RECENSIONI
Nathanael West
Signorina Cuorinfranti
et al/EDIZIONI, Pag. 100 Euro 12,00
Ripubblicazione di un piccolo classico.
Signorina Cuorinfranti è un breve romanzo del 1933 dello scrittore americano (dalla vita breve) Nathanael West (New York 1903- California 1940).
Tra le sue opere ricordiamo Un milione tondo tondo (1934) e Il giorno della locusta (1939), notissimo romanzo su Hollywood di prossima pubblicazione presso et al./EDIZIONI, le stesse di questo volume tradotto da Marina Morpurgo.
Cominciamo con il dire che nonostante le apparenze, Miss Lonelyhearts, il personaggio centrale di questo piccolo classico della narrativa statunitense, è maschio.
Il nome in realtà è quello della rubrica di lettere (la traduzione letterale del libro sarebbe "Cuori solitari" ma anche l'ultimo l'editore ha preferito lasciare il titolo delle precedenti versioni italiane) tenuta da un povero giornalista che per tirare a campare è costretto a rispondere a decine di disperate che gli chiedono consigli, si sfogano, cercano un aiuto o almeno un sollievo alla loro solitudine e non immaginano che stanno allevando una disperazione più grossa della loro.
Perché Miss Lonelyhearts non ha l'animo di pensare al suo lavoro come se fosse un'occupazione fra altre; potrebbe, con il cinismo giusto, sganasciarsi dalle risate - al lettore può succedere visto l'andamento tragicomico delle vicende e la lingua esilarante con cui vengono scritte alcune delle lettere riportate nel romanzo: missive sgrammaticate, deliranti, improbabili che l'America degli anni trenta invia al povero cristo senza posa mostrando un volto ben più drammatico di quello ufficiale dell'american dream.
Invece il nostro è un individuo già instabile per conto suo, vive un presente poco convinto, cerca di controllare attraverso un ordine maniacale la vita che sembra sfuggirgli da tutte le parti, differisce le occasioni e prova a dilatare il tempo per evitare di fare i conti con le cose, non sa bene che fare con la sua fidanzata e allora devìa le proprie attenzioni sul Cristo. Il fatto è che il male che gli piomba sulla scrivania attraverso tutte quelle lettere, è al di sopra delle sue forze. Indeciso se vanamente abbracciare l'umanità, questa America malmessa, nevrotica, socialmente precaria, o trovare la propria strada, uscirà dalla tenzone in malo modo.
Nathanael West, sceneggiatore, nonché direttore di albergo, è stato uno scrittore dalla sensibilità raffinata, capace di una prosa leggera e capziosa allo stesso tempo. Il veleno scorre in queste pagine mellifluo ma implacabile. Si ride ma come inquietati da un sottile senso di angoscia. E di vertigine.
di Michele Lupo
Signorina Cuorinfranti è un breve romanzo del 1933 dello scrittore americano (dalla vita breve) Nathanael West (New York 1903- California 1940).
Tra le sue opere ricordiamo Un milione tondo tondo (1934) e Il giorno della locusta (1939), notissimo romanzo su Hollywood di prossima pubblicazione presso et al./EDIZIONI, le stesse di questo volume tradotto da Marina Morpurgo.
Cominciamo con il dire che nonostante le apparenze, Miss Lonelyhearts, il personaggio centrale di questo piccolo classico della narrativa statunitense, è maschio.
Il nome in realtà è quello della rubrica di lettere (la traduzione letterale del libro sarebbe "Cuori solitari" ma anche l'ultimo l'editore ha preferito lasciare il titolo delle precedenti versioni italiane) tenuta da un povero giornalista che per tirare a campare è costretto a rispondere a decine di disperate che gli chiedono consigli, si sfogano, cercano un aiuto o almeno un sollievo alla loro solitudine e non immaginano che stanno allevando una disperazione più grossa della loro.
Perché Miss Lonelyhearts non ha l'animo di pensare al suo lavoro come se fosse un'occupazione fra altre; potrebbe, con il cinismo giusto, sganasciarsi dalle risate - al lettore può succedere visto l'andamento tragicomico delle vicende e la lingua esilarante con cui vengono scritte alcune delle lettere riportate nel romanzo: missive sgrammaticate, deliranti, improbabili che l'America degli anni trenta invia al povero cristo senza posa mostrando un volto ben più drammatico di quello ufficiale dell'american dream.
Invece il nostro è un individuo già instabile per conto suo, vive un presente poco convinto, cerca di controllare attraverso un ordine maniacale la vita che sembra sfuggirgli da tutte le parti, differisce le occasioni e prova a dilatare il tempo per evitare di fare i conti con le cose, non sa bene che fare con la sua fidanzata e allora devìa le proprie attenzioni sul Cristo. Il fatto è che il male che gli piomba sulla scrivania attraverso tutte quelle lettere, è al di sopra delle sue forze. Indeciso se vanamente abbracciare l'umanità, questa America malmessa, nevrotica, socialmente precaria, o trovare la propria strada, uscirà dalla tenzone in malo modo.
Nathanael West, sceneggiatore, nonché direttore di albergo, è stato uno scrittore dalla sensibilità raffinata, capace di una prosa leggera e capziosa allo stesso tempo. Il veleno scorre in queste pagine mellifluo ma implacabile. Si ride ma come inquietati da un sottile senso di angoscia. E di vertigine.
di Michele Lupo
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