RECENSIONI
Daniele Garbuglia
La vita privata
Casagrande, Pag. 96 Euro 14,00
Ed esce per una casa editrice che non è facile trovare in Italia ma che vanta apprezzamenti di vario genere e non è cosa stupidina e superficiale.
E anche La vita privata è un titolo che mostra l’assoluta attitudine garbugliana ad insistere sulle piccole e grandi cose della nostra esistenza senza farne drammi e senza deviare verso soluzioni noir o horror che per molti versi sembrano essere prediletti dai nostri vocianti scrittori.
La trama: una mattina un uomo semplice, cioè senza grilli per la testa e senza tentazioni moderniste, si specchia e si accorge di aver perso la propria immagine. Il problema è che l’ha persa anche davanti alla moglie e al figlio.
Paura. Certo, e non può essere altrimenti. Come può un uomo condurre un’esistenza normale e nello stesso tempo non essere visibile agli occhi degli altri? C’è qualcosa di strano ed indeterminato che ha provocato una situazione del genere? C’è qualcosa nella vita dell’uomo che ha determinato una situazione che non può certo passare per standard?
Pare che non ci sia, tanto che, dopo ore dall’accaduto, il protagonista sembrava che solo guardando le cose avrebbe potuto continuare ad esistere, quasi che le altre funzioni come pensare, giudicare, apprezzare fossero svanite del tutto.
Cosa c’è dunque di anomale in un uomo che sembra accettare quasi con determinazione una condizione che ad altri sembrerebbe paralizzante? Nulla. Perché il nulla è una specie di carcere che in qualche modo ingloba e pervade la storia e il destino dell’uomo.
Garbuglia ha scritto davvero sul nulla, con una prosa calma e mai eccessiva. Una prosa che farebbe inorridire gran parte dei lettori nostrani (sì, bisogna proprio dirlo), ma che se diversa e ossessiva porterebbe a qualcosa che forse s’allontanerebbe dal mondo silenzioso e determinato dell’autore.
Bravo Garbuglia. 7+
di Alfredo Ronci
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Casagrande, Pag.140 Euro 12,80Blob questa estate ha fatto un esperimento: ha trasmesso a puntate, per 5 minuti al giorno, un intero film. Era il "famigerato" Mulholland drive di David Lynch. Chiamando la rubrica "lynchipit" e facendola precedere dalle rapide immagini del crollo delle torri gemelle.
Vi chiederete: che c'entra col libro di Garbuglia?
C'entra: Home potrebbe essere un "tentativo lynchiano" di scrivere una storia sospesa. Oddio, manca in questa l'ambiguità di fondo, quel senso orrorifico dell'attesa e del misfatto che il regista americano semina abbondantemente (...)

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Casagrande, Pag. 125 Euro 15,00Alla mia domanda su cosa pensasse dell'incredibile tesi di Antonio Scurati a proposito della narrativa contemporanea che non sarebbe tale perché priva della tenaglia della drammaturgia e delle esperienze di guerra, Garbuglia aveva risposto molto intelligentemente: Cosa c'è di bellico in un tipo che una mattina si sveglia e si ritrova scarafaggio? O ancora: è così importante la cornice bellica in un racconto come Una questione privata di Fenoglio? O ancora più paradossale: come spieghiamo l'opera di uno scrittore come Robert Walser? Non so

Fare fuoco
Società Editrice Milanese, Pag.185 Euro 16.00Nella ormai mia lunga esistenza posso dire di aver conosciuto ben due terroristi. Uno (a dir la verità una) di estrema sinistra e l’altro di estrema destra.
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