I Classici

Un maniaco dello stile: “Mania” di Daniele Del Giudice.
Diceva di lui Riccardo Giacconi che ebbe Del Giudice come relatore di tesi: L’ho incontrato diverse volte nella sua casa a Venezia. Gli chiedevo di raccontarmi del suo rapporto con Calvino, su cui scrivevo la tesi.

Un “piccolo” capolavoro: “Zebio Còtal” di Giulio Cavani.
Scriveva Pier Paolo Pasolini nell’introduzione al volume come fosse atto dovuto: Risulta chiaro, da quanto ho detto, come la materia con cui Cavani lavora, è estremamente tenera

Santa e poco realista: “I gioielli rubati” di Orsola Nemi.
Conservo ancora, dopo tanti anni, un ritaglio di un giornale, e precisamente Sette del Corriere della Sera, in cui Maurizio Serra, chissà poi per quali reconditi motivi, dedica due paginette della rivista a Orsola Nemi,

Un onesto raccontare: “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern.
E questo sarei io: Rigoni Mario di GioBatta, n.15454 di matricola, sergente maggiore del 6° reggimento alpini, battaglione Vestone, cinquantacinquesima compagnia, plotone mitraglieri.

Quale diversità! “La grande vacanza” di Goffredo Parise.
Qualcuno potrebbe obiettare: perché il recensore ha preferito il secondo libro di Parise al posto del primo (tanto per intenderci: ll ragazzo morto e le comete)? La risposta è molto semplice...

Un romanzo per niente facile: “Marcel ritrovato” di Giuliano Gramigna.
Come dico nella presentazione, un romanzo per niente facile. E i motivi sono tanti, ma credo che quello più importante è che Gramigna...

Le gelosie fan sempre male: “Genus” di Franco Cordero.
Su Cordero bisogna fare anzitutto un po’ di insinuazioni (tanto per non prendersi troppo sul serio): ma era davvero uno scrittore o si divertiva a romanzare mentre il suo “vero” lavoro era quello di esperto di filosofia del diritto?

Cos’è questo buco nel muro? “L’Oblò” di Adriano Spatola.
Recentemente, leggendo un libro “contemporaneo” sono incappato in questa frase: Avrei voluto fare un buco nel muro per vedere se anche loro erano seduti a tavola come noi, a cenare in silenzio.

Puzzle impazzito?: “Tristano” di Nanni Balestrini.
Questo romanzo finisce così: A che pensi. Senza il punto interrogativo. Ed effettivamente ci andrebbe da pensare, dopo la lettura di Tristano.

Un bel romanzo: Gli inganni” di Sandro De Feo.
Questo è un discorso che, credo, ho affrontato anche in un’altra occasione. Della serie: cosa bisogna dire quando, per necessità o, meno schizofrenicamente, per diletto, si fa conoscenza con un autore e soprattutto con un romanzo che in qualche modo ha toccato la nostra sensibilità?
CERCA
NEWS
-
18.01.2026
Einaudi
Haiku al femminile -
18.01.2026
Sellerio
Davide Cammarone -
18.01.2026
La naven di Teseo
Christian Raimo
RECENSIONI
-
Luca Giommoni
Nero
-
Matsumoto Seicho
Vangelo nero
-
Dolores Hitchens
La gatta ci ha messo lo zampino.
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
I FRATELLI MARCELLO. Benedetto Marcello 1686 – 1739 Alessandro Marcello 1673 – 1747
-
Stefano Torossi
Carl Maria von Weber 1786 - 1826
-
Stefano Torossi
ARRIGO BOITO 1842 - 1918
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Lorenzo Lombardi/Marco Minicangeli
28 anni dopo – Il tempio delle ossa.
-
Marco Minicangeli
La mia famiglia a Taipei
-
Marco Minicangeli
To a Land Unknow
RACCONTI
-
Eugenio Flajani Galli
Ciro e il Miracolo di S. Gennaro
-
Massimo Grisafi
Dondola dondola
-
Luca Alessandrini
Apres la pluie vient le beau temps
