I Classici

La nostalgia del lottatore: “Il supplente” di Fabrizio Puccinelli.
Devo dire la verità, quando mi sono accinto a leggere Il supplente di Fabrizio Puccinelli: di lui non sapevo assolutamente nulla, tranne le poche indicazioni che ricavai dalla lettura del libro che lo stesso autore ha scritto insieme a Giovanni Mariotti

Il tocco delicato della conoscenza: “L’invenzione” di Alberto Vigevani.
Il primo sentimento che m’ispirò fu di repulsione, al punto che evitavo di fissarlo, preoccupato che trasparisse. Nemmeno si può dire, semplicemente, che fosse brutto. Anzi, il suo volto assunse per me, col tempo, una bellezza particolare:

Un bel sentire: “La vita involontaria” di Brianna Carafa.
Lo abbiamo detto anche nella presentazione del libro di Laura Di Falco Miracolo d’estate: è mai possibile che in certi anni e in certi ambienti (in questo caso ovviamente editoriali)

Una bella sorpresa: “Miracolo d’estate” di Laura Di Falco.
Montale è stato il mio primo recensore e mi ha sempre mantenuto, fino ad ora, il privilegio della sua amicizia. Palazzeschi per sua bontà diceva che ero una delle sue più serie scrittrici italiane.

Una garbata raccontatrice del Novecento: “Ritratto in piedi” di Gianna Manzini.
Scriveva Giacomo Debenedetti nel suo esemplare Intermezzo su Gianna Manzini: Gianna Manzini è un amalgama di istinto e di consapevolezza talmente straordinario, che persino il suo modo di accaparrarci, pure così accattivante, ci fa più volte temere di essere in difetto.

Ma cosa c’è di tanto strano? “Sillabari” di Goffredo Parise.
Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi.

Era qualcosa di nuovo? “la ragazza Carla” di Elio Pagliarani.
Per un attimo lasciamo da parte i personaggi che “stanno intorno” a questa storia, e mi riferisco ai vari poeti e scrittori che fecero parte del Gruppo ’63 (anche se, bisogna proprio dirlo, in qualche modo si rifaranno vivi), e parliamo solo dell’autore: Elio Pagliarani

Uno fra tanti? “Il sosia” di Stelio Mattioni.
Nel 1962 esce Il sosia dello scrittore esordiente Stelio Mattioni. La domanda, pertinente soprattutto ai giorni nostri, è questa: che fare di un libro come questo dal momento che l’anno di uscita è anche tra i più “corposi” e interessanti della nostra letteratura?

Per quanto egregio, ma anche noioso: “Al Polo Australe in velocipede” di Emilio Salgari.
E qui si presenta un problema di non poco conto, che cercherò di ridurre ponendo una domanda che qualsiasi altro lettore si porrebbe: ma perché si è scelto questo libro per presentare l’opera di Salgari invece, chessò, il ciclo di Sandokan oppure i pirati della Malesia?

Un bel fanfarone ai pari coi tempi: “Capitan Fanfara. Il giro del mondo in automobile.” Di Yambo.
Non è la prima volta che, in questa rubrica, ci interessiamo, e giustamente, della letteratura per ragazzi. Lo abbiamo fatto con Vamba e il suo Giornalino di Gianburrasca
CERCA
NEWS
-
25.04.2026
Mattioli
Dombey & figlio Charles Dickens -
25.04.2026
Nutrimenti
Danilo Soscia Mamma Mostro -
25.04.2026
Adelphi
Janet Malcolm Il giornalista e l'assassino
RECENSIONI
-
Emmi Itaranta
La memoria dell’acqua
-
Diego Lama
Il sangue degli architetti
-
Leonardo Sciascia
Il contesto
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
Johamm Joachim Quantz 1697 - 1773
-
Stefano Torossi
Alphonse Adam 1803 - 1856
-
Stefano Torossi
Giacomo Meyerbeer 1791 - 1864
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
-
Marco Minicangeli
The Dangers in My Heart
RACCONTI
-
Davide Caneva
La scelta
-
Simone Bachechi
Vibrare
-
Dauphine Potter
Summer, estate, summer summer.
