I Classici

Uno fra tanti? “Il sosia” di Stelio Mattioni.
Nel 1962 esce Il sosia dello scrittore esordiente Stelio Mattioni. La domanda, pertinente soprattutto ai giorni nostri, è questa: che fare di un libro come questo dal momento che l’anno di uscita è anche tra i più “corposi” e interessanti della nostra letteratura?

Per quanto egregio, ma anche noioso: “Al Polo Australe in velocipede” di Emilio Salgari.
E qui si presenta un problema di non poco conto, che cercherò di ridurre ponendo una domanda che qualsiasi altro lettore si porrebbe: ma perché si è scelto questo libro per presentare l’opera di Salgari invece, chessò, il ciclo di Sandokan oppure i pirati della Malesia?

Un bel fanfarone ai pari coi tempi: “Capitan Fanfara. Il giro del mondo in automobile.” Di Yambo.
Non è la prima volta che, in questa rubrica, ci interessiamo, e giustamente, della letteratura per ragazzi. Lo abbiamo fatto con Vamba e il suo Giornalino di Gianburrasca

"La guerra sporca all’interno della guerra civile" di Pablo Rossi.
Granada, luglio 1936. Il famosissimo poeta e commediografo Federico Garcia Lorca è stato arrestato dai nazionalisti dopo il tentato golpe contro la Seconda repubblica spagnola,

"Fahrenheit 451" è un grande classico.Di Ray Bradbury
Non è la fantascienza robotica di Isaac Asimov, né quella angosciante e visionaria di Philip Dick, ma la interpretazione lucida e puntuale di quello che potrebbe accadere in un prossimo futuro.

Due storie perfette, ma una “incantevole”: “Due storie di donne” di Rolando Cristofanelli.
Come già preannunciato nel profilo dedicato a Bertini, eccoci ora a parlare di Rolando Cristofanelli. Anche qui vale il discorso fatto in precedenza: è stato il classico contenuto nel romanzo di Cristofanelli a decidere sulla sua importanza, piuttosto che noi ad armeggiare perché poi lo si possa considerare un classico.

Qualche sorpresa: “Il bardotto” di Valerio Bertini.
Sarà la stagione calda (torrida, direi), saranno le temperature oltre ogni limite, ma anche nelle scelte editoriali che facciamo c’è del ristagno. Ristagno forse non è il termine giusto, ma indubbiamente nel caso dei classici ci facciamo prendere dai classici.

La nascita del “Tartan Noir” . "Come cerchi nell'acqua" di William McIlvanney.
Jack Laidlaw, poliziotto. Nel nome già una dichiarazione d’intenti. Un codice morale tutto suo che lo porta a muoversi tra le periferie degradate di Glasgow.

Poco classico? “L’impazienza di Rigo” di Giancarlo Buzzi.
A volte ci è stato chiesto, in tutti questi anni della rivista Il Paradiso, (sembra uno scherzo, ma sta per compiere 35 anni

Un maniaco dello stile: “Mania” di Daniele Del Giudice.
Diceva di lui Riccardo Giacconi che ebbe Del Giudice come relatore di tesi: L’ho incontrato diverse volte nella sua casa a Venezia. Gli chiedevo di raccontarmi del suo rapporto con Calvino, su cui scrivevo la tesi.
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