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Il Paradiso degli Orchi
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I Classici

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Alfredo Ronci

Tra 'essere poetico' ed 'essere storico': 'Conservatorio di Santa Teresa' di Romano Bilenchi.

Disse Bilenchi anni fa in occasione di un'intervista: Un romanzo deve cogliere lo spessore della vita, che è fatta di oggetti e di eventi concreti, ma anche di sogni e d'immaginazione. L'importante è cogliere quei rari momenti di turbamento, di emozione in cui l'uomo riesce ad ascoltarsi vivere, a prenderne coscienza...
Ad ascoltarsi vivere, in questo romanzo del 1940, è uno dei ragazzini più sensibili, e in qualche modo problematici, della nostra letteratura del Novecento:

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Alfredo Ronci

L'uomo massa e l'uomo-mostro: 'I mostri in fiore' di Giovanni Nocentini.

... sebbene le microauto, gli scooter, i cibi, il vestiario e persino i divertimenti fossero prodotti di serie, ognuno alla fin fine aveva una casa propria, un proprio tempo disponibile per cui individualmente si era migliorato. Ma ad ogni modo, in questa monotona strisciata di geometrie, il signor Lodovico avvertiva lo stesso il rischio della m-a-s-s-a unama: una catastrofe potenziale che ad un certo momento avrebbe potuto annientare via Archimede e persino l'acropoli.
Non sappiamo se Giovanni Nocentini avvertisse in quegli anni (il libro è del 1969) la lezione di Marcuse

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Alfredo Ronci

Un'estate dolcemente peccaminosa: 'Esame di riparazione' di Piero Spalletti.

Cantava Dalida in 'Il Venait D'avoir 18 Ans':
Il m'a dit: "j'ai envie de toi"
Il avait vu au cinéma
Le blé en herbes
Au creux d'un lit improvisé
J'ai découvert émerveillée
Un ciel superbe

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Alfredo Ronci

Una rivoluzionaria nel convento: 'Le ore' di Dolores Prato.

Questo libro è una testimonianza vivida di un'anima in pena. Lei è autrice essenzialmente di due storie, Giù la piazza non c'è nessuno, che racconta della sua infanzia a Treja nel Maceratese, e questo Le ore che richiama la sua esperienza nel collegio-convento delle suore della Visitazione nel Monastero di Santa Chiara, sempre a Treja. Un momento della sua vita (appena dodicenne) vissuto come una frattura insanabile: Davanti a me, in penombra, il gruppo delle educande immobili come se fossero di cartapesta. Alle mie spalle il contemporaneo rumore di opposti catorci e paletti mi disse che ero già isolata nell'altro mondo. Non soffrivo e non capivo, ero spezzata.

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Alfredo Ronci

'La Cazzaria' di Antonio Vignali: del cazzo e della sua cognizione.

Capolavoro ignoto del cinquecento senese, questo del Vignali, da inserire nella letteratura oscena che, allora più di oggi, arricchiva le tentazioni nazional-popolari degli eruditi più sfiziosi.
A tal punto capolavoro osceno che subito dopo l'uscita, in pochi esemplari, determinò l'allontanamento dell'autore, detto anche Arsiccio Intronato dell'Accademia degli Intronati, dalla sua città natale.

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lfredo Ronci

E’ il cattolicesimo laico, signora mia! : ‘Un altare per la madre’ di Ferdinando Camon.

Sono di formazione rigidissimamente cattolica. Sono di tendenza fortissimamente comunista. Non dico marxista, perché non sono, e forse non potrò mai essere, ateo. Del comunismo mi interessava il programma di riscatto sociale, l’affrancamento dalla miseria delle classi che ne sono schiacciate, quella operaia e

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Alfredo Ronci

Un tragico regime da ridere: 'Le rose del ventennio' di Gian Carlo Fusco.

Sul finire degli anni Quaranta, Gian Carlo Fusco, dopo aver combattuto in Albania e dopo aver fatto la Resistenza, si stabilì a Viareggio. Per vivere dirigeva il Kursal Garden, uno dei locali più eleganti della Versilia. Dove si esibiva anche in qualità di presentatore e ballerino di boogie-woogie. Erano suoi compagni di lavoro, oltre a Mario Carotenuto, due esordienti che avrebbero fatto carriera: Fred Buscaglione e Katina Ranieri. Certe sere, dopo lo spettacolo, Fusco intratteneva un gruppetto d'amici, raccontando episodi paradossali per quanto autentici, vissuti al fronte o rievocando figure e casi del 'ventennio' fascista.

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Alfredo Ronci

Romanzo 'ottocentesco', pletorico, ma utile: 'Fabrizio Lupo' di Carlo Coccioli.

Sull'utilità del medesimo provo a confrontarmi, per conto proprio, col prefatore: Walter Siti.
Dice l'ormai noto scrittore: Ha senso ripubblicare oggi questo libro monstrum perché è ancora mimetico del mostruoso coacervo di stereotipi che la società ha accumulato sugli omosessuali; ma gli omosessuali stessi, che pure si sono liberati del monumentale tra i pregiudizi che ingombravano Fabrizio Lupo (cioè dell'idea che etero e omo siano separati da compartimenti stagni e invalicabili) avrebbero torto a rimuovere, nell'entusiasmo, dell'engagement, l'ostinata persistenza delle contraddizioni.

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Alfredo Ronci

La solitudine del numero uno: ‘I miei amici’ di Emmanuel Bove.

Se la Francia c’ha messo cinquant’anni per rendere il dovuto omaggio ad uno scrittore straordinario (Flammarion pubblicò l’opera omnia solo nel 1999), l’Italia, tranne qualche sparuta iniziativa di editore minore (Casagrande, Le Mani…) ha steso un velo pietoso su Bove.

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Alfredo Ronci

Facco de Lagarda all'ombra di Eduardo: 'Marciano allegri'

Mi ero più volte ripromesso di tornare su Ugo Facco de Lagarda (per chi è interessato cerchi in archivio le schede su Le figlie inquiete e La grande Olga): innanzi tutto perché resta ancor oggi misterioso il disinteresse verso un grande scrittore, poi perché proprio la bellezza e la finezza della narrativa lagardiana non possono sopportare l'oblio del tempo.
Non è facile avere un quadro d'insieme dell'opera del letterato veneziano e naturalmente l'indifferenza, di cui sopra, delle case editrici ne impedisce una ricostruzione completa

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