RECENSIONI
Paolo Baron- Raffaella R. Ferré
La mia banda suona il porn
80144 Edizioni, Pag. 130 Euro 9,90
Uno spaccato di intelligenza partenopea, un omaggio a Napoli anche quando questa è lontana e soprattutto un divertito e divertente romanzo di pseudo formazione.
Funziona tutto, si sorride, si ride e si contempla. Personaggi taglienti e ironici. Tutto condito dalla straordinaria aria di precaria esistenza presa a morsi. La storia comincia a Napoli, in una stanza dove, davanti a un videoregistratore, Paolo e gli altri della band stanno musicando un porno. Non hanno sempre fatto questo di mestiere, o meglio sì, ma non in questo "ambiente", anzi, prima Paolo con il suo gruppo ha conosciuto De Andrè, ha vinto premi musicali. Poi, vuoi la fortuna, vuoi la fame, si ritrova a scrivere
musica per film hard. Musica in dolby 5.1. Dove c'è un concetto, dove deve esserci un filo rosso che tiene insieme coerentemente i pezzi. Inizia così a prendere vita O' Pornosound, vero marchio di fabbrica dei musicisti e delle loro gesta che li porta a confrontarsi con donne e vibratori, gioie e dolori della vita di gruppo tra Roma e Napoli, tra atmosfere surreali e non.
Le domande non mancano, così come le risposte non tardano ad arrivare. Fare il musicista non è una figata come può sembrare: da un lato sei visto come l'artista da ammirare, ma in realtà nel momento in cui ti dimentichi il titolo di una canzone non sei nessuno ( «E lo conosci questo? » «Certo che lo conosco,
Billy Joel, cazzo. Un grande» «E ti piace? » «Hai voglia. Bravissimo»«Avevo chiesto a n'amico mio di trovarmi una canzone, mi ha dato questi ma non c'è quella che cercavo io» «E quale sarebbe? «Attanghé». «Attan... che?» «Attanghé! » «Gesù... E qual è? » «Come non lo sai? E che musicista sei? Tu non sai niente»
«No, magari sai... è un pezzo poco noto» «Ma quando mai. Se non sai certe cose... il musicista! E che musica fai?»), e dall'altro sei quello che in tasca non avrà mai niente. Ma del musicista qui si vive la fase creativa, la composizione, la scelta dei pattern giusti, delle armonie adatta, dei groove, facendo diventare il libro anche un ottimo compendio di consigli musicali.
Poi ovviamente trovati a dover spiegare alla tua fidanzata e agli amici che sì, sei musicista, ma che componi colonne sonore per film porno! Eccheccazz!!!
Ci sono momenti di puro godimento parossistico come quando la famiglia di Paolo decide di andarlo a trovare a Roma e lui e il suo chitarrista si mettono a guardare, ops, ad ascoltare, il frutto della loro fatica con le zie che dormono nella stanza della tv. Scoprendo che se non si alza il volume si vedono soltanto tette e culi muoversi al ritmo sgraziato di un russare incessante e molesto.
Paolo Baron e Raffaella Ferrè meritano di essere letti.
Raffaella scrive la voce di autobiografico protagonista in modo assolutamente convincente, con una semplicità tipica di alcune storie davvero incredibili e la forza di questo libro è questa: essere talmente incredibile da essere vera, da poterla constatare subito, direttamente, contattando il diretto interessato.
Adesso Paolo fa un sacco di cose, legge, scrive, lo fa in Toilet ... Che vuol dire? Eh! Informatevi, leggete, scoprite cosa vuol dire rasarsi a zero la testa e quali possono essere le motivazioni filosofiche, come sopravvivere ad un caffè fuori dal Golfo e come si può vivere del motto "La mia banda suona il porn... e tutto il resto all'occorrenza".
di Alex Pietrogiacomi
Funziona tutto, si sorride, si ride e si contempla. Personaggi taglienti e ironici. Tutto condito dalla straordinaria aria di precaria esistenza presa a morsi. La storia comincia a Napoli, in una stanza dove, davanti a un videoregistratore, Paolo e gli altri della band stanno musicando un porno. Non hanno sempre fatto questo di mestiere, o meglio sì, ma non in questo "ambiente", anzi, prima Paolo con il suo gruppo ha conosciuto De Andrè, ha vinto premi musicali. Poi, vuoi la fortuna, vuoi la fame, si ritrova a scrivere
musica per film hard. Musica in dolby 5.1. Dove c'è un concetto, dove deve esserci un filo rosso che tiene insieme coerentemente i pezzi. Inizia così a prendere vita O' Pornosound, vero marchio di fabbrica dei musicisti e delle loro gesta che li porta a confrontarsi con donne e vibratori, gioie e dolori della vita di gruppo tra Roma e Napoli, tra atmosfere surreali e non.
Le domande non mancano, così come le risposte non tardano ad arrivare. Fare il musicista non è una figata come può sembrare: da un lato sei visto come l'artista da ammirare, ma in realtà nel momento in cui ti dimentichi il titolo di una canzone non sei nessuno ( «E lo conosci questo? » «Certo che lo conosco,
Billy Joel, cazzo. Un grande» «E ti piace? » «Hai voglia. Bravissimo»«Avevo chiesto a n'amico mio di trovarmi una canzone, mi ha dato questi ma non c'è quella che cercavo io» «E quale sarebbe? «Attanghé». «Attan... che?» «Attanghé! » «Gesù... E qual è? » «Come non lo sai? E che musicista sei? Tu non sai niente»
«No, magari sai... è un pezzo poco noto» «Ma quando mai. Se non sai certe cose... il musicista! E che musica fai?»), e dall'altro sei quello che in tasca non avrà mai niente. Ma del musicista qui si vive la fase creativa, la composizione, la scelta dei pattern giusti, delle armonie adatta, dei groove, facendo diventare il libro anche un ottimo compendio di consigli musicali.
Poi ovviamente trovati a dover spiegare alla tua fidanzata e agli amici che sì, sei musicista, ma che componi colonne sonore per film porno! Eccheccazz!!!
Ci sono momenti di puro godimento parossistico come quando la famiglia di Paolo decide di andarlo a trovare a Roma e lui e il suo chitarrista si mettono a guardare, ops, ad ascoltare, il frutto della loro fatica con le zie che dormono nella stanza della tv. Scoprendo che se non si alza il volume si vedono soltanto tette e culi muoversi al ritmo sgraziato di un russare incessante e molesto.
Paolo Baron e Raffaella Ferrè meritano di essere letti.
Raffaella scrive la voce di autobiografico protagonista in modo assolutamente convincente, con una semplicità tipica di alcune storie davvero incredibili e la forza di questo libro è questa: essere talmente incredibile da essere vera, da poterla constatare subito, direttamente, contattando il diretto interessato.
Adesso Paolo fa un sacco di cose, legge, scrive, lo fa in Toilet ... Che vuol dire? Eh! Informatevi, leggete, scoprite cosa vuol dire rasarsi a zero la testa e quali possono essere le motivazioni filosofiche, come sopravvivere ad un caffè fuori dal Golfo e come si può vivere del motto "La mia banda suona il porn... e tutto il resto all'occorrenza".
di Alex Pietrogiacomi
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