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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Louis-Ferdinand Céline

Guerra

Adelphi, Ottavio Fatica, Pag. 154 Euro 18.00
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Vorrei proprio non dirlo ma… ci voleva quel gran letterato di Saviano a suggerirci che Céline va letto, che non ha importanza se ha scritto cose truci sugli ebrei, che è considerato comunque scandaloso e che un grande scrittore non si giudica su dettagli, ma sull’intera opera.
Ok tutto bene. E allora? In realtà (davvero) ben vengano certi interventi televisivi e ben venga anche lo scrittore fortunato di turno a rammentarci sulla grandezza di alcuni personaggi (visto che non ho ripetuto la parola scrittore?).
Céline dunque è stato (va bene anche il semplice indicativo è) un grande, anzi esageriamo, un grandissimo e queste opere ritrovate confermano l’assoluta altezza della sua letteratura.
Guerra è il primo scampolo degli inediti rubati nel 1944 dall’abitazione di Céline e poi ricomparsi quasi sessant’anni dopo la sua morte. Subito i critici si sono chiesti come collocare questo nuovo episodio (ovviamente non è l’unico, ma mentre in Francia tutti gli inediti sono già stati pubblicati, in Italia sarà appunto Adelphi a rallegrarci dei nuovi arrivi) e sono arrivati alla conclusione che Guerra è contemporaneo al capolavoro Viaggio al termine della notte.
Vi si narrano le vicende di Ferdinand ferito ad un braccio e con una grave lesione all’orecchio dovuta ad un’esplosione che trascorre un bel po’ di tempo in un ospedale in mezzo a malati e farabutti di ogni sorte. Qui fa l’amicizia con Bébert (che ad un certo punto del libro, o forse meglio dire racconto, si trasforma in Cascade) e con sua moglie Angela.
Successivamente Bébert sarà arrestato e in seguito fucilato e Ferdinand invece adotterà sistemi di abbordaggio nei confronti della moglie fino ad avere rapporti sessuali (che francamente mi sembrano la cosa letteraria più innovativa e geniale dell’intera opera).
Il romanzo è anche arricchito di precisazioni da parte dei curatori (francesi) e ci sono anche appunti del traduttore italiano (Ottavio Fatica… con un cognome del genere!) che ci fa sapere (ma secondo noi non ce n’era bisogno) quanto sia stato difficile tradurre questo Céline e anche e soprattutto perché a volte il testo è incompleto e a volte è non esaustivo.
Per i cultori di Céline non aggiungiamo nulla, le parte spiegate e quelle non ancora chiarite non credo modifichino l’esatta opinione dello scrittore.
Scandaloso sì, ma necessario (che seppure elementare giudizio, forse non è quello che si pretende).

di Alfredo Ronci


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Louis-Ferdinand Céline

Lettere a Marie Canavaggia

Archinto, Pag. 170 Euro 17.00

Marie Canavaggia è stata la segretaria di Louis-Ferdinand Céline. Di più, un essere umano di cui poteva fidarsi. Il che, trattandosi dell'autore del Viaggio al termine della notte, non è un dato pacifico. Non era un uomo pacifico, Céline. Certamente, non pacificato. E queste Lettere a Marie Canavaggia, Archinto (bella, elegante confezione), lo confermano. Che della Canavaggia il grande scrittore francese si fidasse ben oltre le questioni di lavoro, lo testimoniano queste lettere scelte che coprono quasi trent'anni.

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