Attualità

Conferenza stampa con attentato.
Mercoledì 28 maggio. Presentazione del venticinquesimo Festival di Musicultura nella mitica Sala A della Rai a Via Asiago, Roma. Musicultura è una di quelle idee nate in sordina, e in provincia (Recanati, Marche), che poi è cresciuta fino ad arrivare a rosicchiare i talloni a Sanremo.

Granitica certezza.
La nostra granitica certezza. Da sempre. La musica di Bach la puoi frullare, tostare, tritare, sempre commestibile rimane. Dalla toccata e fuga per organo trasferita all’orchestra in Fantasia di Disney, alle versioni jazzate di Jacques Lussier, Swingle Singers, Uri Caine, alla sigla di Piero Angela

Il quadrilatero delle urine.
Dalle parti dei Caraibi hanno il Triangolo delle Bermude. Noi, qui a Roma, abbiamo il Quadrilatero delle Urine. In mezzo a un mediocre e degradato quartiere di edilizia intensiva fine ottocento, dalle parti della stazione Termini, c’è Piazza Manfredo Fanti, e in mezzo a questa piazza è sopravvissuto un ritaglio di dignità architettonica: l’Acquario Comunale, oggi Casa delle Architetture.

Sconcerto al concerto.
Dopo i fasti imperiali della settimana scorsa (Natale di Roma, Panteon, SPQR, ecc.), questa settimana dobbiamo volare più basso e accontentarci.

Il Negroni
Sabato 12 alla Sala Petrassi, Parco della Musica. Pejman Tadayon, un simpatico musicista persiano, furbissimo conduttore della serata, ci ha fatto ascoltare la musica di casa sua, ci ha fatto cantare tutti, insieme a lui, “la ilaha illa allah”, ci ha fatto guardare un gruppo di volenterose ma non proprio provette ballerine che facevano le dervisce ruotanti

Pienoni e vuotoni
Riceviamo un invito alla chiesa di S. Andrea della Valle (quella della Tosca, ma stavolta Puccini non c’entra) per un concerto vocale e strumentale di Hirari Sato. Ciò che stiamo per raccontarvi ha del fantascientifico. Ne abbiamo viste di serate, ma questa è speciale.

Attenzione!
Gentili amici e gentili lettori
vi comunichiamo che a causa del completo rinnovo del sito del Paradiso degli Orchi e in attesa di tornare più belli, gagliardi e splendenti a metà della prossima settimana, l'aggiornamento di lunedi primo ottobre non sarà effettuato. Siamo certi che sin da ora scalpiterete per l'evento già lungamente atteso. In quanto seguaci accaniti della nostra cara e ventennale rivista, ci aspettiamo da ognuno di voi oltre che suggerimenti e critiche anche esplosioni di gioia e attacchi di pura isteria collettiva.
Dunque per ora salutiamoci... per ritrovarci nuovi di zecca!

Einaudi e gli spinelli
Stagione Contemporanea. Parco della Musica di Roma, dal 22 settembre. La promozione: impeccabile, il pacchetto: bene incartato; adesso si tratta di aprirlo e andare a vedere il contenuto. La conferenza stampa di presentazione della Stagione Contemporanea era stata piuttosto moscia, non per il progetto, interessante, o per l'organizzazione del Parco della Musica, puntuale e corretta, ma perché i tre signori al tavolo: Fuortes, amministratore delegato; Regina, presidente; Pizzo, curatore sembravano incapaci di superare con le loro voci la soglia dell'udibile.

Un tributo: Roberto Roversi (1923-2012)
E' morto Roberto Roversi. Un poeta, ma un poeta di quelli veri. Quando muore uno di loro non bisognerebbe mai chiedere l'età: c'è nella loro opera, attualissima, la potenza di circuire il mondo e nello stesso tempo abbandonarlo al di fuori del tempo.
Vero che fu uno degli ideatori di Lotta Continua, vero che realizzò alla fine degli anni settanta tre dischi con Lucio Dalla, vero che è stato uno degli ultimi librai antiquari, ma sarà un poeta ed anche uno scrittore raffinato e di capacità precognitive. Noi lo ricordiamo con una disamina del suo più bel romanzo Registrazione di eventi del 1964, che andrebbe letto nelle scuole, oggi, per capire la nostra attualità fatta di spread e di speculazioni finanziarie.

I paraculi delle Paraolimpiadi
Preferirei stendere un velo pietoso sulla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi: a cominciare dall'esibizione pietosa e arrogantemente commerciale (ha avuto il coraggio di presentare il nuovo singolo!) dello sculettante ed imbolsito George Michael o dal carosello infinito (escluderei da questo triste peregrinare il grande Ray Davies dei Kinks) di cadaveri eccellenti .
Ma non è di questo che voglio parlare: mi preme più sottolineare lo straordinario spettacolo offerto dalle Paraolimpiadi. O meglio ancora, lo straordinario spettacolo che in qualche modo hanno tentato in tutti i modi di non farcelo godere.
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