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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Roberto Bolaño

2666

Adelphi, Pag. 433 Euro 19,00
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Credo che La letteratura nazista in America di Bolaño sia uno dei libri più stimolanti ed intelligenti che mi sia capitato di leggere. Come orco poi non potevo non apprezzarlo dal momento che l'arte della pseudobiblia ci appartiene e lo scatto d'ingegno dello scrittore cileno, a ben vedere, può davvero competere con precedenti illustri, a cominciare da Borges.

Ma tutta la produzione offre spunti a non finire:che dire del noir di denuncia spesso destrutturato come fosse un'opera cubista? E che davvero avrebbe avuto il plauso infinito del Maestro argentino?

Ma c'è nella letteratura sudamericana una sostanza che a volte mi è indigesta (come mi erano indigeste alcune intuizioni di Borges, per non parlare poi della sua vicinanza col regime militare... ma queste son altre storie): non so definirla bene, probabilmente al di là dell'invenzione e dei giochi intellettuali, spesso evanescenti, quel che non mi convince è quella sorta di flusso continuo della conoscenza che rende i romanzi ad un passo dalla mera elencazione enciclopedica.

La letteratura sudamerica spesso da l'impressione di voler contenere tutto: tentativo ultimo e disperato di affrancarsi da una realtà tragica violenta e spesso incomprensibile? Non lo so, ma qualcosa stride e a volte, diomio, che rumore che fa!

Con 2666 Bolaño, ahinoi, non si sottrae a questa pratica: la trama sembra una mera strumentalizzazione rispetto al carosello di inserti, di distanziazioni dal testo, che spiazzano il lettore.

Lo confesso: del misterioso scrittore di cui si sono perse le tracce (tematica questa che sta assumendo nel tempo validità quasi totemica: pure quell'acido e insopportabile di Sergio Claudio Perroni ha raccontato una cosa del genere col suo Non muore nessuno) dei quattro studiosi (tre uomini e una donna) che si interessano a lui e che cercano eventuali tracce, del pittore che si taglia una mano, di un giornalista che pare segua una storia di serial killer, non riusciamo davvero ad entusiasmarci. Il vertiginoso carosello di 'apparenti' informazioni, il turbinoso procedere della trama e gli intarsi sicuramente sfiancano un lettore sprovveduto; chi è più preparato morde i freni, ma arriva ugualmente sfiatato (altra confessione: ho abbandonato il libro a tre quarti lettura, per una volta tanto ho dato retta ad un vecchio consiglio di Pennac).

Diciamocelo: questa tendenza a strafare, come se il romanzo non fosse un incontro col lettore, ma una specie di creatura frankensteiniana in fieri, non appartiene solo al Bolaño (anzi, in genere il cileno è conciso, stringato e sintetico), ma anche a quegli scrittori presi dal tarlo della creatività a tutti i costi. Qualche nome per non apparire superficiali: De Lillo, Taibo II, Foster Wallace etc.

2666, così come si presenta, non è completo: la presente edizione comprende le prime tre parti (coi titoli riportati in perfetto ordine sulla copertina); la quarta e la quinta saranno pubblicate, sempre da Adelphi nell'autunno 2008.

Buona lettura e sbadigli a chi avrà il coraggio di affrontarle.





di Alfredo Ronci


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Insipido


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Roberto Bolaño

I detective selvaggi

Sellerio, Pag. 816 Euro 16,50

A voler essere onesti fino in fondo, mi dovrei tenere alla larga, il più lontano possibile, dal parlare di questo libro.
Una recensione richiederebbe, se non freddezza, un certo distacco. Certo, una critica non dovrebbe diventare mai e poi mai un'operazione chirurgica capace di dividere e analizzare il libro, il corpo sul lettino, nelle sue infinitesimali parti: ora la lingua, l'inventiva, la costruzione etc... No, la letteratura, fortunatamente, quando è importante, ti rimane dentro come uno spirito evocato a modellarti l'anima

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Roberto Bolaño

2666

Adelphi , Pag. 963, euro 22,00 Euro 22,00

Somiglia a una bibbia. Ho qui tra le mani la nuova edizioni Adelphi, che racchiude in un unico tomo 2666, e mi viene in mente una bibbia.
Certamente, riacquistare un romanzo che già si possiede equivale ad un atto di fede, o ad un atto feticista di cieco piacere. E del sofferente piacere di parlare di Roberto Bolaño ho avuto già occasione di scrivere nelle pagine del Paradiso. È un compito enorme, se non impossibile, accingersi a scrivere una recensione di 2666

