RECENSIONI
James Patterson e Maxine Paetro
Le donne del club omicidi
Super Pocket, Pag.300 Euro 5,60
C'è un "vecchio" giallo di Henning Mankell, in cui la sua creatura letteraria, l'ispettore Wallander, non fa altro che guardare una foto per tutta la durata della storia dicendo che qualcosa non va e poi alla fine capisce il perché (e certo, altrimenti il giallo che giallo sarebbe se non da una spiegazione più che razionale?).
Ora, da quando ho letto il romanzo di Patterson (e Paetro, e la parantesi la chiariremo subito) e guardando la prima di copertina mi chiedo: c'è qualcosa di profondamente sbagliato. Ma io so cos'è e ne discetto volentieri.
Innanzi tutto la doppia paternità della storia, ma con un nome che "soffoca" l'altro. Sappiamo di Patterson, ma chi è costui (costei?), tale Maxine Paetro, le cui generalità compaiono in minuscolo? Non se ne viene a capo, nessuna informazione. Un po' come è successo per la nuova collana noir del giallo mondadori dove se poco poco ti ostini a cercare informazioni sull'autore sbatti il muso contro un muro di gomma (piaciuta la metafora?).
Ancora: il titolo. Da sbellicarsi dal ridere. L'originale è 4th of July. Che anche i bambini di prima elementare sanno che è il 4 di luglio. Ma siccome a quelli della Longanesi piace giocare al sudoku e non brillano in materie letterarie e linguistiche, ci propinano un bel: Le donne del club omicidi. Ignorando poi (ma sono certo che non ignorano) che i titoli successivi hanno un numero di riferimento. Vedi per esempio The 5th horseman e The 6th target.
In realtà un "Club omicidi" gestito da donne esiste, tanto che James Patterson (e il/la Paetro?) ci ha fatto la serie (gran parte già tradotta in italiano), ma se il buongiorno si vede dal mattino, non capisco cosa abbia a che spartire la protagonista della storia, Lindsay Boxer, tenente della squadra omicidi di San Francisco, con, e leggo alcune note informative, la giornalista Cindy Thomas, brillante e spregiudicata, il medico legale Claire Washburn, saggia e intuitiva e l'avvocato Yuki Castellano, furba e vivace. Poco o nulla, perché in questa vicenda "ristampata", la vera protagonista è la Boxer, il resto, contorno, altro che club.
Passi pure questo.
Ma la trama? Scorre, ma risibile. Siamo di nuovo sul tema della pedofilia spiccia e di chi s'immola per la causa della difesa dell'infanzia, perché la stessa è intoccabile, ingenua, bianca come i gigli, inviolabile, sacra e quasi tabù.
Curiosamente l'autore dei delitti ha a che fare col discorsetto che facevamo a proposito della ristampa dell'ultimo di Chattam. Un caso? Può darsi, ma si sa, quelli della Longanesi sono troppo occupati a giocare al sudoku per accorgersi di convergenze parallele (piaciuta la citazione morotea?).
di Eleonora del Poggio
Ora, da quando ho letto il romanzo di Patterson (e Paetro, e la parantesi la chiariremo subito) e guardando la prima di copertina mi chiedo: c'è qualcosa di profondamente sbagliato. Ma io so cos'è e ne discetto volentieri.
Innanzi tutto la doppia paternità della storia, ma con un nome che "soffoca" l'altro. Sappiamo di Patterson, ma chi è costui (costei?), tale Maxine Paetro, le cui generalità compaiono in minuscolo? Non se ne viene a capo, nessuna informazione. Un po' come è successo per la nuova collana noir del giallo mondadori dove se poco poco ti ostini a cercare informazioni sull'autore sbatti il muso contro un muro di gomma (piaciuta la metafora?).
Ancora: il titolo. Da sbellicarsi dal ridere. L'originale è 4th of July. Che anche i bambini di prima elementare sanno che è il 4 di luglio. Ma siccome a quelli della Longanesi piace giocare al sudoku e non brillano in materie letterarie e linguistiche, ci propinano un bel: Le donne del club omicidi. Ignorando poi (ma sono certo che non ignorano) che i titoli successivi hanno un numero di riferimento. Vedi per esempio The 5th horseman e The 6th target.
In realtà un "Club omicidi" gestito da donne esiste, tanto che James Patterson (e il/la Paetro?) ci ha fatto la serie (gran parte già tradotta in italiano), ma se il buongiorno si vede dal mattino, non capisco cosa abbia a che spartire la protagonista della storia, Lindsay Boxer, tenente della squadra omicidi di San Francisco, con, e leggo alcune note informative, la giornalista Cindy Thomas, brillante e spregiudicata, il medico legale Claire Washburn, saggia e intuitiva e l'avvocato Yuki Castellano, furba e vivace. Poco o nulla, perché in questa vicenda "ristampata", la vera protagonista è la Boxer, il resto, contorno, altro che club.
Passi pure questo.
Ma la trama? Scorre, ma risibile. Siamo di nuovo sul tema della pedofilia spiccia e di chi s'immola per la causa della difesa dell'infanzia, perché la stessa è intoccabile, ingenua, bianca come i gigli, inviolabile, sacra e quasi tabù.
Curiosamente l'autore dei delitti ha a che fare col discorsetto che facevamo a proposito della ristampa dell'ultimo di Chattam. Un caso? Può darsi, ma si sa, quelli della Longanesi sono troppo occupati a giocare al sudoku per accorgersi di convergenze parallele (piaciuta la citazione morotea?).
di Eleonora del Poggio
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