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Stefano Torossi

Una svista. Fake news. Il sindaco

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Una svista. Non può essere che una svista. Come è possibile che Bocelli, che già ha i suoi guai, non abbia capito il ridicolo di questa faccenda? Lo abbiamo ammirato su You Tube (ve lo raccomandiamo vivamente: guardate e soprattutto ascoltate il filmato fino alla fine perché in fondo c’è un vocalizzo che qualche melomane di periferia potrebbe definire a ragione “de paura”) mentre canta, il 12 settembre a Pisa, durante il festival della robotica, “La donna è mobile” accompagnato (si fa per dire) da una orchestra diretta (si fa per dire) da un robot, il quale, povero attrezzo, che altro può fare se non dare il tempo, comunque regolare (almeno questo) con i suoi braccini meccanici?
Già normalmente il brano di Verdi rischia lo zum pa pa. Qui siamo sull’orlo del baratro. Penoso è stato ascoltare i poveri orchestrali che si arrabattavano a seguire (o forse a ignorare) la macchinetta, e ancora di più il patetico tenorino, del quale conosciamo la mancanza di quella minima dose di spirito che, sola, permette di regalare un po’ di leggerezza a una delle più bandistiche arie del Cigno di Busseto.
L’intelligenza artificiale dell’umanoide era forse presente, anche se ben nascosta fra i circuiti;  ci è invece sembrata decisamente assente quella naturale, umana. Dov’era finita?
L’unica spiegazione per questo clamoroso scivolone è che a Bocelli nessuno abbia detto della sostituzione sul podio, e allora, come si sa, occhio non vede, cuore non duole…


Fake news. Così si chiamano in rete quelle notizie fintamente scientifiche (scie chimiche, cure anticancro al bicarbonato, vaccini uguale autismo, ecc.) diffuse oggi molto più di ieri grazie alla tecnologia, ma che hanno lo stesso scopo: fare fessi quelli che di solito fessi già sono. Da noi hanno un nome molto ma molto più pittoresco: bufale.
Visto che siamo sul riferimento bovino ci scappa di dire che ci dispiace di non essere andati al Cicap Fest a Cesena il 29 settembre.
Grande trovata il Cicap: Comitato Italiano per il Controllo sulle Affermazioni della Pseudoscienza. Non si sfugge. Dentro ci sono fior di studiosi e divulgatori. Molti trucchi o magari semplici dicerie, comunque pericolose per i creduloni, le hanno implacabilmente contestate.
Fra i tanti studi pubblicati con successo ce n’è uno su certe sostanze naturali, chiamate tissotropiche che, agitandole, da solide diventano liquide. Qualche riferimento a San Gennaro?

                                
Il sindaco. Di Londra. Che di sicuro non deve essere un condominio facile. Sadiq Khan, musulmano, non sappiamo quanto osservante, ma, come racconta lui stesso in una intervista su Repubblica, abbastanza da rispettare il Ramadan, l’astensione da acqua e cibo dall’alba al tramonto, per un mese.
Che un cammelliere o un pescatore di perle, buoni credenti, rispettino le regole istituite dalla loro religione e tarate sul ritmo di vita di un paio di millenni fa può anche essere normale e comunque gestibile senza troppi danni per la comunità.
Quello che ci appare inverosimile è che lo faccia, nel 2017, il sindaco di una grande e complicata città in un mondo totalmente diverso da allora e con addosso la responsabilità di decisioni veloci e il susseguirsi di attentati spaventevoli.
Insomma con l’obbligo di essere sempre al massimo delle prestazioni; e non mangiare e soprattutto non bere per tutto un giorno e per tutto un mese non crediamo che aiuti un gran che.
Ma questa è solo una nostra perplessità. Quello che invece (passando a un altro campo) diventa un dispiacere per noi che siamo un po’ fissati, è constatare come quasi sempre sui giornali le interviste a personaggi stranieri vengano tradotte in un tono più letterario che discorsivo, insomma, discretamente ammuffito. In altre parole, per tradurre un dialogo (questo è, in fondo, un’intervista) ci vorrebbe un dialoghista, magari preso dal cinema; evidentemente  un giornalista, per quanto bravo, non basta.
Certo, i concetti arrivano lo stesso, ma dove la mettiamo la freschezza di una vera conversazione con individui che hanno sempre molto da dire e spesso lo dicono con verve e spirito?



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