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Roberto Bolaño

Tra parentesi

Adelphi, Pag. 379 Euro 29,00

La letteratura è una malattia. Scrivere è una malattia.
Non si parla dello scrittore maledetto, del martirio, dell'ascetismo o altri metodi per arrivare in cielo, ma più semplicemente di un destino o un demonio che puoi o meno seguire, o al contrario decidere di combattere o raggirare (mettendo su per esempio una tua casa editrice); le lettere, prendendo forma e forza con ogni nuovo libercolo, non si accontentano di tracciare una via, ma tracciano le esistenze, le incidono come solo può fare una grande gioia, un dolore,

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Roberto Bolaño

Amuleto

Adelphi, Pag. 141 Euro 15,00

Il vecchio monaco dell'Hagakure raccomandava di non essere mai stanchi di sentirsi ripetere sempre la stessa storia, perché non si può sapere quando questa diventerà per noi un'esperienza. Non si può sapere quando, e nemmeno perché. Un racconto, come un sogno, in fondo è qualcosa che ci viene dagli altri e che nemmeno ci presuppone, però, per noi, rimane una delle poche possibilità di un'esperienza reale, e magari radicale. Solo non sappiamo come, perché e quando questo avvenga.

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Roberto Bolaño

Il Terzo Reich

Adelphi, Pag. 325 Euro 20,00

Hai voglia a dire. Si fanno tante chiacchiere sulla letteratura e sul suo stato di salute. Si fanno tanti discorsi sulla possibilità di trovare vie d'uscita alla situazione stagnante e corriva della narrativa contemporanea e sull'eventualità, quasi miracolistica, di fare i conti con scrittori capaci ed innovativi e poi di punto in bianco ti capita un libro nel senso più classico del termine (anche con le sue differenziazioni), con una storia semplice e coinvolgente, ed ecco che i pruriti 'intellettualistici si placano e trovi la pace dei sensi.

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Roberto Bolaño

I dispiaceri del vero poliziotto

Adelphi, Pag. 304 Euro 19,00

Mi capita ogni tanto di fare un sogno, quello dove trovo migliaia di monetine disseminate su un prato, che io raccolgo ovviamente con lena fino a riempire bisacce intere: e la raccolta non ha mai fine, perché il soldo è sparso ovunque e in ogni direzione.
Ecco, la letteratura di Bolaño mi ricorda il sogno: come il denaro, nell'attività onirica, una volta parzialmente raccolto diventa del tutto inutile, così la letteratura di Bolaño risulta in parte inessenziale. Come una donna esageratamente in carne: troppa. E dunque accanto ad aspetti positivi, riscontro nell'opera dello scrittore cileno aspetti negativi.

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Roberto Bolaño

Chiamate telefoniche

Piccola Biblioteca Adelphi, Pag. 271 Euro 14,00

Sono venuto ad una conclusione: c'è qualcosa che mi impedisce di capire perfettamente Bolaño. Credo che sia colpa mia e soprattutto per una sorta di idiosincrasia che negli ultimi tempi m'ha neutralizzato l'interesse per la letteratura sudamericana (il colmo? Una resistenza quasi insofferente alle speculazioni borghesiane). Ad essere sinceri il lavoro che più ho apprezzato dello scrittore cileno è stato La letteratura nazista in America che tutto si può dire meno che sia un romanzo (o un romanzo fiume come può capitare appunto per Bolaño) e che invece rinverdiva la tradizione della pseudobiblia.

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Roberto Bolaño

Il gaucho insopportabile

Adelphi, Pag. 160 Euro 18,00

Ultimo libro consegnato alle stampe da Bolaño, quasi un testamento spirituale (così ci viene suggerito) si presenta come una raccolta eterogenea in cui sono riuniti cinque racconti e due conferenze. Il racconto che dà il titolo al libro è la storia di un avvocato di Buenos Aires che a seguito della crisi economica va a rifugiarsi in una sua proprietà sperduta nella pampa.

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Roberto Bolano

Sepolcri di cowboy

Adelphi, Pag. 165 Euro 18.00

So Bolano ho qualche dubbio. Figuriamoci, niente di che, ma a volte mi risulta indigesto (cosa che succede spesso con i letterati dell’America del Sud).

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