RECENSIONI
Angélica Gorodischer
Come svoltare nella vita (senza farsi ammazzare)
Edizioni Socrates, Pag. 131 Euro 10,00
C'è un bel film, di qualche anno fa, esattamente L'insolito caso di Mr.Hire di Patrice Lecont e con un ottimo Michel Blanc, dove un uomo spia una donna dal suo appartamento e scopre alcuni "altarini". Un po' come avveniva ne La finestra sul cortile di Alfred Hithcock dove il voyerismo si faceva prolungamento dello sguardo cinematografico.
Spiegazione questa che mi è sempre andata bene nel momento in cui il regista rappresenta una situazione per poi in qualche modo deleggittimarla per offrire istanze a volte del tutto diverse.
Quando si parla di poliziesco in senso un po' più stretto le cose non stanno proprio così: ve lo immaginate un condominio intero dove tutti, ma dico tutti, non abbassano mai le tendine o non chiudono mai gli scuri perché gli altri possano tranquillamente spiare? Nel film di Lecont bastava che la protagonista accostasse una tenda e oplà,l'intreccio andava a farsi benedire.
Perché dico questo? Perché nel noir la realtà (o quella che si vuole rappresentare) è molto più netta e precisa della finzione cinematografica (anche se questa spesso prende spunto dalle trame letterarie). Chandler, molti anni fa, nel presentare La semplice arte del delitto contestò ad una regina del giallo classico, esattamente Dorothy Sayers, l'inattendibilità dei suoi intrecci e il fatto che sarebbero bastate inezie per far sì che l'intera struttura cervelloticamente costruita fosse franata in modo inglorioso.
Tutto questo per dire che la Gorodischer, la signora argentina del giallo come viene definita in patria (e ringraziamo, tra gli altri, anche una vecchia conoscenza del Paradiso degli Orchi, la professoressa Rosalba Campra, per averla presentata in Italia) in questa antologia di otto racconti, tiene a mente la tradizione del mistery, pure con le sue incongruenze, ma, contrariamente a come si dice nella quarta di copertina, riteniamo che sia molto più vicina alla tecnica di un Agatha Christie che a quella di un Chandler appunto.
A tratti in Come svoltare nella vita si respira un'aria un po' retro (cito: La notte vuota, racconto sulla scoperta delle impronte digitali o Una ragazza terribile dall'atmosfera un po' holmesiana) e ci si imbatte in qualche illogicità appunto che se da una parte ribadiscono le necessità di una materia che in queste ha trovato sempre conforto, dall'altra costringono a fare i conti con considerazioni più stringenti. Come nel racconto Il capriccio dove una donna, per amore, s'addossa la responsabilità di un omicidio commesso dal suo uomo, anche perché quest'ultimo, all'appuntamento si è presentato coi guanti (!!) e non può aver lasciato impronte di nessun genere. Tu avevi i guanti e io ero a mani nude, le mie impronte dovrebbero essere rimaste sulla pistola, sta' tranquillo. Tu neanche c'eri qui, hai capito?
O come ne Una volta a settimana dove una donna, puntuale come un orologio svizzero, ruba qualcosa nelle case sempre e soltanto il giovedi. Come per il caso delle tendine de La finestra sul cortile dove era sufficiente tirarle per chiudere la questione, qui bastava sopprimere un giorno della settimana e il gioco era fatto.
Si scherza, ovviamente.
di Alfredo Ronci
Spiegazione questa che mi è sempre andata bene nel momento in cui il regista rappresenta una situazione per poi in qualche modo deleggittimarla per offrire istanze a volte del tutto diverse.
Quando si parla di poliziesco in senso un po' più stretto le cose non stanno proprio così: ve lo immaginate un condominio intero dove tutti, ma dico tutti, non abbassano mai le tendine o non chiudono mai gli scuri perché gli altri possano tranquillamente spiare? Nel film di Lecont bastava che la protagonista accostasse una tenda e oplà,l'intreccio andava a farsi benedire.
Perché dico questo? Perché nel noir la realtà (o quella che si vuole rappresentare) è molto più netta e precisa della finzione cinematografica (anche se questa spesso prende spunto dalle trame letterarie). Chandler, molti anni fa, nel presentare La semplice arte del delitto contestò ad una regina del giallo classico, esattamente Dorothy Sayers, l'inattendibilità dei suoi intrecci e il fatto che sarebbero bastate inezie per far sì che l'intera struttura cervelloticamente costruita fosse franata in modo inglorioso.
Tutto questo per dire che la Gorodischer, la signora argentina del giallo come viene definita in patria (e ringraziamo, tra gli altri, anche una vecchia conoscenza del Paradiso degli Orchi, la professoressa Rosalba Campra, per averla presentata in Italia) in questa antologia di otto racconti, tiene a mente la tradizione del mistery, pure con le sue incongruenze, ma, contrariamente a come si dice nella quarta di copertina, riteniamo che sia molto più vicina alla tecnica di un Agatha Christie che a quella di un Chandler appunto.
A tratti in Come svoltare nella vita si respira un'aria un po' retro (cito: La notte vuota, racconto sulla scoperta delle impronte digitali o Una ragazza terribile dall'atmosfera un po' holmesiana) e ci si imbatte in qualche illogicità appunto che se da una parte ribadiscono le necessità di una materia che in queste ha trovato sempre conforto, dall'altra costringono a fare i conti con considerazioni più stringenti. Come nel racconto Il capriccio dove una donna, per amore, s'addossa la responsabilità di un omicidio commesso dal suo uomo, anche perché quest'ultimo, all'appuntamento si è presentato coi guanti (!!) e non può aver lasciato impronte di nessun genere. Tu avevi i guanti e io ero a mani nude, le mie impronte dovrebbero essere rimaste sulla pistola, sta' tranquillo. Tu neanche c'eri qui, hai capito?
O come ne Una volta a settimana dove una donna, puntuale come un orologio svizzero, ruba qualcosa nelle case sempre e soltanto il giovedi. Come per il caso delle tendine de La finestra sul cortile dove era sufficiente tirarle per chiudere la questione, qui bastava sopprimere un giorno della settimana e il gioco era fatto.
Si scherza, ovviamente.
di Alfredo Ronci
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