RECENSIONI
Emiliano Gucci
Un'inquilina particolare
Guanda, Pag. 272 Euro 15,00
Il recensore a volte annaspa per trovare soluzioni, se non addirittura etichette, perché poi il suo lavoro possa procedere più spedito. L'ormai quasi obbligatorietà della ricerca di un modello impone poi una scelta obbligata: chi di noi, da bambino non ha mai camminato su un binario della ferrovia, in equilibrio, preferendo il cimento all'andatura più semplice e meno faticosa?
Ecco cosa avviene di solito: che per parlare di un libro, proprio perché ci si impone una distinzione (arbitrio o dialettica?), alla fine si opta per una verifica più articolata di quanto magari lo stesso scritto potrebbe suggerire.
Tutto questa tiritera per dire che Un'inquilina particolare ultimo romanzo di Emiliano Gucci, se proprio volessimo inquadrarlo per necessità di 'mercato' lo potremmo definire noir metropolitano. Ma a ben vedere di noir ha poco, se non quella struttura a 'schema' che fa molto comodo allo scrittore stesso, che fa comodo a certe esigenze editoriali, ma può, come in questo caso, disorientare il lettore e colui che s'appresta ad indirizzare il non-ancora-lettore.
Il libro narra la vicenda di Giovanni che, per circostanze assolutamente fortuite, si ritrova in mano un bel gruzzolo di soldi. Soldi che dopo un po' di tempo, dovrà restituire alla persona a cui erano inizialmente destinati, Lu, transessuale di due metri, decisa, caparbia e pure forzuta.
Come dice il risvolto di copertina: la loro forzata convivenza comincia male e prosegue peggio. Incomprensioni, scontri, equivoci tra cenette, risse e sporadiche tenerezze, il quartiere che sparla, il passato che ritorna a bussare.
Sì, perché un pestaggio pone fine a questa sorta di apparente idillio, facendo precipitare la 'coppia' in un gorgo di avventure sempre più pericolose e scomode.
Tornano, nel romanzo, i temi cari a Gucci, che già avevamo avuto modo di notare in Sto da cani e Donne e topi (perché non ha pensato il Gucci a mantenere una titolazione animalista?): i rapporti di amicizia e situazioni di disagio lavorativo e sociale.
In Un'inquilina particolare (che farebbe sicuramente la gioia dell'arcigay e delle e associazioni LGBT) il commovente e sentito rapporto (non sessuale, anche se vi sono accenni di erotismo sbilenco) tra l'etero Giovanni e la transessuale Lu credo sia davvero il fulcro essenziale della storia, attorno a cui poi vibra una 'costellazione' di riferimenti socio-culturali.
La lingua del Gucci e piana, ma scorrevole con inserti improvvisi che davvero è impossibile trascurare: «Dividiamo l'appartamento. Non è la mia fidanzata». Sogghignò. Asimmetrico, che a guardarlo in faccia si perdeva l'equilibrio. (Pag. 80).
Anche perché sappiamo, sia dalle interviste qua e là rilasciate, sia dagli 'esergo' (si dice così ora no?) disseminati ad hoc nei suoi romanzi, dove sia l'origine delle sue passioni letterarie: soprattutto Bianciardi.
Per carità del maledetto toscano non vi è lo stile, ma non è detto che solo la lingua possa unire due artisti: la compartecipazione di idee dove la mettiamo? L'interesse di Gucci per lo spaesamento del lavoratore e del semplice cittadino di fronte alla Società (con la esse maiuscola) ci fa intravedere dei punti in comune.
Poi se la storia in questione è noir o no, alla fine rimane un dettaglio. Giusto?
di Alfredo Ronci
Ecco cosa avviene di solito: che per parlare di un libro, proprio perché ci si impone una distinzione (arbitrio o dialettica?), alla fine si opta per una verifica più articolata di quanto magari lo stesso scritto potrebbe suggerire.
Tutto questa tiritera per dire che Un'inquilina particolare ultimo romanzo di Emiliano Gucci, se proprio volessimo inquadrarlo per necessità di 'mercato' lo potremmo definire noir metropolitano. Ma a ben vedere di noir ha poco, se non quella struttura a 'schema' che fa molto comodo allo scrittore stesso, che fa comodo a certe esigenze editoriali, ma può, come in questo caso, disorientare il lettore e colui che s'appresta ad indirizzare il non-ancora-lettore.
Il libro narra la vicenda di Giovanni che, per circostanze assolutamente fortuite, si ritrova in mano un bel gruzzolo di soldi. Soldi che dopo un po' di tempo, dovrà restituire alla persona a cui erano inizialmente destinati, Lu, transessuale di due metri, decisa, caparbia e pure forzuta.
Come dice il risvolto di copertina: la loro forzata convivenza comincia male e prosegue peggio. Incomprensioni, scontri, equivoci tra cenette, risse e sporadiche tenerezze, il quartiere che sparla, il passato che ritorna a bussare.
Sì, perché un pestaggio pone fine a questa sorta di apparente idillio, facendo precipitare la 'coppia' in un gorgo di avventure sempre più pericolose e scomode.
Tornano, nel romanzo, i temi cari a Gucci, che già avevamo avuto modo di notare in Sto da cani e Donne e topi (perché non ha pensato il Gucci a mantenere una titolazione animalista?): i rapporti di amicizia e situazioni di disagio lavorativo e sociale.
In Un'inquilina particolare (che farebbe sicuramente la gioia dell'arcigay e delle e associazioni LGBT) il commovente e sentito rapporto (non sessuale, anche se vi sono accenni di erotismo sbilenco) tra l'etero Giovanni e la transessuale Lu credo sia davvero il fulcro essenziale della storia, attorno a cui poi vibra una 'costellazione' di riferimenti socio-culturali.
La lingua del Gucci e piana, ma scorrevole con inserti improvvisi che davvero è impossibile trascurare: «Dividiamo l'appartamento. Non è la mia fidanzata». Sogghignò. Asimmetrico, che a guardarlo in faccia si perdeva l'equilibrio. (Pag. 80).
Anche perché sappiamo, sia dalle interviste qua e là rilasciate, sia dagli 'esergo' (si dice così ora no?) disseminati ad hoc nei suoi romanzi, dove sia l'origine delle sue passioni letterarie: soprattutto Bianciardi.
Per carità del maledetto toscano non vi è lo stile, ma non è detto che solo la lingua possa unire due artisti: la compartecipazione di idee dove la mettiamo? L'interesse di Gucci per lo spaesamento del lavoratore e del semplice cittadino di fronte alla Società (con la esse maiuscola) ci fa intravedere dei punti in comune.
Poi se la storia in questione è noir o no, alla fine rimane un dettaglio. Giusto?
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