egoismo. Le altre erano una buona salute e soprattutto "l'essere imbecilli" – non è il caso di Kugel. Perciò.



di Michele Lupo


icona
Gustoso


Dello stesso autore

immagine
Shalom Auslander

A Dio spiacendo

Guanda, Pag. 173 Euro 13,30

A Dio Spiacendo, vi può capitare di tutto. Ma non "di tutto", bensì DI TUTTO. Perché Egli è ovunque, onnisciente, onnisclerante e onnipresente.
Insomma per Shalom Auslander non si può sfuggire al volere divino, che lungi dall'essere comprensivo dimostra soltanto evidenti stati egotici in cui l'IO sovrasta tutto il resto.
Già nel suo splendido Il lamento del prepuzio, Auslander si lasciava andare a dissertazioni circa la qualità del giusto e dell'ingiusto del buon vecchio che si diverte a guardare di sotto per vedere le sue piccole formiche cosa fanno,

immagine
Shalom Auslander

Il lamento del prepuzio

Guanda, Pag. 267 Euro 15,50

Shalom è un ebreo che si trova finalmente a vivere il più grande dono che Dio possa fargli: essere padre. E tra mille pensieri, preoccupazioni, paturnie più o meno realistiche fa i conti con tutta la sua gioventù e soprattutto con i suoi da cui faticosamente si è staccato per iniziare una nuova vita e a cui si dovrà forse riavvicinare per il figlio.
Inizia così una specie di memoir, che raccoglie un'umoristica invettiva contro i dogmi, contro le ipocrisie religiose di una famiglia ebrea più che osservante,

CERCA

NEWS

RECENSIONI

RACCONTI

SEGUICI SU

facebookyoutube