ATTUALITA'
Giovanna Repetto
Una "strana" antologia tutta italiana: Urania Strani Mondi

Ci troviamo in un momento cruciale per la fantascienza italiana. Un momento che stava maturando da tempo, costruito con i due ingredienti complementari della vitalità e della fatica. La vitalità è quella di tanti autori presenti nel vivacissimo panorama italiano, consapevoli del proprio talento e decisi a dimostrarlo al di là di ogni ostacolo. La fatica è quell’insieme di tenacia e di pazienza che occorre appunto per superare il pregiudizio dei lettori (e inevitabilmente degli editori che a quei lettori devono vendere) che ha sempre relegato la produzione italiana in una sorta di limbo, a vantaggio degli autori stranieri. Le cose non cambiano in un giorno, e se dico che i tempi sono maturi è proprio perché c’è stata una maturazione graduale e costante. Editori coraggiosi, grazie anche alla possibilità di pubblicare in forma digitale e quindi con minore rischio economico, hanno creduto nella possibilità di sviluppare questo settore. Validi scrittori fra cui molte donne (bellissima sorpresa, vista l’esistenza di un supplementare pregiudizio di genere) hanno potuto emergere e conquistare gradualmente una fetta di lettori. Non farò elenchi, perché rischierei di penalizzare qualcuno per pura dimenticanza, ma ricordo che sul Paradiso abbiamo a suo tempo tastato il polso della situazione (sia pure in forma parziale) in una serie di interviste.
Ora c’è questa bella novità. Urania, la storica rivista Mondadori cara ai cultori della fantascienza, esce in questo mese (luglio 2019) con il classico numero di Millemondi dedicato, stavolta, a un’antologia tutta italiana. Sotto la copertina del mitico Franco Brambilla si possono trovare alcuni dei migliori nomi in circolazione, ormai piuttosto noti nell’ambiente. Per la precisione, si tratta di diciassette autori (fra cui diversi vincitori e finalisti del Premio Urania) che presentano quindici racconti: Giulia Abbate, Elena Di Fazio, Sandro Battisti, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana, Andrea Tortoreto, Lukha B. Kremo, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Emanuela Valentini, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì.
Nella prefazione il curatore Franco Forte, incoraggiato dall’entusiasmo e dalla vitalità riscontrati in convention come Stranimondi, si è ispirato a questa per il titolo della raccolta, che però echeggia anche un’esperienza precedente, la raccolta “Strani Giorni” curata insieme al compianto Giuseppe Lippi nel 1998. Impresa audace, come racconta lo stesso curatore: “Nel 1998, infatti, era più complicato rispetto a oggi parlare di una fantascienza italiana capace di imporsi all’attenzione del grande pubblico…” Dunque qualche passo avanti l’abbiamo fatto. E Franco Forte si dice intenzionato, in linea di massima, a ripetere l’iniziativa annualmente. Starà ai lettori sostenerla manifestando il proprio interesse. Ma intanto, stando ai primi riscontri, cominciano a registrarsi risposte positive.
In chiusura al volume, Silvio Sosio riassume la storia della fantascienza italiana in un’analisi molto articolata, il cui titolo fa ben sperare: L’età dell’oro della fantascienza italiana.
Dobbiamo pensare che sia a volta buona?
Ora c’è questa bella novità. Urania, la storica rivista Mondadori cara ai cultori della fantascienza, esce in questo mese (luglio 2019) con il classico numero di Millemondi dedicato, stavolta, a un’antologia tutta italiana. Sotto la copertina del mitico Franco Brambilla si possono trovare alcuni dei migliori nomi in circolazione, ormai piuttosto noti nell’ambiente. Per la precisione, si tratta di diciassette autori (fra cui diversi vincitori e finalisti del Premio Urania) che presentano quindici racconti: Giulia Abbate, Elena Di Fazio, Sandro Battisti, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana, Andrea Tortoreto, Lukha B. Kremo, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Emanuela Valentini, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì.
Nella prefazione il curatore Franco Forte, incoraggiato dall’entusiasmo e dalla vitalità riscontrati in convention come Stranimondi, si è ispirato a questa per il titolo della raccolta, che però echeggia anche un’esperienza precedente, la raccolta “Strani Giorni” curata insieme al compianto Giuseppe Lippi nel 1998. Impresa audace, come racconta lo stesso curatore: “Nel 1998, infatti, era più complicato rispetto a oggi parlare di una fantascienza italiana capace di imporsi all’attenzione del grande pubblico…” Dunque qualche passo avanti l’abbiamo fatto. E Franco Forte si dice intenzionato, in linea di massima, a ripetere l’iniziativa annualmente. Starà ai lettori sostenerla manifestando il proprio interesse. Ma intanto, stando ai primi riscontri, cominciano a registrarsi risposte positive.
In chiusura al volume, Silvio Sosio riassume la storia della fantascienza italiana in un’analisi molto articolata, il cui titolo fa ben sperare: L’età dell’oro della fantascienza italiana.
Dobbiamo pensare che sia a volta buona?
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