Attualità

Nuove narrative: il dispaccio di Tersite
L’idea ce l’ha data Chuck. Chuck Palahniuk. L’estate stava finendo e un giorno, in spiaggia, abbiamo letto che l’autore di “Fight Club” si stava preparando a lanciare la sua newsletter su Substack.
Ogni chiesa una sorpresa
Anche se non una per ogni giorno dell’anno, come dice la leggenda, le chiese di Roma sono comunque parecchie. E sono anche piene di belle cose, e di cose strane. L‘idea di andarle a cercare, queste cose belle e strane, ci stuzzica da un po’, e allora via. Prima tappa S. Agostino.
Dicesi romanista
Dicesi Romanista non solo il tifoso sfegatato della Maggica, ma anche colui che si appassiona delle cose di Roma (arte, storia, aneddotica). Ore 18 di martedì 31 agosto; a spasso nelle vicinanze del Ghetto, ci spunta la tentazione di passare a S. Maria in Campitelli.
In fondo il narciso fa tenerezza
REPLICA DAL PASSATO 13 novembre 2010, “Che tempo che fa”, intervista a Riccardo Muti. Fazio, ingenuo col trucco, lo stuzzica, e il Maestro, una parola dopo l’altra, si abbandona all’inconsapevole (ne siamo certi) ado-razione del proprio personaggio.
Il bello della pandemia
Presto presto che sta per finire! Non credevamo, quando tutto è cominciato, di arrivare al punto di trovare non uno, ma parecchi elementi positivi nel flagello biblico che ci ha colpiti.
Cosa mangi te lo dico io (che sono il tuo Dio)
C’è chi trova che dal punto di vista alimentare oggi la vita sia complicata. Lo era ancora di più secoli o millenni fa. Anche e soprattutto perché ogni giorno allora si rischiava di morire di fame. Destino comune a tutti gli animali, ma che l’uomo poco alla volta avrebbe dovuto imparare a evitare.
Pubi innocenti
Qui non si tratta di pudore, qui si piomba nel ridicolo più spinto; colpa dei bacchettoni che a quell’epoca brulicavano nella chiesa cattolica, per i quali tutto era peccato, perfino gli innocentissimi pubi di questi otto angioletti.
La morte fa cucù
Pietro in Montoro al Gianicolo, cappella De Raymondi, progetto (forse) di Gian Lorenzo Bernini e Francesco Baratta. Alle due pareti le decorose e apparentemente normali tombe dei monsignori di famiglia
Santi imballati, piedi beati
Rimaniamo a S. Giovanni dei Fiorentini (la settimana scorsa non ci è bastato il tempo) e conti-nuiamo con la triste storia del nostro Maestro Francesco Mochi. Appena entrati in chiesa, a fare la guardia all’ingresso, ci sono altre due opere sue: un S. Pietro e un S. Paolo.

Anagrafe infausta
Eccolo, il capolavoro irresistibile di Francesco Mochi: il Battesimo di Cristo a San Giovanni dei Fiorentini. Guardare lo slancio delle figure, constatarne l’equilibrio prodigioso, stupirsi dell’audacia della loro magrezza e ammirarne la modernità dei muscoli. E poi rendersi conto che se non ci fosse stato quell’altro tizio (suo contemporaneo) questo poteva diventare il primo capolavoro del barocco roma-no e Mochi essere il faro dell’arte in città.
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